Formula 1Gran Premio Stati Uniti

Penalità per Alonso ad Austin: il ‘mea culpa’ della FIA

I commissari sportivi hanno restituito allo spagnolo il settimo posto conquistato negli Stati Uniti

Ancora una volta la FIA ammette i suoi errori e, dopo la penalità attribuita ad Alonso nel GP di Austin, restituisce allo spagnolo il settimo posto

Dopo una serie di discussioni e revisioni, la FIA ha ritirato la penalità dei trenta secondi attribuita ad Alonso il quale ha così riottenuto il settimo posto conquistato da Austin. Come è noto, al termine del GP statunitense il team Haas ha presentato un reclamo scagliandosi contro la monoposto di Alonso. La vettura, infatti, sarebbe stata ritenuta pericolosa in quanto ha percorso una parte della gara con lo specchietto destro penzolante, poi staccatosi sul rettilineo tra la curva 11 e 12. I commissari hanno concordato con la Haas infliggendo così ad Alonso una penalità di trenta secondi, finendo così in quindicesima posizione.

Ciò che in tutta questa storia risulta essere alquanto imbarazzante è che ancora una volta la FIA è vittima di regolamenti labirintici che non risultano noti spesso neanche alle squadre. Pare infatti che la federazione abbia ritirato la penalità ad Alonso non tanto per lo specchietto staccatosi in pista, quanto per motivazioni legate ai tempi con cui sono stati presentati i reclami.

La Haas ha presentato il reclamo dopo un’ora dalla fine della gara, sotto comunicazione di un funzionario della FIA. Ciò nonostante, il regolamento prevede che un qualunque reclamo venga presentato entro trenta minuti dalla fine della gara. L’Alpine ha quindi colto la palla al balzo chiedendo di riesaminare il caso e soprattutto ritenendo che non vi è alcun “margine di manovra” a disposizione degli uomini FIA per estendere il termine di 30 minuti previsto dal regolamento, se non in casi eccezionali di impossibilità.

Il dietro front della FIA

La FIA ha riconosciuto al team Alpine il diritto di revisione del caso ed ha poi ritenuto ammissibile il riesame del team francese. Nel corso dell’udienza è emerso che la Haas avrebbe dovuto presentare il reclamo entro il termine previsto di trenta minuti. Inoltre, nessun funzionario della federazione stessa ha il diritto di concedere a una squadra il permesso di contravvenire al regolamento.

Alpine ha poi ringraziato pubblicamente il lavoro dei commissari della FIA. Per altro, i commissari  hanno ribadito nel documento finale la necessità di comprendere meglio come procedere quando un’auto viene danneggiata durante la gara. A tal proposito, il presidente della federazione ha avviato un dibattito sul corretto uso della bandiera nera con disco arancione.

Questo è sicuramente un lieto fine non solo per Alonso che ha riottenuto la settima posizione riscattando la sua clamorosa performance ad Austin, ma anche per la Haas che ha aperto questo dibattito sulle auto danneggiate in pista. Si tratta di un aspetto importante su cui la FIA, Liberty ed anche i rappresentanti delle squadre, sono chiamati a riflettere.

 

Federica Incatasciato

Siciliana, classe '97, a Torino. Ho una laurea magistrale in Ingegneria Biomedica. Sono perfezionista fino al midollo e super scaramantica, cerco di sfruttare sempre il mio tempo in maniera proficua per imparare più cose possibili. Mi piace leggere e scrivere di politica, storia, letteratura e Formula 1. Fin dal liceo ho coltivato la mia passione per le auto da corsa e in particolare per la Formula 1. Essendo un'ingegnere, della Formula 1 mi affascina molto tutto il lavoro che c'è dietro a quelle monoposto, frutto di studio, strategia e collaborazione all'interno del team.

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