1970-1979Formula 1On this day

Andretti e Peterson, regalano alla Lotus un bella doppietta nel GP del Belgio 1978

Il 21 maggio 1978, due settimane dopo la vittoria di Patrick Depailler, a Monaco, la Formula 1, ritornò in azione sul circuito di Zolder. Purtroppo la McLaren, dovette fare a meno di Patrick Tambay a causa di un’ustione, provocata durante una gara di F2 a Pau.
Così il team inglese, decise di chiamare Bruno Giacomelli. Mentre il team ATS sostituì Jean-Pierre Jarier, passato in Formula 2, con il pilota italiano Alberto Colombo. Essendosi iscritti 30 piloti, gli organizzatori furono costretti ad organizzare una  sessione di pre-qualifiche.

Dal punto di vista tecnico, il team di Colin Chapman, portò al debutto la Lotus 79: una vettura davvero rivoluzionaria e capace di sfruttare appieno l’effetto suolo, portando al massimo compimento le ricerche sull’aerodinamica compiute in gran segreto dalla squadra nero/oro.

andretti GP belgio 1978
© Actualfoto

In qualifica, la nuova Lotus, Mario Andretti riuscì a battere il precedente record della pista, piazzandosi davanti alla Ferrari di Reutemann, con un distacco di 0,8 secondi.

Terza piazzola per Niki Lauda con la sua Brabham, affiancata dall’altra monoposto del Cavallino, guidata da Villeneuve.

Quinto e sesto piazzamento, rispettivamente per Jody Scheckter, con la nuova Wolf WR5 e James Hunt su McLaren. La top 10 si completò con Ronnie Peterson, con la vecchia Lotus 78, poi Riccardo Patrese su Arrows, John Watson con l’altra Brabham e Jean-Pierre Jabouille con la Renault.

Lo start della gara fu caratterizzato da vari contatti, provocati da una partenza sbagliata di Reutemann, che sbagliò l’inserimento della marcia, così Niki Lauda tamponò Jody Scheckter, finendo così contro le barriere mentre Riccardo Patrese, nel tentativo di passare Hunt, toccò la vettura del britannico, che a suo volta finì per assaggiare il guard-rail. In mezzo allo schieramento Ickx tamponò Fittipaldi mentre Didier Pironi colpì le ruote posteriori della vettura di Patrick Depailler, alzandosi dal suolo. In pochi minuti la gara vide i ritiri di Fittipaldi, Hunt e Lauda.

Mario Andretti si trovò, tranquillamente a condurre la gara, seguito da Gilles Villeneuve, Scheckter, Ronnie Peterson, Patrese, John Watson e Jean-Pierre Jabouille.

Le posizioni si cristallizzarono per molti di giri, finché non arrivarono i primi problemi: Scheckter rimase diversi minuti, fermo ai box per un problema tecnico e rientrando al decimo posto, mentre Patrese dovette dire addio alla corsa per un guasto alla sospensioni. Situazione che aiutò Laffite e Reutemann a salire rispettivamente al 5° e al 4° posto. Nel corso del 40° passaggio, Villeneuve fu costretto a rientrare forzatamente ai box dopo il cedimento della gomma anteriore sinistra. Stessa sorte per Peterson al giro numero 57, che però tornato in pista mise a segno una serie di giri veloci che lo portarono a ridosso di Laffite.
Alla 66° tornata, lo svedese della Lotus concretizzò ben due sorpassi di fila, superando sia il pilota francese della Ligier sia la Ferrari dell’argentino, issandosi in 2° posizione. Mentre Mario Andretti si accingeva ad alzare l’ottavo trofeo della carriera, Laffite tentò il sorpasso a Reutemann; le due monoposto andarono al contatto, provocando il ritiro del francese, mentre l’argentino arrivò comunque terzo, precedendo il compagno di squadra Villeneuve.

L’ordine d’arrivo
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Silvano Lonardo

Appassionato di tecnologia, Formula 1, Lego e vinili. Mi occupo web, SEO, web marketing e Google ADS. Blogger, insegnante di nuoto e papà.

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