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La Formula E non offuscherà la Formula 1, secondo Liberty Media

La società a capo della categoria regina del Motorsport non teme che la tecnologia elettrica possa prendere il sopravvento nelle gare automobilistiche nel breve termine

Nonostante in Formula E siano impegnati molti più costruttori che in Formula 1, quest’ultima rimarrà il punto di riferimento per il Motorsport

Lo scorso weekend è scattato il Mondiale 2019/2020 di Formula E sul circuito cittadino di Al-Diriyah, in Arabia Saudita. Una stagione importante, quella attuale, per la categoria 100% elettrica, che può vantare tra le sue fila l’arrivo di due nuovi costruttori, Mercedes e Porsche. Le due nuove ‘reclute’ si sono aggiunte a un parco auto di per sé già molto ricco, visto che sono impegnate anche Audi, BMW, Nissan, Mahindra, Jaguar e DS.

La situazione della Formula E si presenta dunque molto rosea, specie se paragonata alla pochezza – in termini quantitativi – di costruttori impegnati in Formula 1. Nella massima categoria automobilistica gareggiano solo Mercedes, Ferrari, Renault e McLaren, con l’aggiunta della Honda, che però non ha una squadra ufficiale ed è impegnata solo in qualità di motorista. Va però rilevato come il futuro di questi costruttori nella massima formula non è assicurato sul lungo termine, specie in casa Renault, dove il nuovo board insediatosi al vertice (rappresentato da Clotilde Delbos) ha sollevato dubbi sul prosieguo del programma in Formula 1.

FORMULA 1 AL VERTICE, POI IL RESTO

Greg Maffei, direttore esecutivo di Liberty Media, ha rimarcato che la Formula 1 manterrà uno status di primato rispetto alle altre categorie: “È decisamente improbabile che la categoria regina dell’automobilismo sarà diversa dalla Formula 1, anche se attualmente c’è una grande attenzione verso la tecnologia legata all’elettrico. Stiamo assistendo a un forte bombardamento mediatico sulle auto elettriche, ma non credo che questa tecnologia arriverà a soppiantare le altre forme di combustione nel breve termine”.

Nel frattempo, la Formula 1 ha posto l’obiettivo di arrivare alle zero emissioni nel 2030. Un traguardo, questo, da raggiungere attraverso tappe intermedie e restando fedeli alla tecnologia ibrida, quella attualmente impiegata nelle power unit.

IL CASO RENAULT

Maffei ha anche speso qualche parola sul ‘caso Renault‘. Il costruttore francese, tornato nella massima formula in veste ufficiale, dal 2016 allo scorso anno ha compiuto costanti progressi, che però hanno subito questa stagione una pesante battuta d’arresto, nonostante l’ingaggio di un top driver come Ricciardo. L’uscita della Renault dalla Formula 1 è una minaccia che spaventa non poco: “Renault ha raccolto chiaramente meno di quello che avrebbe voluto – ha commentato Maffei – Hanno sofferto problemi nella loro organizzazione interna, non direttamente correlati alla Formula 1, ma che poi hanno avuto un’influenza negativa sul rendimento in pista. La rivoluzione strategica che stanno pianificando mi sembra la naturale conseguenza di ciò che hanno appena vissuto”.

Sibilline invece le parole pronunciate da Nico Hulkenberg ad Abu Dhabi, dove il tedesco lascerà non solo la casa di Viry, ma anche il Circus. Hulkenberg ha parlato di “futuro interessante” davanti alla Renault, magari alludendo alla possibilità che il costruttore francese opti per il ritiro: “Nel 2021 tutto cambierà – ha commentato il 32enne di Emmerich – ma Renault dovrà dimostrare di avere fatto grandi passi avanti già nel 2020. Non c’è dubbio che questo team ha un futuro tutto da conoscere….

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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