DichiarazioniFormula 1

Piquet e le scuse a Hamilton: da cosa è scaturito l’equivoco?

Il brasiliano chiarisce la sua posizione, spiegando che non aveva alcun intento di discriminare o offendere, anzi condanna lui stesso il razzismo. Basterà ciò per placare gli animi?

Dopo il putiferio scatenatosi, arrivano le scuse ufficiali da parte di Nelson Piquet a Lewis Hamilton e non solo…

Il brasiliano si è scusato pubblicamente con Lewis Hamilton. Oltre le scuse, Piquet sostiene di non aver mai voluto offendere il britannico e, inoltre, ha chiarito di condannare ogni tipo di atteggiamento e linguaggio razzista. Piquet è nel mirino da ieri, quando sono emerse delle affermazioni razziste contro Hamilton, mentre parlava di quello che è successo a Silverstone l’anno scorso. Il giorno dopo, il brasiliano ha voluto chiarire l’accaduto, spiegando che non aveva minimamente l’intenzione di voler offendere o discriminare nessuno. Perciò Piquet non solo porge le sue scuse pubblicamente a Hamilton, ma con chiunque si sia sentito offeso.

“Voglio chiarire lo spiacevole accaduto che sta circolando sui social, per un commento che ho fatto in un’intervista l’anno scorso. Non userei mai la parola di cui sono stato accusato in alcune traduzioni. “Neguinho” significa ragazzo o persona. Non ho mai voluto offendere, perciò mi scuso con tutti coloro che si sono sentiti offesi, incluso Lewis, che è un pilota incredibile, così Piquet porge le sue scuse a Hamilton, in una dichiarazione ufficiale, secondo Motorsport.com.

Una traduzione non corretta fa scoppiare il caso

Il brasiliano ci tiene a sottolineare che la parola “Neguinho” significa ragazzo o persona in portoghese. Perciò nega categoricamente che sia la parola per cui è stato accusato di utilizzare un linguaggio razzista. Di conseguenza, assicura che la traduzione inglese era sbagliata e coglie l’occasione per condannare qualsiasi tipo di commento o atteggiamento discriminatorio nei confronti di una persona, a causa del colore della sua pelle.

“Non ho mai voluto offendere usando quella parola, ma la traduzione che è circolata sui social da ieri non è corretta. Non avrei mai denigrato un pilota a causa del suo colore di pelle. Il razzismo non deve trovare alcun posto che sia in Formula 1 o nella società. Perciò sono felice di chiarire i miei pensieri a riguardo”, ha così concluso Piquet.  Basterà ciò per placare gli animi? Certamente, sentir parlare ancora di razzismo nel 2022 fa rabbrividire.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button

Lascia il tuo contributo

Ciao, non vogliamo riempire il tuo monitor di pubblicità, ma questi banner ci aiutano a darvi contenuti di qualità. Se vedi questo messaggio perché hai attivo un sistema di AdBlock che elimina gli annunci pubblicitari.