Analisi della redazioneFormula 1

Il ritmo devastante di Alonso a Portimao si ripeterà in Spagna?

In Portogallo l’asturiano ha mostrato che la sua fame di vittoria è ancora intatta. Analizziamo nel dettaglio come ha zittito gli scettici. Ripeterà l’impresa nel GP di casa?

Criticato duramente, Alonso ha mostrato a Portimao un ritmo devastante che dovrebbe fugare ogni dubbio, anche agli occhi dei più scettici

Che Alonso sia affamato di vittoria è cosa nota, ma il suo ritorno in Formula 1 desta ancora non poche perplessità. Mentre c’è chi urla a gran voce che forse era meglio lasciare largo ai giovani, c’è chi con i fatti dimostra che le minestre riscaldate possono essere ancora appetibili. Un chiaro esempio di ciò? Se il weekend in Bahrain non è sufficiente per avvalorare tale tesi, il GP del Portogallo non dovrebbe lasciare dubbi a riguardo. Il ritmo mostrato da Alonso durante la gara a Portimao è stato devastante, ma riuscirà a ripetersi in Spagna? Procediamo per gradi.

La qualifica di Fernando Alonso è stata deludente e ancora non se ne capiscono i motivi, intanto il suo compagno di squadra Esteban Ocon è partito in sesta posizione. Domenica l’asturiano ha avuto una brutta partenza, che l’ha visto otto posizioni dietro il compagno di squadra. Tuttavia, lo ha quasi battuto alla fine della gara. Cosa sarebbe successo se ci fossero stati altri giri a disposizione? Con i sé e con i ma non si risolvono gli enigmi, questo è vero. Eppure la sensazione che Alonso avrebbe potuto sorpassare anche Ocon sembra più reale che mai. Ma com’è possibile che lo spagnolo abbia avuto un ritmo così incalzante?

SE TI CHIAMI ALONSO NON C’E’ GAP CHE TENGA 

Fernando Alonso non ha impiegato molto tempo per mostrare la propria verve e regalare al Circus la sua solita magia. Tuttavia, la qualifica è stata da dimenticare per l’asturiano, che è stato eliminato in Q2 quando aveva la vettura per approdare in Q3. La differenza con Ocon era di 0,870 secondi. Una distanza insormontabile e non semplice da colmare da un giorno all’altro. Ciò però non conta se ti chiami Fernando Alonso. L’asturiano ha iniziato il GP del Portogallo in 13esima posizione e ha tagliato il traguardo 15esimo alla fine del primo giro, mentre Esteban Ocon era settimo.

Otto posizioni di differenza quando il francese girava con le mescole usate e l’asturiano invece con quelle nuove. Ma per capire meglio il tutto, procediamo per fasi. Concentriamoci prima sulla manche di apertura, dal momento che entrambi i piloti hanno effettuato un solo pit stop. Ocon, al settimo posto, girava in media sull’1’23”. In mezzo al traffico Alonso è riuscito a malapena a raggiungere un 1’24”. Ciò dall’uscita della Safety Car fino a dopo il 16esimo giro. Tuttavia, dal 17esimo giro, le mescole morbide di Ocon hanno deciso di dare forfait.

Le medie di Alonso invece hanno iniziato ad avere una temperatura sufficiente per essere in media tra l’1’23” sino ad arrivare persino all’1’22”. La fame di vittoria del due volte campione del mondo a quasi 40 anni è inarrestabile e il ritmo devastante di Alonso a Portimao lo dimostra. Intorno a metà della gara, l’asturiano ha montato le mescole dure per proseguire a razzo per il resto della sua corsa. Entrambi i piloti dell’Alpine così avevano la medesima mescola, ma che differenze prestazionali ci sono state? Analizzando ulteriormente i dati a disposizione, le differenze evidenziate sono notevoli

DIFFERENZE NOTEVOLI

Alonso ha iniziato lo stint dopo il pit-stop partendo da un 1’22” terminando con un 1’20”, mentre Ocon non è mai arrivato a un 1’21”. L’asturiano ha sorpassato Giovinazzi, Gasly, Ricciardo e Sainz, ritrovandosi così non più in mezzo al traffico, ma con pista libera per la prima volta in gara, proprio come il suo compagno di squadra. In quel momento, lo spagnolo ha deciso di infrangere tutti i parametri di riferimento iniziando a girare in 1’21” e alternando anche diversi giri in 1’20”, che non erano alla portata di McLaren, Ferrari o della stessa Alpine per tutta la gara. Lo spagnolo così recupera il gap da Ocon di 7,5 secondi negli ultimi 13 giri.

 

Alonso si è perciò ritrovato a fine gara a un secondo di distanza, con l’ultimo giro di ben 1.254 secondi più veloce rispetto a quello del francese. Ma di quanto era il gap in qualifica? Quasi nove decimi. Ciò è sufficiente per considerare qualcuno un ex pilota ormai? O per puntare il dito sulla scelta fatta di tornare in Formula 1? Si sa, sembra che gli haters non aspettino altro che un passo falso, per elargire la più aspra delle critiche. Sembra quasi una moda quella di trarre conclusioni affrettate. Lo stesso Sainz si è stupito delle tante critiche ricevute dall’asturiano al termine delle qualifiche.

DIMOSTRARE CON I FATTI CHE LA FAME DI VITTORIA E’ ANCORA INTATTA

Ma ritorniamo all’ultimo giro di Alonso in gara a Portimao. L’asturiano ha effettuato un crono di 1’21″032, mentre Lewis Hamilton uno di 1’22″011. Sogno o son desto? Se è questo che vi state chiedendo, si, a solo un secondo di distanza. L’ultimo giro per Valtteri Bottas su mescola Soft con soli due giri di usura è stato di 1’20″826. Mentre il finlandese otteneva il giro più veloce della gara con mescola nuova, l’asturiano era soltanto a due decimi di distacco ma con mescola Hard. Potremmo comunque fare i più svariati esempi analizzando gli altri tempi ottenuti.

Basta pensare all’1’23″729 di Charles Leclerc, l’1’21″766 di Sergio Pérez o l’1’22″303 di Lando Norris, ma non si troverà un altro crono come quello ottenuto dall’asturiano, che ha dimostrato con i numeri – e non solo a parole – che la sua fame di vittoria è ancora più che intatta. Alonso riuscirà in Spagna a ripetere il ritmo devastante mostrato a Portimao? Sembra presto per dirlo, seppur si è a conoscenza dei limiti della monoposto a disposizione, ma non è anche presto per trarre conclusioni non richieste?

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