AmarcordFormula 1

Grazie Vettel: sei anni che porteremo nel cuore!

Un ringraziamento speciale al pilota tedesco, il campione che ha creduto in un sogno e che ha fatto tornare a sperare i tifosi Ferrari di tutto il mondo

Oggi vi racconterò una storia magnifica che narra delle gesta di un piccolo bambino dal casco d’oro, che con passione e dedizione, è diventato il pilota della scuderia più storica della Formula 1. E’ la storia di Sebastian Vettel, fatta di salite, sudore, lacrime,  gioie, vittorie, emozioni e di sogni. Una storia, però, destinata a finire.

Dopo 4 mondiali vinti e aver collezionato numerosi record, entrando di merito nella storia della Formula 1, Sebastian Vettel ha deciso di intraprendere una nuova avventura. Una scelta che in molti hanno ritenuto azzardata e rischiosa ma si sa, al cuore non si comanda. Così si è proposto alla Ferrari e, ancora prima di firmare un contratto, ha iniziato a studiare l’italiano e a documentarsi sulla storia del team.

Quello di Sebastian era un sogno. Il sogno di un piccolo bambino di Heppenheim che osservava il suo mito correre su una macchina rossa. Il sogno di un bambino che correva sui kart e che un giorno avrebbe voluto guidare una monoposto di Formula 1, la stessa del suo idolo Michael Schumacher. Vettel è approdato in Ferrari con l’obiettivo di realizzare il sogno nel cassetto che nel tempo ha alimentato: diventare Campione del Mondo con la Rossa.

VETTEL: UN FULMINE ROSSO CHE HA RIPORTATO SPERANZA

Alla seconda gara della stagione, in Malesia, ha riportato la Ferrari sul gradino più alto del podio dopo quasi due anni di digiuno. Tutto sembrava possibile in quel momento. La storia sembrava ripetersi. Un giovane e talentuoso tedesco dal cuore grande che lottava per ricostruire un team che aveva perso il suo luccichio, riportandolo alla gloria. Purtroppo però la storia non si è ripetuta e quel sogno, in cui Seb tanto aveva sperato, non si è ancora avverato.

Sei anni, 14 vittorie, 12 pole position, 54 podi e 23 giri veloci, ma non è tutto qui. La sua storia in Ferrari non si può ridurre a qualche semplice numero. Credo piuttosto si debba ripensare alla passione, alle emozioni e alle istantanee che lui ci ha donato. Sebastian è stato un fulmine rosso che ha spazzato via le nubi per portare il sereno. Dal 2015 è stato la scintilla che ha riacceso il sogno mondiale in tutti i ferraristi. E’ arrivato con la speranza di emulare Michael Schumacher e se ne va con la consapevolezza di aver lottato fine alla fine, proprio come lui. E’ stato accolto in Ferrari dallo scetticismo generale e se ne va tra le lacrime dei veri tifosi a cui ha conquistato il cuore.

UN VIAGGIO FATTO DI EMOZIONI E ISTANTANEE

Ripensando al viaggio di Sebastian Vettel con la Ferrari mi salta subito alla mente il suo primo casco dedicato al team italiano. Era completamente bianco e riportava una scritta rossa: “29.11.14 Il mio primo giorno in Ferrari”. Una semplice frase dedicata al sogno per cui aveva tanto lavorato, facendosi strada tra i big della Formula 1, per arrivare al team a cui il suo cuore è sempre appartenuto.

Mi vengono in mente le dolci lacrime versate in Malesia nel 2015, i fuochi d’artificio a Singapore e il volante alzato verso il cielo di Monaco nel 2017. Ricordo le gomme consumante in Bahrain, il volante storto in Ungheria e la rabbia dopo la penalità del Canada. Ma anche i suoi sorpassi più belli, quelli sudati e ragionati. Ricordo le bandiere del cavallino e del tricolore sventolate con orgoglio, gli abbracci con i meccanici e Sebastian che sul gradino più alto del podio dirige il coro degli appassionati che intonano l’inno italiano. E come dimenticare la sua emozione sul palco di Milano ad ascoltare i cori che lo incitavano a suon di “Sebastian uno di noi” “Resta con noi” e “Vinci per noi”.

Ricordo la danza egiziana e il pugno chiuso che batteva sullo stemma Ferrari, sul cuore. Come dimenticare i suoi team radio e le sue massime?! “Blue flags” “A casa loro” “Mi senti?! Mi senti?! Oh” “What are we doing here, racing or ping ping?”. Riecheggia ancora l’eco dell’urlo “Forza Ferrari”. E le canzoni italiane cantate via radio o a squarciagola prima di prendere un volo?! Ricordo Sebastian che si inginocchia sul podio di Monza sotto una marea rossa in delirio. Ricordo le vittorie e le sconfitte. I momenti dolci e quelli amari, alcuni più di altri. Perché sì, forse non è stato un viaggio perfetto ma è stato un viaggio vero e vissuto dall’inizio fino alla fine con il coraggio di credere in un sogno, sempre, nonostante tutto e tutti.

GRAZIE SEB

Dopo i tanti urlati “Grazie ragazzi” è arrivato il nostro momento di dire “Grazie Seb”. Grazie per aver scelto noi, per il duro lavoro che hai fatto e per aver sopportato le fatiche senza mai smettere di sorridere. Grazie per aver sempre dato il massimo e per averci provato ogni anno fino all’ultima curva, fino all’ultimo traguardo. Per l’attenzione che hai sempre rivolto alla nostra squadra, per essertene preso cura e per averla difesa sempre. Grazie per non essere stato solo un pilota ma un vero leader.

Grazie per le vittorie, i sorpassi e le magie. Per averci tenuti incollati davanti alla tv con il fiato sospeso per tutti questi anni. Per le emozioni che ci hai fatto vivere e per esserti emozionato con noi. Grazie per averci permesso di riascoltare l’inno italiano preceduto da quello tedesco e per aver dimostrato ogni giorno di essere il primo ferrarista. Ma soprattutto, grazie Seb perché con te siamo tornati nuovamente a sperare e a sognare.

PER SEMPRE PARTE DELLA STORIA FERRARI

Qualcuno dice “I piloti vanno e vengono, la Ferrari resta” ma non credo sia completamente vero. La Ferrari resta, ma resta anche ogni singolo pilota che, indipendentemente dai risultati ottenuti, ha contribuito a rendere la nostra squadra così speciale. E Sebastian Vettel ha lasciato molto al team e a tutti i ferraristi che lo hanno affiancato e supportato in questa corsa. La Ferrari non sarebbe nulla senza i piloti che l’hanno aiutata a diventare leggenda in tutto il mondo.

Michael ha detto: “Non sei un vero campione finché non vinci con la Ferrari” e tu, Seb, hai vinto. Forse non riuscirai a diventare Campione del Mondo con la Rossa, ma hai vinto con l’amore e il rispetto di tutti i tifosi sparsi nel mondo. Hai vinto sin dal giorno in cui hai scelto noi e hai scelto di seguire il tuo sogno. Sei un campione, e non perché hai vinto con la Ferrari, ma perché hai lottato e ci hai creduto anche quando nessuno lo faceva più. Sei un campione per il talento e la determinazione che ti caratterizzano. Sei il nostro combattete più coraggioso e leale.

Non correrai più con la tua amata tuta rossa ma noi continueremo a cercare il tuo nome tra i piloti e a vedere le tue manovre in pista ripensando a tutte le magie che ci hai regalato. Dicono che quando un sogno finisce, bisogna essere capaci di costruirne un altro. Ti auguro questo Seb, di trovare la forza di costruire nuovi sogni e la volontà di continuare a correre. Ti auguriamo il meglio perché sei un pilota, ma soprattutto un uomo eccezionale. Ci resta un ultimo strano e complesso anno insieme, nella speranza di rivederti alzare per l’ultima volta, per noi, il tuo indice verso al cielo. Ci troverai ancora lì, a festeggiare con te.

All’inizio del tuo viaggio ci ha scritto: “Cari Tifosi, Ferrari è sempre stato il mio sogno. Ferrari è una leggenda anche grazie a voi e alla vostra passione. Sono fiero di far parte di questa storia incredibile. Grazie per darmi la possibilità di vivere questa avventura con voi”. Sappi che è stato un onore e un privilegio averti con noi, ci hai reso fieri e orgogliosi di te. Sei stato, sei e per sempre sarai un pilota Ferrari.

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Chiara De Bastiani

Sono Chiara, ho 20 anni e studio scienze e tecniche psicologiche. Sono appassionata di motori e il mio amore per la Formula 1 è cresciuto piano piano insieme a me. Infatti, la seguo sin da quando ero piccolina, grazie a mio papà. Ho molte altre passioni e interessi che coltivo tra cui la danza, i viaggi, la montagna, la musica e l'arte. Sono un'inguaribile sognatrice che spera un giorno di poter lavorare in questo mondo fatto di passione, motori ed emozioni.

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