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L’enigma gomme: Silverstone ultima spiaggia per la Mercedes

Il circuito della “pietra d’argento” è molto esigente con gli pneumatici. Arriva la sfida “definitiva” tra Red Bull e Mercedes

Da sempre a Silverstone si soffre con le gomme: la partita tra Mercedes e Red Bull ormai si gioca lì

Basta tornare allo scorso anno, a quelle foto di Hamilton che taglia il traguardo in prima posizione ma con una gomma a pezzi, per capire che a Silverstone con le coperture non si scherza. E sarà probabilmente questo il leit-motiv tecnico dell’ennesima puntata della sfida tra Red Bull e Mercedes, ultimamente molto sbilanciata a favore del team di Horner.

Sì, perchè gli ultimi successi di Verstappen e Perez sono arrivati su circuito caratterizzati da basse sollecitazioni laterali, e forti sollecitazioni longitudinali. In altre parole da Monaco in poi (escluso, ma solo parzialmente il Paul Ricard, dove comunque Verstappen ha vinto molto “di strategia”) si sono affrontati pochi curvoni veloci e molte frenate ed accelerazioni brusche.

Condizioni evidentemente ideali per la Red Bull, affrontate invece con difficoltà crescente dagli anglo-tedeschi, che nel tentativo di recuperare hanno cambiato anche un po’ direzione nel set up, finendo per perdersi.

DA MONTECARLO, PASSANDO PER BAKU E FINENDO ALLO SPIELBERG: LA CRESCITA DELLA RED BULL

E’ fuori dubbio che negli ultimi due mesi la scuderia di Milton Keynes abbia staccato la Mercedes sul piano delle prestazioni. Risale infatti al 9 Maggio, a Barcellona, l’ultima vittoria di Hamilton. Poi si sono susseguiti i monologhi di Max, sempre più convincente e a suo agio con la vettura.

Considerando che i due motori, Honda e Mercedes, praticamente si equivalgono e che anche dal punto di vista dell’efficienza aerodinamica nessuno dei due sembra avere un margine considerevole (ma non è facile dimostrarlo), il fattore preponderante pare proprio quello legato alle gomme.

Silverstone Gomme
Credits: Pirelli Press Area

Nelle ultime gare la Red Bull ha evidenziato una capacità praticamente infallibile di gestire gli pneumatici. Le sollecitazioni indotte dalla RB16B sulle mescole Pirelli sono sufficienti a mandare nella giusta finestra di temperatura sia le dure che le morbide. Allo stesso tempo non si verificano quei fenomeni di degrado che hanno afflitto in più di un’occasione le nere di Brackley.

UN CAMPIONATO CHE SI GIOCA SEMPRE DI PIU’ SULLA CAPACITA’ DI SFRUTTARE LE GOMME. E SILVERSTONE E’ LA PROVA DEL FUOCO

E’ quindi un “campionato di gomme”? Decisamente sì. Si è evidenziato più volte come l’adattamento agli pneumatici sia un fattore essenziale per estrarre prestazione, in qualifica e in gara, dalla vettura. Ed essendo il comportamento delle coperture veramente difficile da prevedere non è nemmeno così facile trovare la soluzione quando si presentano i problemi.

Non può sfuggire l’espressione un po’ infastidita del direttore tecnico Pirelli Mario Isola che, intevistato dal direttore Stefano Ravaglia, parla dell’input della Federazione: “Ci hanno chiesto gomme che si degradassero e permettessero strategie differenti“. Il risultato è un prodotto molto “critico”, che si comporta in modo diverso a seconda del circuito, delle temperature, della rugosità dell’asfalto e della natura del tracciato. E decide l’esito delle gare.

A SILVERSTONE PER CAPIRE SE L’EQUAZIONE GOMME = VITTORIA DELLA RED BULL FUNZIONA ANCHE SULLE PISTE AD ALTO CARICO

Sulle piste “stop and go”, con grosse frenate e accelerazioni, è indubitabile, come dicevamo, che la partita l’ha vinta la Red Bull. E con un bel margine, che ha consentito a Verstappen di involarsi nel mondiale. Non era insomma solo questione di ala flessibile o pressioni abbassate ad hoc. .La superiorità della Red Bull è reale. Ma adesso arriva l’esame di Silverstone, una delle piste più gravose per le sollecitazioni laterali, il “terrore dell’anteriore sinistra”.

Silverstone Gomme
Credits: Pirelli Press area

Si affronteranno, in Inghilterra, condizioni decisamente diverse rispetto agli ultimi Gran Premi: curve lunghe e velocissime (Abbey, Brooklands, Copse, Stowe), temperatura fresca, cambi di direzione molto onerosi come la celebre sequenza Maggots-Beckett-Chapel. Un banco prova decisivo, che mette gli ingegneri di fronte a condizioni più simili a Barcellona e Portimao (dove ha vinto Hamilton), che Spielberg.

Silverstone taglierà la testa al toro (non rosso): se Verstappen vedrà le sue gomme anteriori ancora integre dopo il primo stint allora il mondiale 2021 avrà trovato davvero il suo favorito alla vittoria finale. Viceversa ci aspetta una battaglia, anche sui tavoli da disegno, ancora aperta.

David Bianucci

Mi chiamo David Bianucci, nato a Prato ma trasferito per amore e lavoro sui colli Euganei in provincia di Padova. Sono uno sportivo a livelli di fanatismo, ho praticato la pallanuoto per vent'anni e ora faccio i campionati di nuoto Master. Ma le sensazioni più forti me le ha sempre regalate la Formula 1, sin da quando a nove anni ho visto il Gran Premio di San Marino del 1981. Sono seguite sveglie notturne per vedere i gran premi asiatici, autentiche fortune spese in riviste specializzate, giornate tra le frasche del Mugello per guardare girare di nascosto Michael Schumacher. Essere diventato nel frattempo Ingegnere Meccanico non ha migliorato la cosa... Scrivo perchè non posso fare niente per evitarlo.

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