Curiosità dalla F1Formula 1

Roland Ratzenberger: tra ambizione e talento

In onore del trentesimo anniversario della sua scomparsa, a Imola continuano gli omaggi in onore del pilota austriaco e di Ayrton Senna. Ma qual è la sua storia?

Roland Ratzenberger, prima vittima del Gran Premio di San Marino del ’94, non è stato dimenticato: la sua ambizione e la sua passione per i motori riecheggiano ancora oggi al circuito di Imola

Sono passati esattamente trent’anni dalle due tragedie che, nel 1994, hanno stravolto il Circus. Oltre all’idolo brasiliano, Ayrton Senna, Imola è stata l’ultima località che ha visto gareggiare Roland Ratzenberger. Meno nominato rispetto al collega, Ratzenberger ha trascorso la vita cercando di raggiungere con ambizione il suo obiettivo: la Formula 1. Riuscendoci, ma non senza fatica. In onore dell’anniversario, il regista tedesco Peter Levay ha pubblicato su YouTube una docuserie dedicata alla vita dell’austriaco, contenente testimonianze inedite.

Una serie dedicata soprattutto ai genitori di Ratzenberger, che sin dall’inizio del documentario ci tengono a ringraziare più volte i fan. Persone che, insieme alla famiglia e agli amici, nonostante gli anni trascorsi, continuano a tenere viva la memoria del figlio. La storia di Ratzenberger, così come quella di Senna, non è racchiusa solo nella loro carriera. Entrambi erano tanto altro, ma una cosa è certa: che sia stato il destino, o la fatalità, i loro destini saranno sempre, in un modo o nell’altro, collegati.

Un’ottima conoscenza tecnica, ma non solo

Da sempre affascinato dalla velocità, già a quattro anni il piccolo Roland Ratzenberger conosceva a memoria la maggior parte dei nomi dei brand automobilistici. Stando alle parole della madre, infatti, quale sarebbe stata la sua strada non è mai stato troppo difficile capirlo. E con la sua determinazione, Roland avrebbe fatto di tutto per ottenere quel tanto agognato sedile nella classe regina del Motorsport. L’unica, ai tempi, a essere trasmessa in televisione.

Ma il pilota austriaco, all’inizio della sua carriera, non aveva né un background nel motorsport, né tantomeno degli sponsor. Avviare una carriera in un settore simile non è mai stato facile ma, citando le parole del CEO della Lechner Racing, Robert Lechner: “Era una perfetta combinazione di ambizione e talento. Se credi nei sogni, riesci a raggiungere il tuo obiettivo. Ed è quello che ha fatto Roland“. Approfittando della sua ottima conoscenza tecnica, e della sua passione per la pianificazione, Ratzenberger divenne un istruttore prima ancora di diventare un pilota. Franz Tost, suo collega alla Walter Lechner Racing School tra il 1980 e il 1981, ha sempre elogiato le capacità lavorative dell’austriaco.

Roland era un connubio di conoscenza tecnica e ottima abilità nell’insegnamento” ha dichiarato Tost riguardo alla sua esperienza lavorativa con il pilota. “Ha sempre saputo come procedere, quale sarebbe stato il suo prossimo passo” ha continuato il dirigente sportivo. Tutto è quindi iniziato sì con Walter Lechner, ma è poi continuato in Germania. Luogo in cui Ratzenberger ha cominciato a lavorare per Peter Kroeber. Quest’ultimo offriva delle lezioni con l’opportunità, unicamente dedita allo studente migliore, di gareggiare gratuitamente nella stagione successiva. E il giovane Roland non si lasciò certo sfuggire l’occasione.

Tra Giappone e Inghilterra

Negli anni Ottanta, in Inghilterra il motorsport aveva un’altissima priorità. La competizione era alta e le spese necessarie al mantenimento nel settore non erano poche, ma tutto questo testimonia l’ossessione di Ratzenberger. In questi casi non esistevano compromessi: se volevi avere successo, dovevi trasferirti nel Regno Unito. Una soluzione a questi problemi per “RATZ” fu il Ford Festival, un vero e proprio evento chiave e, molto probabilmente, una delle gare più importanti della vita di Roland.

Il Formula Ford Festival a Brands Hatch è sempre stato molto significato per Ratzenberger. Era come un Campionato Mondiale per i piloti di Formula Ford provenienti da ogni parte del mondo. E Roland era tra loro, nel 1985 e nel 1986, alla guida di una Van Diemen dotata di un motore Minister. Fu un grande successo per il pilota austriaco: un traguardo che lo aiutò a ottenere, nel 1987, i giusti finanziamenti per accedere alla Formula 3 inglese.

Oltre alla Formula 3, l’ambizione di Ratzenberger lo ha portato a gareggiare più volte a Le Mans e nel Campionato Automobilistico Giapponese. Un pilota europeo che sceglieva di gareggiare in Giappone non era mai visto di buon occhio dai media europei. La F3000 in Europa era considerata una delle migliori serie per progredire alla Formula 1 ma Roland Ratzenberger, e non solo, provò a tutti il contrario. A prova di ciò, basti considerare quanti piloti di Formula 1 provenivano dalla serie giapponese. Nonostante il Giappone potesse apparire come una seconda scelta, non lo era.

Per Ratzenberger tanta incertezza, ma altrettanta ambizione

Andare in Giappone, per Roland, è stata la scelta più giusta. Là ha potuto guadagnare i soldi che gli servivano per finanziare i suoi passi successivi e, soprattutto, ha potuto mettersi definitivamente alla prova. Il successo guadagnato in terra nipponica, ha concesso all’austriaco di far crescere la sua reputazione. Il suo nome è, ancora oggi, famoso nel mondo del motorsport: tutti lo ricordano in modo positivo, amichevole. Tante sono le ipotesi che il pubblico ha su come la sua carriera nello sport sarebbe, o non sarebbe, potuta andare, ma una cosa è certa: il nome e l’ambizione di Roland Ratzenberger non saranno dimenticati tanto facilmente.

Martina Romeo

Classe 1999, forse una delle poche toscane con una “c” (quasi) intatta. Laureata in Giornalismo e Comunicazione Multimediale, passo le mie giornate alternandomi tra cinema e scrittura, soprattutto riguardo ad attualità, musica e sport. La Formula 1 è parte integrante della mia vita sin dall’infanzia, soprattutto da quando alla PlayStation la mia scelta ricadeva sempre sul gioco “con la macchina rossa”. Generalmente troppo ironica e spesso affascinata da ciò che non conosco.

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