DichiarazioniFormula 1

Perez, l’invidiato speciale: Bottas resta a guardare

Il pilota della Red Bull è entrato a pieno diritto nei giochi per il titolo mondiale dopo la vittoria a Monaco

L’avvio di stagione del messicano è stato notevole. Potrà davvero competere per il titolo mondiale?

Con l’incredibile vittoria nel Principato, Sergio Perez si è portato a soli 15 punti di distanza dal leader della classifica iridata piloti. Il messicano è entrato di diritto nei giochi per il titolo, e questa volta ci crede davvero. Dopo un avvio messo in ombra dalla scintilla Verstappen, il messicano ha potuto rifarsi e tornare alla carica per inserirsi in quella che all’inizio della stagione 2022 sembrava una sfida a due tra Verstappen e il ferrarista Leclerc. Con una solida presenza in qualifica, il numero 11 di casa Red Bull può fornire un aiuto enorme al team austriaco, che ora punta anche su di lui, assicurandogli il sedile fino alla fine della stagione 2024.

Insomma, condizioni ideali per un pilota che vuole la giusta stabilità e le dovute certezze per costruire il proprio ruolo all’interno di una squadra. Sicurezze che non può dire di aver ricevuto Valtteri Bottas in Mercedes. Il contratto del finlandese veniva infatti rinnovato di anno in anno, non concedendo la possibilità all’attuale pilota Alfa Romeo di poter godere di una continuità nel team e sottoponendolo in questo modo a forte pressione. Sarà anche per questo motivo che Bottas non ha mai effettivamente rappresentato un problema per Hamilton?

Perez l’invidiato speciale. Bottas: “Non ho mai avuto la giusta tranquillità; la pressione ti divora dentro

Come riporta Planetf1.com, Bottas ha parlato del suo periodo Mercedes e di quelle che fossero in passato le sue convinzioni rispetto alla sua posizione nel team: “Se avessi saputo che nel 2017 sarei stato con la squadra per cinque anni, penso che mi sarei concesso un po’ più di tempo per imparare le cose passo dopo passo e sarei anche un po’ più clemente con me stesso“, ha dichiarati a Beyond The Grid di F1 in un podcast lo scorso novembre, “Ma, nella mia mente, ho creduto che fosse un’opportunità di un anno. E l’anno successivo, stessa cosa: era sempre un anno, un anno, un anno. Non ho mai avuto quella tranquillità per concedermi un po’ di flessibilità“, ha proseguito.

E’ chiaro che, da queste parole, emerge una certa giustificata amarezza, che però ha trovato la sua risoluzione in un nuovo inizio in Alfa Romeo. “Toto pensa che la pressione sia un bene per me“, aveva sottolineato lo stesso Bottas a Beyond The Grid nel 2021, “Sono d’accordo: la pressione per un certo periodo di tempo è buona e può spingerti oltre i tuoi limiti, ma, se hai una pressione contrattualmente per nove anni della tua carriera in Formula 1, anno dopo anno, inizia a mangiarti dall’interno, lo sai?“.

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, ho una Laurea Triennale in Lingue Straniere e una Laurea Magistrale in Linguistica, entrambe conseguite nella Capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, spazio, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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