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Sarà la scelta giusta avere sei Sprint Race nel 2023?

Perché l’incremento del numero di gare sprint nella prossima stagione potrebbe essere una mossa vincente? Il direttore generale del Circus, Ross Brawn, ne spiega i motivi

Sprint Race si o no? Brawn vuole riproporre ai team di averne sei anziché tre per la prossima stagione. Ma sarà la scelta giusta?

Già in questa stagione Brawn voleva avere sei Sprint Race in calendario. Ma dopo un dibattito con i team incentrato sul budget cup e sui potenziali costi onerosi in caso di incidenti, il dirigente britannico ha deciso di attenersi a tre, come è avvenuto l’anno scorso. Tuttavia tale format è tra i punti dell’ordine del giorno della riunione di martedì, dove si discuterà ancora una volta di un incremento per il prossimo anno. Brawn spera di riuscire a convincere le squadre ad essere d’accordo con tale piano.

“Martedì vogliamo discutere di incrementare le Sprint Race a sei per la prossima stagione”, ha così affermato il dirigente sportivo. “Penso che tutti possano vedere lo spettacolo che generano, specialmente con le nuove vetture. Quindi sono ottimista sul fatto che tutti ne riconoscano il valore e capiscano ciò che così facendo regaliamo agli appassionati. Non si può ignorare che con la Sprint Race si ha un format innovativo, che rende più interessante anche il venerdì, visto che si disputano le qualifiche. Quindi più azione in pista per tutto il weekend”.

LA PRIORITA’ NON E’ L’APPORTO DI ULTERIORI MODIFICHE

Brawn afferma che la priorità della prossima settimana è concordare una serie di Sprint Race per il 2023, piuttosto che discutere di eventuali modifiche da apportare al format. “Al momento non voglio implementare ulteriori cambiamenti. Quello che mi piacerebbe fare è almeno avere sei Sprint Race per la prossima stagione. Per far ciò basta ottenere semplicemente la maggioranza dei consensi. Dopo le tre che si effettueranno quest’anno, prenderemmo in considerazione eventuali modifiche da apportare, per cui servirà il consenso di otto team su dieci.

Secondo il dirigente sportivo, la conquista dei punti quest’anno per i primi otto anziché per i primi tre di ogni Sprint Race, è stata una modifica intelligente. “Abbiamo optato per questo cambiamento per rendere l’evento più interessante anche per i team che non occupano le prime posizioni. Perciò ritengo che solo applicando ulteriori modifiche potremmo capire se il format funziona o meno”. Brawn ha insistito sul fatto che la Sprint Race di ieri a Imola, che ha visto Max Verstappen sorpassare Charles Leclerc per il comando negli ultimi giri, dopo che il monegasco ha perso terreno per il graining delle mescole, ha mostrato il valore del format.

“In una gara normale, dopo il verificarsi del graining, di prassi si sarebbe fatto entrare il pilota ai box per cambiare le mescole, anche se tutto dipende dalla strategia che si vuole adottare. Ma con la Sprint Race i piloti non hanno questa possibilità e devono gestire da sé il degrado. Perciò siamo soddisfatti del successo di tale format che crea imprevedibilità, suscita suspense e divertimento, oltre a mostrare tanti sorpassi, che non avvengono soltanto con l’utilizzo del DRS” ha così concluso Brawn la sua analisi sulla Sprint Race e sui motivi per cui si dovrebbe incrementare il numero di eventi con tale format nel 2023.

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