DichiarazioniFormula 1

Ricciardo è favorevole all’introduzione della Sprint Race

L’australiano sostiene l’idea di Stefano Domenicali, ma ciò non dovrà intaccare l’essenza e il DNA della Formula 1

Daniel Ricciardo è favorevole all’idea di organizzare Sprint Race il sabato, ma non vuole che la Formula 1 perda la sua essenza naturale

L’australiano sostiene tale iniziativa, ma ciò non dovrà mai intaccare l’essenza del Circus. Quest’ultima è una caratteristica fondamentale per piloti e team oltre che per gli stessi appassionati. Daniel Ricciardo quindi approva l’idea di Stefano Domenicali di organizzare Sprint Race il sabato, ma con riserva, perché se si renderà conto che tale idea snaturerà la Formula 1, cambierà la propria visione a riguardo. Tale piano elimina la possibilità di vedere griglie invertite. Questa modifica mira a cambiare la composizione dei weekend di gara. Così ci saranno meno prove libere per i team e più spettacolo per i tifosi.

L’imprevedibilità diventerà quindi un fattore determinante. Questa idea mi piace di più rispetto a quella delle griglie invertite. Mi piace l’idea di avere più tempo di gara che di prove libere”, così Ricciardo spiega la sua visione sulla Sprint Race. Questa variazione nella fisionomia del Gran Premio, verrà infatti testata su tre circuiti nel 2021. Un esperimento ambizioso che ha sollevato diverse polemiche anche per le conseguenze che può portare. Ricciardo riconosce che nel momento in cui queste gare modificheranno l’essenza della Formula 1, cesserà di avere una visione positiva di esse.

IL CIRCUS NON PUO’ GIOCARE CON IL SUO DNA SECONDO L’AUSTRALIANO

“La Formula 1 non può giocare con il suo DNA. Non voglio che vincere in questa categoria diventi qualcosa di semplice e che il raggiungimento di una vittoria venga così svalutato”, conclude così il nuovo pilota della McLaren. La Sprint Race del sabato comunque non attira soltanto Ricciardo, ma già diverse persone all’interno del Paddock. L’australiano è il secondo pilota ad avere espresso un parere favorevole a riguardo, come ha anche fatto il pilota dell’Alfa Romeo Antonio Giovinazzi.

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