Analisi della redazioneFormula 1Gran Premio Belgio

Il GP del Belgio e la farsa più grande della storia

Una gara mai corsa, questo è quanto accaduto ieri nel GP del Belgio, che butta luce sulle falle del regolamento del Circus

Una farsa storica quella rappresentata dal GP del Belgio, durato appena due giri dopo essere stato posticipato di 3 ore per maltempo

Onorare l’impegno, ma a che prezzo? La Formula 1, in Belgio, ieri è andata in scena con quella che rimarrà nella storia non solo per essere stata la gara più corta di sempre, ma probabilmente anche per essere stata la più grande farsa. Un colpo basso per la credibilità dello sport e della FIA. Un’attesa di 3 ore per vedere solo due giri sotto Safety Car è una presa in giro per i tifosi, specialmente per chi è rimasto sotto la pioggia ad attendere. La verità è che, probabilmente, non si volesse perdere denaro dall’annullamento del GP.

Si sono trovate delle zone grigie nel regolamento pur di dare vita a questa “gara”. Ma che valore ha realmente? Un vincitore per una corsa mai svolta, punti assegnati senza averli guadagnati davvero. E infatti c’è chi crede che non sia giusto conferire un punteggio, seppur dimezzato. La gara non è mai esistita, vi sono anche dei dubbi circa la regolarità di quest’ultima. Ciò perché si sono corsi solo due giri completi in quanto la bandiera rossa è arrivata nel corso del terzo. E, secondo regolamento, in caso di interruzione della gara, la classifica dovrebbe essere riportata al giro precedente. Significherebbe aver percorso solo un giro, il che non renderebbe valida la corsa.

DUE POSSIBILITÀ: SOSPENDERE O ANNULLARE

La situazione sembrava essere a tutti chiara: non si doveva correre. Troppo alto il rischio di incidenti, anche gravi, visto l’aquaplaning e conoscendo le barriere del circuito, che se colpite fanno rimbalzare le vetture da tutte le parti. Lo si era visto già in qualifica con l’incidente di Norris o nella W Series, dove due ragazze sono finite in ospedale. Anni fa sarebbe stato possibile gareggiare lo stesso, ma i tempi sono cambiati e non possiamo più permetterci di mettere a repentaglio le vite dei piloti in questo modo.

Con i dati metereologici accurati di cui dispone, la FIA avrebbe dovuto ben sapere che la pioggia non sarebbe mai calata in tempo utile. Le soluzioni sarebbero dunque state due: far partire la corsa all’orario prestabilito ed eventualmente sospenderla o annullare tutto direttamente. Non è credibile la storia per cui si sarebbe cercato di salvare lo spettacolo. Era evidente che non si sarebbe mai potuto svolgere un Gran Premio propriamente detto in quelle condizioni di visibilità e aderenza. La Formula 1 è da sempre incentrata più sui soldi che sul divertimento, e questo si è ben visto nella giornata di ieri.

COSA DOVREBBE CAMBIARE NEL REGOLAMENTO?

È chiaro che ci sia qualcosa da modificare nel regolamento. Il regime di parco chiuso, per esempio, si dimostra obsoleto e inadatto in certe situazioni. Poter cambiare assetto a seconda del meteo, che ovviamente può variare tra qualifica e gara, è indispensabile per evitare problemi in caso di pioggia. Non si può pensare di correre con settaggi da secco sul bagnato. Probabilmente, viste le condizioni, se non vi fosse stata questa regola poco sarebbe cambiato, ma il problema sussiste.

Perché, poi, non permettere di rimandare la corsa al lunedì, come già avviene in altre categorie? Sembra assurdo sentir dire che non fosse possibile posticipare la gara di un giorno. O almeno non quando a separare i due circuiti sono solo 200 chilometri, come tra Spa e Zandvoort. Si tratta dunque di un tabù da sdoganare, una possibilità non così remota, che possa essere preso in considerazione per evitare altre situazioni simili e annesse figuracce.

Carlotta Ramaciotti

Sono solo una ragazza italiana, qui per condividere il proprio amore per il motorsport.

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