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La fine di una storia: Vettel e l’ultimo GP a Monza in rosso

Sebastian Vettel si prepara a correre l’ultimo GP d’Italia a Monza con la Ferrari, e a salutare virtualmente tutti i tifosi che lo hanno sempre sostenuto

Vettel si prepara a correre l’ultimo GP di Monza come pilota Ferrari, a porte chiuse. I Tifosi, invece, vorrebbero ringraziarlo e omaggiarlo.

Anche quest’anno si avvicina l’appunatamento con il GP d’Italia a Monza, uno degli eventi più attesi nel mondo della Formula 1. Le monoposto torneranno a sfrecciare e a lottare ruota a ruota. Torneranno l’inno di Mameli e il rombo dei motori a invadere il silenzio che c’è stato per troppo tempo. Torneranno i piloti e i team a ripopolare il paddock. E tornerà anche l’adreanalina che solo una qualifica e una gara nel Tempio della Velocità possono regalare. Tornerà tutto, o quasi, perchè a mancare sarà una delle parti più importanti: i tifosi.

Quest’anno sarà, inevitabilmente, una Monza diversa. Non ci saranno le solite tribune rosse gremite e non ci saranno nemmeno le numerosissime bandiere che si facevano cullare dal vento. Mancheranno gli striscioni e le grida di chi esulta e lascia libero sfogo alle emozioni. Sarà una Monza irriconoscibile, una gara asettica perchè privata della sua anima.

LE EMOZIONI CHE SOLO IL PODIO DI MONZA REGALA

A prepararsi, in particolar modo, a vivere il GP d’Italia è Sebastian Vettel, che domenica 6 settembre correrà la sua ultima Monza con la Ferrari. Sarà una gara speciale, che in qualche modo sancirà la fine di una storia fatta d’avventure e sogni durata sei lunghi anni. E’ sul podio di Monza, che solo due anni fa, i tifosi e Kimi Raikkonen si solo salutati ringraziandosi a vicenda. Il finlandese, in silenzio, ha alzato il braccio accennando un “ciao” ed è rimasto per qualche istante a fissare la folla. E’ stato un momento carico di tensione per tutti gli appassionati che hanno dovuto lasciar andare il loro ultimo Campione del Mondo. Dopo l’annuncio del divorzio tra Vettel e la Ferrari, i fan speravano di poter avere la stessa occasione sul tracciato di casa anche col tedesco.

Monza è una pista particolarmente importante per Sebastian, che lo ha battezzato un astro nascente della Formula 1. Era il 2008 quando, dopo aver conquistato una magnifica pole sul bagnato, ha ottenuto la sua prima vittoria in carriera al volante di una Toro Rosso motorizzata Ferrari. E’ tornato sul gradino più alto del podio solo da rivale nel 2011 e nel 2013. Vestendo la tuta rossa ha potuto cogliere solo un secondo posto nel 2015 e un terzo nel 2016 e 2017. Non sono state delle vittorie, ma le emozioni che regala il podio di Monza ai piloti Ferrari è qualcosa di difficile da dimenticare, e Vettel lo sa bene.

“Il podio di Monza è incredibile. Quando guardi di sotto e sei lì sopra e vedi tutta quella gente ti senti davvero fortunato, perchè non capita a molti. Tanti accorrono dalla curva grande, altri dal fondo del rettilineo. E’ pieno di tifosi ovunque. E’ qualcosa di davvero incredibile, aveva raccontato Sebastian visibilmente commosso.

“LONTANO DAGLI OCCHI, LONTANO DAL CUORE”

Quest’anno, invece, non ci sarà la pazza marea rossa sotto il podio e nemmeno i cori ferraristi. Non ci saranno bandiere da alzare alto verso il cielo, e nemmeno chi ballerà sotto la colorata pioggia di coriandoli. Non ci saranno i pazzi di turno che correranno come stessero facendo i 100 metri per arrivare prima sotto il podio. Mancherà la carica, l’energia e la magia che i fan sono capaci di creare. A Monza mancherà il saluto finale, quello tra i tifosi e Sebastian Vettel. Un saluto che lui, forse, non avrebbe mai voluto fare.

“Lontano dagli occhi, lontano dal cuore” cantava Endrigo, e così deve aver pensato Vettel quando ha ammesso: “In un certo senso è meglio se non ci saranno i tifosi, ma non fraintedermi. Penso che sarebbe molto difficile correre vedendo tutte le persone che ti supportano sapedendo che quella sarà l’ultima volta in rosso. Da questo punto di vista, penso sia meglio così”. Forse sarà più semplice chiudere un ultimo paragrafo di un capitolo importante nel silenzio assordante delle tribune, sfilandosi il casco e lasciandosi un’altra gara alle spalle; oppure sarà la cosa più difficile da fare. Si dice infatti che la separazione più dolorosa la si viva quando non ci si prende un momento giusto per salutarsi. Un gesto, uno sguardo o un sorriso che basterebbero a racchiudere una storia importante.

UNA STORIA DESTINATA A FINIRE, MA NON AD ESSERE DIMENTICATA

Il viaggio di Sebastian Vettel con la Ferrari ha regalato ai tifosi nuovi record ma soprattutto emozioni. Ci sono stati momenti dolci e amari, indimendicabili successi e dolorose sconfitte. Ostacoli da dover superare, rischi da dover prendere e desideri da avverare. Un sogno, quello di diventare Campione del Mondo Ferrari, che si sarebbe potuto concretizzare ma che più di una volta è sfumato. E’ la storia di un piccolo bambino che è riuscito a realizzare il sogno nel cassetto; e la storia di chi, grazie a quel bambino diventato uomo, è riuscito a tornare nuovamente a sognare.

Se dovessimo chiedere a Vettel di raccontarci il suo ricordo più bello nel team di Maranello, allora lui risponderebbe così: “Solitamente dico che il migliore deve ancora arrivare, ma è una stagione difficile, quindi non credo sarebbe vero in questo caso. Il miglior ricordo finora è la mia prima vittoria in Malesia. Da allora ce ne sono stati molti altri di ricordi, ma la prima è sempre speciale”. E’ stata speciale, sì. Una vittoria che ha riportato una boccata d’ossigino e di speranza ai fan. Un lampo rosso che ha spazzato via le nubi e fatto tornare il sereno, dopo tanto tempo. L’inizio di una bella storia fatta di duro lavoro, sudore, passione e determinazione. Una storia, che come molte altre, è destinata a finire, ma non ad essere dimenticata.

Resteranno i ricordi, quelli belli e quelli meno belli. I ricordi delle cadute e delle rinascite. I team radio passati alla storia e le imprese del Bahrain e di Silverstone. La rimonta in Germania e la rivoluzione in Canada. Resteranno nella memoria dei tifosi gli occhi lucidi e la commozione di Seb. Il pugno agitato sul patto e sullo stemma della tuta. Resteranno le emozioni e le parole, quelle dette e quelle taciute. Resterà l’orgoglio, il rispetto e l’amore reciproco. E resterà anche Sebastian perchè è stato, è, e sarà sempre un pilota Ferrari che ha scritto un pezzo di storia credendo in un sogno.

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Chiara De Bastiani

Sono Chiara, ho 20 anni e studio scienze e tecniche psicologiche. Sono appassionata di motori e il mio amore per la Formula 1 è cresciuto piano piano insieme a me. Infatti, la seguo sin da quando ero piccolina, grazie a mio papà. Ho molte altre passioni e interessi che coltivo tra cui la danza, i viaggi, la montagna, la musica e l'arte. Sono un'inguaribile sognatrice che spera un giorno di poter lavorare in questo mondo fatto di passione, motori ed emozioni.

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