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Le vetture del 2022 (parte II): il corpo vettura

E’ il ritorno dell’effetto suolo la novità più rilevante del nuovo regolamento tecnico. Come lo affronteranno i progettisti?

Le vetture del 2022 presenteranno di nuovo i canali profilati sotto le pance per ottenere l’effetto suolo

Dopo aver analizzato le novità all’anteriore passiamo alla principale modifica che riguarda le vetture 2022, ovvero il ritorno dell’effetto suolo. Sempre con lo scopo di facilitare per l’inseguitore l’avvicinamento alla macchina che precede, i tecnici della FIA hanno deciso di rispolverare un accorgimento da lungo tempo abbandonato.

Lo scopo è evidente. Se una buona parte della deportanza sviluppata da una vettura dipende dall’effetto suolo (che risente solo limitatamente dalla presenza di un avversario di fronte) allora la perdita di prestazione dovrebbe essere molto lieve. Bentornato dunque al “ground effect”, una delle filosofie più “potenti” della storia della Formula 1, in grado di rivoluzionare letteralmente il campo alla fine degli anni ’70. E abolito alla fine del 1982 per l’eccessiva velocità che permetteva alle vetture in curva.

COS’E’ L’EFFETTO SUOLO? COME SARA’ USATO SULLE VETTURE DEL 2022?

Il principio dell’effetto suolo è relativamente semplice. Si tratta di far passare aria sotto la vettura sottoponendola a una variazione di velocità tale che si generi proprio sotto la monoposto una depressione. Così risucchiata verso l’asfalto la vettura acquista molta aderenza senza perdere in termini di resistenza in avanzamento. E’ insomma molto più veloce in curva senza perdere in velocità massima, come succederebbe se adottasse alettoni con elevata incidenza.

L’idea venne a Colin Chapman che la applicò sulla sua Lotus 79 nel 1978, vincendo subito il mondiale con Andretti. Seguirono quattro anni di sviluppo vertiginoso, tempi sul giro che si abbassavano di cinque secondi ad ogni stagione ma anche incidenti pericolosi.

Vetture 2022
© Wikipedia Creative Commons

Un problema dell’effetto suolo è infatti la sua estrema sensibilità alla distanza da terra. Se il fondo era ben sigillato (a questo servivano le famigerate minigonne), l’aderenza era massima. Ma bastava un piccolo sobbalzo o una variazione di altezza della vettura perchè l’effetto svanisse e il pilota si trovasse con una vettura del tutto inguidabile.

L’ABBANDONO NEL 1982 E L’EFFETTO SUOLO COME TABU’ FINO ALLA SUA RICOMPARSA NELLA PROSSIMO STAGIONE

Nel 1982, con le auto dotate di minigonne ed effetto suolo si verificarono alcuni degli incidenti più gravi della storia della formula 1. A dire il vero non direttamente riconducibili all’utilizzo di questo principio, ma per rallentare le vetture la federazione decise di proibire le minigonne e imporre il fondo piatto.

Da allora non se n’è più parlato seriamente. Adesso invece torna in auge questo strumento e sarà molto interessante capire come i progettisti disegneranno le vetture del 2022 in modo da sfruttarne i vantaggi. Intanto ci sono delle differenze rispetto alla “libera interpretazione”. Le minigonne non potranno essere usate e quindi non sarà possibile ottenere un sigillo ottimale al suolo. Potranno però, ovviamente, essere disegnati i profili inferiori delle pance in modo da realizzare dei canali a sezione variabile (effetto “Venturi”).

E soprattutto sarà possibile predisporre, più o meno nella zona dove adesso si trovano i bargeboards, delle paratie per ottimizzare la guida del flusso sotto la vettura. Sarà proprio questo il “campo di battaglia” più interessante per la progettazione dell’aerodinamica delle vetture 2022.

GLI “INLET GUIDE VANES” DAVANTI ALLE PANCE: CHI SAPRA’ DISEGNARE I PIU’ EFFICACI?

Chiamamoli “Inlet Guide Vanes” (“profili guida in ingresso”). Il termine è usato nelle turbomacchine per definire le pale che orientano il flusso d’aria nelle turbine industriali per massimizzare il rendimento della macchina. I progettisti adotteranno magari una terminologia diversa, ma lo scopo è lo stesso.

Vetture 2022
© Wikipedia License Commons Creative

Questi profili, molto più semplici degli orrendi bargeboards utilizzati oggi, si troveranno prima delle pance e avranno una funzione ben precisa. Accogliere l’aria che proviene dalla zona anteriore della vettura ed indirizzarla sotto le pance. In altre parole convertire un flusso disturbato dalla presenza dell’alettone anteriore, dai bracci delle sospensioni e dalla rotazione delle ruote anteriori in una portata d’aria il più possibile “regolare” (meglio sarebbe dire “laminare”).

Chi sarà in grado di ottenere il flusso più regolare e meglio indirizzato nei canali sotto le pance sarà in grado di ottenere il massimo vantaggio dall’effetto suolo. Facile considerare questo punto delle vetture 2022 come uno dei più importanti. Chi azzecca questa zona partirà avvantaggiato alla prima gara.

IL VANO MOTORE E LE PANCE: LE ALTRE VARIABILI DELLA PARTE CENTRALE DELLE VETTURE DEL 2022

Se lo sfruttamento dell’effetto suolo sarà l’argomento più interessante della sfida tecnica del 2022 ci sono altri elementi delle vetture che potrebbero differenziarsi notevolmente. In particolare il cofano e le pance laterali.

Vetture 2022
© Pirelli Press Area

Le pance negli anni si sono sempre più snellite, per pulire il flusso verso l’alettone posteriore e consentirne un funzionamento alla massima efficenza. Addirittura lo scorso anno la Alpine ha presentato una soluzione piuttosto estrema. Alcune parti dell’impianto di raffreddamento sono state montate vicino al motore, liberando spazio nelle zone laterali ma obbligando all’adozione di un voluminoso cofano.

Anche quest’anno si riproporrà lo stesso dilemma: pance piccole e cofano maggiorato oppure cofano più filante e pance di nuovo voluminose? La speranza è che i progettisti si indirizzino verso soluzioni diverse. Sarebbe interessante che nel 2022 le vetture finalmente risultassero nuovamente ben diverse tra loro.

Mentre aspettiamo vi rimandiamo al terzo e ultimo appuntamento con l’analisi tecnica delle vetture del 2022, in cui parleremo della zona posteriore.

David Bianucci

Mi chiamo David Bianucci, nato a Prato ma trasferito per amore e lavoro sui colli Euganei in provincia di Padova. Sono uno sportivo a livelli di fanatismo, ho praticato la pallanuoto per vent'anni e ora faccio i campionati di nuoto Master. Ma le sensazioni più forti me le ha sempre regalate la Formula 1, sin da quando a nove anni ho visto il Gran Premio di San Marino del 1981. Sono seguite sveglie notturne per vedere i gran premi asiatici, autentiche fortune spese in riviste specializzate, giornate tra le frasche del Mugello per guardare girare di nascosto Michael Schumacher. Essere diventato nel frattempo Ingegnere Meccanico non ha migliorato la cosa... Scrivo perchè non posso fare niente per evitarlo.

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