DichiarazioniFormula 1

Prost: “Hamilton non è un pilota antisportivo”

Il francese difende il sette volte campione del mondo britannico, affermando che il contatto tra lui e Verstappen è stato un semplice incidente di gara

Alain Prost afferma che secondo lui il contatto tra Verstappen e Hamilton a Silverstone è stato un semplice incidente di gara

Prost sostiene che Hamilton “non è un pilota antisportivo, quindi che gioca sporco. L’ex pilota francese sa bene di cosa sta parlando in quanto ha vissuto una rivalità con Ayrton Senna, anche più dura di quella tra Max e Lewis. Ciò in un’epoca in cui non c’erano regole a riguardo e gli steward raramente imponevano sanzioni per lotte così sanguinose in pista. Furono proprio gli scontri tra il francese e Senna, soprattutto nel 1989 e nel 1990, che portarono la FIA a essere sempre più vigile.

Prost ritiene che l’incidente di Silverstone abbia poco a che fare con i suoi incidenti del 1989 e 1990 in Giappone con Senna, nemmeno con quello che ha avuto con Piquet a Zandvoort nel 1983, che è meno noto. “Sarebbe un errore confrontarlo con gli incidenti che lo hanno preceduto. Sono periodi, situazioni e piloti diversi. Penso che i campionati decisi per episodi del genere si contino sulle dita di una mano” dichiara Prost a L’Equipe.

LOTTA PROST-PIQUET

Nel 1983 Prost con la Renault arrivò a Zandvoort come leader del campionato con quattro vittorie, Nelson Piquet ne aveva una ma la sua Brabham sembrava sempre più competitiva. “Ero più veloce di Nelson, ma a Zandvoort è stato molto difficile sorpassare. Volevo sorpassarlo prima di fermarmi ai box e ho commesso un erroreammette Alain. Tale errore ha mandato entrambi fuori pista. Nelle gare che seguirono, Piquet ottenne il titolo.

LOTTA PROST-SENNA

“Per quanto riguarda l’incidente del 1989 con Senna, a pochi giri dalla fine alla variante di Suzuka, ho potuto vedere dalla telemetria che Ayrton aveva mantenuto la massima velocità per tutto il tempo. Se si fosse verificata una situazione simile oggi, Senna avrebbe avuto una pesante penalizzazione dichiara il francese. L’ex pilota è sceso quasi subito dalla vettura, mentre Senna è riuscito a rientrare in pista e raggiungere i box, a scalare posizioni e conquistare i punti necessari per poter lottare per il titolo nell’ultima gara.

MEGLIO LA FIA DEL PASSATO O DEL PRESENTE?

Ayrton Senna avrebbe conquistato il titolo se non fosse stato per l’allora presidente della FIA, Jean Marie Balestre, che ha fatto pressioni sugli steward per penalizzarlo. Non c’erano regole a riguardo, quindi si sono aggrappati a un banale pretesto: al suo ritorno in pista ha tagliato la chicane e lo hanno escluso per non aver seguito la pista, ciò ha dato automaticamente il titolo a Prost. La situazione l’anno successivo era differente.

“Nel 1990 la psicologia ha giocato un ruolo importante. Ayrton era furioso e anche nel warm up ero stato un secondo più veloce. Se lo avessi superato alla prima curva, non mi avrebbe più visto” afferma l’ex pilota francese. Prost con la sua Ferrari è partito meglio dalla seconda posizione in griglia, ha raggiunto e poi persino superato il rivale. Stava per affrontare la prima curva, quando Senna mantenendo la traiettoria interna, non frena e lo tampona, centrandolo in pieno. I due uscirono di pista e terminarono la gara, così il brasiliano vinse il titolo. Visto che non vi erano regole a riguardo non ci fu alcuna penalità.

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