DichiarazioniFormula 1

Herta: la FIA gli darà la superlicenza?

L’americano Colton Herta potrebbe correre in F1 qualora le sue credenziali vengano valutate positivamente

Dopo i rumors emersi nelle scorse settimane, la FIA sta valutando se Herta abbia le carte in regola per ottenere la superlicenza nel 2023

L’americano Herta è stato oggetto di rumors nelle ultime settimane vista la possibilità di correre per la F1 nella prossima stagione, proprio per questo la FIA sta valutando se dare la superlicenza o no. Colton Herta è un pilota automobilistico statunitense attualmente impegnato in IndyCar, per lui è solo una questione di superlicenza e poi avrebbe le porte aperte per gareggiare nella massima formula automobilistica.

E’ chiaro che per la F1 e per le scuderie americane sarebbe un vantaggio avere un americano sulla griglia di partenza visto che l’anno prossimo si avrà un terzo gran premio in territorio USA, nonchè Las Vegas, oltre a Austin e Miami. Il problema principale di un eventuale accordo del genere è che ad Herta, al momento, mancano i 40 punti necessari per ottenere la Superlicenza. però c’è da dire che l’americano non è troppo lontano dal totale richiesto, poiché le gare Indycar hanno un peso relativamente elevato nella tabella dei punti della Superlicenza.

E la FIA?

Dal momento che Pierre Gasly potrebbe guidare per l’Alpine, l’idea sarebbe quella di proporre Herta come pilota dell’AlphaTauri, a detta di Helmut Marko. Inoltre, dato che la stagione IndyCar di Herta si concluderà nello stesso fine settimana del GP d’Italia, una partecipazione alle FP1 con AlphaTauri potrebbe teoricamente avvenire nelle ultime sei gare della stagione, da Singapore in poi. Così facendo, Herta potrebbe potenzialmente arrivare a 38, anche se sembra improbabile che il team riesca a organizzare un programma completo in tempo.

La FIA sta attualmente valutando se tutto ciò sia possibile e dovrà fare attenzione a non creare un precedente. Essa si è però concessa un certo margine di manovra, in quanto una clausola dell’ISC prevede che la superlicenza possa essere assegnata anche a un pilota che non ha ottenuto le altre qualifiche. Ciò accade se il pilota “ha totalizzato un minimo di 30 punti di superlicenza, ma è stato giudicato, a insindacabile giudizio della FIA, incapace di qualificarsi ai sensi di una qualsiasi delle lettere da a) a c) di cui sopra, mentre partecipava a uno o più campionati elencati nel Supplemento 1, a causa di circostanze al di fuori del suo controllo o per motivi di forza maggiore”.

Cosa pensano i capi dei team F1 al riguardo?

Il caso Helta ha certamente suscitato le reazioni da parte dei capi dei team di Formula 1. A questo proposito si è espresso il team principal dell’Alfa Romeo il quale ha dichiarato: “Bisogna tenere a mente che quando abbiamo preso la decisione sulla Superlicence e sui punti, era per proteggere la F1 e i piloti, per evitare di avere 10 piloti in F1 con grandi budget e nessun risultato in passato, e prendendo il 50% della griglia”, ha detto.

Anche il capo del team Haas Gunther Steiner ha avvertito che i requisiti della Superlicence dovrebbero essere rispettati come qualsiasi altro regolamento. Abbiamo regole e regolamenti, che dobbiamo rispettare. Se non rispettiamo le nostre regole e cerchiamo di aggirarle, non credo sia corretto“. Steiner ha riconosciuto che un pilota di punta della IndyCar dovrebbe essere qualificato per correre in F1, ma ha sottolineato che le regole dovrebbero essere ancora seguite. Voglio dire, c’è un bel po’ di piloti lì che ha ottenuto una Superlicence. Penso che Alexander Rossi e Josef Newgarden. Hanno ottenuto una Superlicence, e lo hanno fatto all’interno delle regole”, ha poi aggiunto.

 

 

 

Federica Incatasciato

Siciliana, classe '97, a Torino. Ho una laurea magistrale in Ingegneria Biomedica. Sono perfezionista fino al midollo e super scaramantica, cerco di sfruttare sempre il mio tempo in maniera proficua per imparare più cose possibili. Mi piace leggere e scrivere di politica, storia, letteratura e Formula 1. Fin dal liceo ho coltivato la mia passione per le auto da corsa e in particolare per la Formula 1. Essendo un'ingegnere, della Formula 1 mi affascina molto tutto il lavoro che c'è dietro a quelle monoposto, frutto di studio, strategia e collaborazione all'interno del team.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button

Lascia il tuo contributo

Ciao, non vogliamo riempire il tuo monitor di pubblicità, ma questi banner ci aiutano a darvi contenuti di qualità. Se vedi questo messaggio perché hai attivo un sistema di AdBlock che elimina gli annunci pubblicitari.