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Vowles: “Con Antonelli si poteva vedere già all’inizio che…”

Fra i prospetti futuri, Andrea Kimi Antonelli è il pilota di cui più si parla per talento e prestazioni. Tanto che si è arrivati ad accostarlo alla Mercedes già in ottica 2025. Malgrado ciò è possibile che per il giovane pilota italiano possa essere tracciato un percorso che passi per Grove, come già sperimentato da George Russell. Oppure no?

Quello di Andrea Kimi Antonelli è un tema fra i più tirati fuori. Per lui si prospetta un futuro in Mercedes, ma con o senza passare dal Via? Con o senza un passaggio in Williams? Su ciò una risposta l’ha data James Vowles, team principal della squadra di Grove.

Come orami ripetuto tante e tante volte, la notizia Lewis Hamilton in Ferrari ha fatto parlare molto. Ed ha fatto parlare anche in ottica Mercedes, dove ci si è chiesto: Chi prenderà mai il posto rimasto vacante del sette volte campione del mondo?. A tal proposito si sono fatti diversi nomi. Nomi presenti già in griglia, e nomi che ancora non ne fanno parte. Si è fatto riferimento ad uno in particolare. Quello di Andrea Kimi Antonelli su cui si era già discusso ampiamente quando fu annunciato che avrebbe esordito in Formula 2 saltando la Formula 3. E facendo crescere su di lui maggiori aspettative.

È così che fra i papabili compagni di squadra di George Russell la stampa ha inserito pure il classe 2005. Toto Wolff ha risposto più volte: Se iniziamo a fargli girare la testa cominciando a parlare di un suo ingresso in Formula 1, se cominciano sui media a girare queste cose, faremo solo dei danni […]. E’ uscito dai kart appena due anni fa, e non ha ancora 18 anni, quindi preferirei non iniziare in questa fase alcuna speculazione.

Eppure una domanda è lecita: “Cosa succederebbe se mai Antonelli dovesse vedersi vincitore al primo tentativo della categoria cadetta?”. D’altronde lo hanno già fatto sia Charles Leclerc, che George Russell, che Oscar Piastri. Ed ecco che allora potrebbe prefigurarsi un cammino già visto con un passaggio in Williams, prima del grande arrivo a Stoccarda.

Interrogato in merito a questa possibilità da Motorsport.com, Jame Vowles ha risposto: “Dal mio punto di vista, non ci sono dubbi che Kimi un giorno sarà in Formula 1. Ha fatto incredibilmente bene nelle serie junior, ma questo non significa che sarà necessariamente in Williams”. Prima che arrivasse in Williams, l’ex capo stratega della Mercedes aveva avuto un ruolo nel programma junior e quindi ha avuto a che fare direttamente con Antonelli.

“Credo nell’investimento sui giovani piloti. Però porto in squadra le persone che lo meritano, ed ho la fortuna di avere due ragazzi in Formula 2 e un altro in Formula 3. Ora stiamo pian piano riempiendo i buchi, con uno in FRECA, ed uno che si farà il suo ingresso in Formula 4 prima della fine dell’anno”. Con ciò l’ingegnere inglese vuole sottolineare il prezioso patrimonio di giovani piloti che sono già nelle file a Grove: “Stiamo iniziando a costruire un programma che penso sia sensato per sviluppare la prossima generazione di piloti”.

Vowles: "Con Antonelli si poteva vedere già all'inizio che..."
@ Formula 2 Twitter

“Parlando di Toto, lui è nella posizione in cui ciascuno di noi vorrebbe sperare. È parte di una delle migliori squadre in griglia, se non della migliore, con più di una serie di opzioni a sua disposizione”.

“Si tratta più di guardare cosa accadrà in futuro. Ho Alex [ndr. Albon] sotto contratto fino all’anno prossimo, ed ho anche Logan [Sargeant], insieme a tutti gli juniores. È solo una questione di vedere come tutto si incastrerà nei prossimi sei mesi.

In merito al potenziale di Kimi Antonelli, Vowles ha aggiunto per concludere anche: “Quando segui un ragazzo di undici anni, non hai idea se sarà incredibile, grande, buono, o nella media. C’è da dire però che con lui si poteva vedere già all’inizio del suo percorso in Formula 4 che stava migliorando in maniera eccezionalmente. Così tanto che ci siamo chiesti se all’epoca stesse succedendo o meno qualcos’altro”.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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