Analisi della redazioneFormula 1Tecnica F1

Speciale SF21 | I frutti del lavoro invernale della Ferrari

Scopriamo come sono stati spesi i gettoni di sviluppo dal team di Maranello per tentare l’assalto alle prime posizioni

La Ferrari svela la SF21 e con essa i risultati della pausa invernale. Scopriamo cosa è cambiato sulla sorella maggiore della SF1000

Dopo il disappunto targato 2020, nel 2021 la Ferrari ha deciso di prendersi tutto il tempo necessario per lo sviluppo della nuova monoposto. In quel di Maranello hanno deciso infatti di attendere l’antivigilia dei test pre-stagionali per mostrare al mondo parte del lavoro invernale. Anche il team guidato da Mattia Binotto ha deciso di adottare un approccio più conservativo, nascondendo ai rivali le parti forse più interessanti della vettura. Per vedere dunque la SF21 nel suo complesso, e quindi i frutti del lavoro invernale della Ferrari, bisogna attendere l’inizio dei test in Bahrain in programma nella giornata odierna, venerdì 12 marzo.

L’attesa non è stata però vana. Grazie al materiale diffuso dal Cavallino Rampante è possibile già notare gran parte degli aggiornamenti montati sulla sorella maggiore della SF1000. Come anticipato durante lo sviluppo, la Scuderia ha investito i gettoni in un retrotreno quasi completamente rivisitato, portando però novità sostanziali anche sull’avantreno e sulle paratie laterali. Potranno tuttavia dirsi delusi i tifosi che si aspettavano una livrea tutta nuova: il concept ricalca quello 2020 e la colorazione rossa opaca. Le uniche velleità artistiche sono riconducibili alla sfumatura tendente al bordeaux sul posteriore e il discutibile logo verde del title sponsor Mission Winnow.

Come già detto dunque le novità maggiori si concentrano lì dove l’occhio non ha accesso. I motoristi Ferrari si son dati da fare per recuperare il gap dalle scuderie avversarie, e molti son già certi che in quel di Maranello ci siano riusciti. Un buon propulsore da solo però non basta: a dargli man forte servono intelligenti accorgimenti aerodinamici, gli stessi che lo scorso anno contribuivano alla scarsa velocità in rettilineo della monoposto guidata dal duo Vettel-Leclerc. Analizziamo quindi le novità molteplici novità introdotte grazie alla SF21.

ADEGUARSI MIGLIORANDO

Come tutte le altre squadre la Ferrari si è dovuta adeguare alle restrizioni introdotte con il nuovo regolamento, una su tutte la riduzione del fondo. Durante la pausa invernale gli ingegneri Ferrari non sono stati con le mani in mano, con la SF21 che presenterà, come già detto, un retrotreno tutto nuovo. Per ridurre il drag è stato introdotto un posteriore più alto, con un differenziale necessariamente più rialzato per recuperare parte del fondo perduto. Parola chiave, effetto Coandă.

Nuovi di zecca sono anche il sistema di sospensioni posteriori e il posizionamento degli scarichi. Nuovi brake duct saranno poi utili per recuperare parte del carico perso con le limitazioni sulle dimensioni dei flap. Gli pneumatici Pirelli introdotti da quest’anno rappresenteranno un’altra differenza sostanziale rispetto allo scorso anno. Saranno infatti più resistenti, ma presenteranno un profilo frontale più rotondo, fattore che ne aumenterà la resistenza all’avanzamento.

Per porvi rimedio, l’ala anteriore ha subito anch’essa una buona dose di restyle. Il concept del musetto è rimasto invariato, restando di fatto uno dei pochi “larghi” superstiti, ma il cape è cambiato e gli attacchi dell’ala sono più stretti che in passato. Al tutto si accompagna un marciapiede più largo e una struttura complessivamente più scarica dell’ala. Anche la zona che circonda il cockpit non è passata indenne sotto la matita dei progettisti, che l’hanno rivisitata a dovere. Nuove barge board e aperture per i radiatori che sembrerebbero leggermente più grandi che in passato, dotate inoltre della peculiare forma allungata ai lati.

Restano ancora nascoste ai più le migliorie introdotte nelle zone più sensibili dell’auto, quella tutta nuova del fondo e del diffusore. Tentativo di mossa Kansas City o meno, la Ferrari sembrerebbe aver imparato dai propri errori, ma siamo più che certi che per osservare concretamente i miglioramenti dovremo attendere il primo appuntamento dell’anno in Bahrain.

 

Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, studente magistrale di Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Velista e windsurfer, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

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