DichiarazioniFormula 1

Vettel-Ferrari, Todt: “Facile stare assieme nel bene”

Il pilota tedesco e la Ferrari si lasceranno al termine del 2020. Jean Todt confronta la situazione con gli anni trascorsi con Schumacher

Jean Todt, parla della situazione creatasi tra Sebastian Vettel e la Ferrari, trovando le differenze del periodo vincente con Michael Schumacher, durante il quale lo stesso presidente della FIA, era parte del team

La scorsa settimana, è arrivata la notizia della separazione tra Sebastian Vettel e la Ferrari, che avverrà alla fine della stagione 2020, mettendo oltrettutto in dubbio il futuro del pilota tedesco in Formula 1.

Vettel è arrivato in Ferrari nel 2015, con la speranza di emulare i successi iridati di Michael Schumacher con la Scuderia avvenuti nei primi anni 2000, ma il tanto agognato titolo mondiale con la Rossa non è arrivato.

L’attuale presidente della FIA, ed ex team principal della Ferrari ai tempi vincenti con Schumacher, Jean Todt, ha commentato quanto sta avvenendo a Maranello, spiegando che cosa non ha funzionato nel matrimonio Vettel-Ferrari iniziato nel 2015.

TODT: “UN BRAVO MARINAIO RIMANE SULLA NAVE, IN PIENA TEMPESTA”

Todt, intervistato da Sky Sports F1 ha sottolineato quanto fosse unita la Ferrari, sia nei buoni sia nei cattivi momenti con Michael Schumacher, facendo un paragone con il periodo trascorso da Vettel nel team.

“Puoi sempre fornire una spiegazione, per i risultati, buoni o cattivi che siano. Insieme a Michael, ed il team Ferrari, abbiamo avuto così tanti successi perché eravamo molto uniti, una squadra forte, che dava supporto a tutti, soprattutto nei momenti difficili,” ha così esordito Jean Todt nel corso dell’intervista.

“È facile stare assieme quando le cose vanno bene, ma guardate come si comporta un bravo marinaio quando il mare è in tempesta. Quando noi eravamo in piena tempesta, eravamo tutti insieme su quella nave, e penso che quello abbia fatto la differenza”.

TODT: “SENZA UNA VETTURA VINCENTE, NON SI DIVENTA CAMPIONE”

Ora per Sebastian Vettel, le cose non sembrano molto facili, con il rischio di non riuscire a trovare un sedile per il 2021, e di pensare al ritiro dalle corse a 32 anni.

A tal proposito, a Jean Todt è stato chiesto se il tedesco dovesse decidere di appendere il casco al chiodo, rappresenterebbe una grossa perdita per la Formula 1: “Sebastian Vettel è uno dei più grandi talenti del motorsport. C’è stato un annuncio, ma che non sarà più pilota del suo attuale team dopo il 2020. Ci sono comunque tante opportunità”.

“Non posso che augurargli il meglio, e penso che chiunque lo prenderà sarà molto fortunato. È chiaro che parliamo di un pilota che con una macchina competitiva, riesce a vincere campionati. Quando Michael arrivò in Ferrari nel 1996, riuscì ad ottenere solo tre vittorie, non perché non fosse motivato, semplicemente non disponeva di una vettura che gli permettesse di diventare campione del mondo”.

“Piano piano, siamo riusciti a costruire sia la vettura sia il team per riuscirci, quindi si tratta di una combinazione. Prendete per esempio Lewis Hamilton. Se non avesse la possibilità di guidare una monoposto vincente, non sarebbe diventato Campione del Mondo. Lo abbiamo visto con Fernando Alonso, e lo stesso vale per Vettel. È logico,” ha poi così concluso Jean Todt.

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Giorgia Meneghetti

Mi chiamo Giorgia, nata nel 1986, e residente a Fermo nelle Marche. Diplomata in Perito del Turismo, e con ottime conoscenze di lingue straniere: Inglese, Francese, Spagnolo. La Formula 1 è una delle mie più grandi passioni, che seguo dal 1998. Grazie ai suoi protagonisti, piloti, monoposto, team ne sono rimasta talmente stregata, tanto da spingermi a scrivere, raccontarla e viverla attivamente, sognando e sperando di poter un giorno incontrarli, e diventarne parte, e magari in un lavoro.

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