DichiarazioniFormula 1

Il divieto di indossare gioielli e biancheria non ignifuga? È sempre esistito

Il presidente della GPDA Alex Wurz punta il dito contro la FIA per la gestione e il rispetto delle norme sul divieto di indossare gioielli e non solo

L’ex pilota di Formula 1 Alex Wurz ha voluto sottolineare l’importanza e il motivo per la quale la FIA ha introdotto il divieto di indossare gioielli, tuttavia, crede anche che la Federazione avrebbe dovuto far rispettare tale regola in maniera più rigida per evitare proteste

Uno degli esempi più noti e che ha fatto molto discutere, dal quale Alex Wurz prende esempio, è quello di Lewis Hamilton che corre da anni e ha vinto diversi campionati del mondo indossando piercing, il che ha portato la FIA a ricordare che non potrà più farlo concedendogli esclusivamente due gare per mettersi al passo e adempiere al divieto di indossare gioielli. Sebbene la Federazione gli ha dato questo ultimatum, il pluricampione britannico mostra tutt’oggi il suo rigetto nel rispettare tale norma.

Come presidente della GPDA Alex Wurz si dice molto preoccupato per la sicurezza dei piloti, ricordando che la regola è stata introdotta con le migliori intenzioni, ma dubita che l’approccio “abbastanza largo” della FIA sia stato corretto per affrontare nel migliore dei modi la situazione, sostenendo infatti ai microfoni di Sky come:  Dobbiamo lavorare insieme. È una regola che esiste per un motivo. Probabilmente mi sarebbe piaciuto un approccio leggermente diverso per inviare quel messaggio. Non voglio finire in qualcosa come il calcio dove ci sono più mani in aria e abusi verbali… bisogna lavorare insieme. È uno stile che avrei preferito in quel caso”.

Nello specifico, sia la norma che regola il divieto di indossare gioielli alla guida e sia quella che obbliga di indossare biancheria intima ignifuga esistono da anni, ma la FIA ha sorvolato su tutto ciò senza prendere queste norme fino ad ora. Questo, unito alla ribellione di Lewis Hamilton, ha visto anche Sebastian Vettel al centro delle proteste nel paddock di Miami andato in giro con dei boxer indossati sopra la tuta.

Ruggiero Dambra

Mi chiamo Ruggiero e sono un ragazzo pugliese di 24 anni, studente di giurisprudenza (presso l'Università degli Studi di Bari) e appassionato di Formula 1 fin da bambino. La mia "carriera" come editore inizia nel 2013 con la creazione di un piccolo blog dedicato inizialmente alla cronaca, per poi passare ad occuparmi interamente di motorsport. In seguito ho scritto per diversi siti riguardanti la F1, fino ad iniziare la mia avventura con F1world nel settembre 2018. Accreditato dalla Federazione Internazionale dell'Automobilismo (FIA) potrete vedermi qualche volta in giro nel paddock. Quando mi chiedono chi vincerà il mondiale secondo me, io rispondo: "Il migliore".

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