2019Formula 1Gran Premio Singapore

Red Bull suona il campanello d’allarme

Le prestazioni della RB15 sul tracciato di Marina Bay non hanno convinto

In tanti avevano inserito la Red Bull nella rosa dei candidati alla vittoria del GP di Singapore, ma la realtà dei fatti è stata molto amara per la squadra di Milton Keynes. Max Verstappen non è andato oltre il quarto posto in qualifica, prendendosi poi il podio (che, viste le aspettative, l’ha reso moderatamente soddisfatto) la domenica, grazie alla strategia che ha permesso all’olandese di sopravanzare Hamilton nella fase dei pit stop.

Brusco risveglio

Il team capitanato da Chris Horner aveva messo in preventivo le difficoltà di Spa e Monza, che sono puntualmente arrivate, e fremeva per sbarcare a Singapore. Su un tracciato tortuoso, l’handicap di cavalli del motore Honda, che ancora esiste, avrebbe condizionato meno la performance. Invece Verstappen non è mai stato in lotta per la vittoria e ha lanciato il grido d’allarme: “Non siamo stati abbastanza veloci. Eravamo venuti qui per vincere e chiaramente siamo rimasti lontani. Direi che è stata la nostra performance più brutta dopo l’Austria, se consideriamo i circuiti dove ci aspettavamo di fare bene”.

“Ho qualche idea su cosa può non aver funzionato e analizzeremo bene i dati per presentarci in forma migliore a Sochi”. Più a fondo è andato Helmut Marko, che agli austriaci di ORF ha fornito un’analisi tecnica come spiegazione della deludente performance asiatica: “Ci sono stati dei problemi nella correlazione tra i dati del simulatore e quelli della pista.

“Il weekend si prepara al simulatore. Se c’è un’incongruenza, anche piccola, tra ciò che risulta dal simulatore e i riscontri della pista, il risultato è pregiudicato – ha spiegato il talent scout austriaco – Ci è mancata stabilità e downforce. Abbiamo fatto male certi calcoli dopo i riscontri del simulatore”.

Newey deluso

Il direttore tecnico Adrian Newey ha ribadito la delusione: “Non siamo contenti di come si è sviluppato il weekend. Almeno, in gara abbiamo colto il massimo dopo il risultato della qualifica: quando parti quarto, un terzo posto è il massimo a cui puoi ambire”.

Topics
Pubblicità

Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close