DichiarazioniFormula 1

Hamilton vs Verstappen: l’inglese disposto a deporre le armi

Il pilota Mercedes segue l’esempio di Nelson Mandela e “invita” il suo avversario a bere in amicizia con lui

Hamilton ha già in parte dimenticato rabbia e delusione per la prematura fine del suo GP a Monza. Per l’inglese, nessun rancore

Quello che è accaduto a Monza lo scorso weekend è la naturale conseguenza di una lunga rivalità tra chi è destinato a conquistare il titolo iridato per la prima volta in carriera e chi invece punta all’ottavo e che, per questo, non è disposto a lasciare nulla di intentato in pista. Va da sé che, se queste sono le premesse, lo scontro è praticamente matematico. E così è stato tra Max Verstappen e Lewis Hamilton, sullo sfondo della spettacolare Prima Variante. Un episodio che ha regalato gioie e dolori ai testimoni del misfatto.

Grida di sorpresa ed entusiasmo hanno infatti accompagnato a braccetto la Red Bull e la Mercedes sulla ghiaia, facendo da cornice a quello che aveva più l’aspetto di essere un incontro di wrestling che una gara di Formula 1: un pilota a cavalcioni sull’avversario, pronto per la mossa finale, e l’altro che non si arrende e tenta l’ultimo colpo di reni (o di acceleratore) per rientrare in pista.
Per tutto ciò che incarna e per la sua capacità di rappresentare alla perfezione lo scontro generazionale tra atleti, il feroce duello Hamilton-Verstappen rimarrà negli annali della Classe Regina. Ma chi crede che si tratti di un gioco al massacro si sbaglia, forse. Lewis ha fatto sapere di non avere nulla di personale contro Max e che sarebbe persino disposto a sedersi al tavolo di un bar in sua compagnia.

LEWIS: “MANDELA, DOPO VENTOTTO ANNI IN PRIGIONE, HA BEVUTO IL TE’ CON CHI LO AVEVA MANDATO IN CARCERE”

Come riporta Soymotor.com, il sette volte campione del mondo mette a tacere le voci su una possibile rottura con Verstappen: “Non vedo perché non potrei bere una birra con Max“, ha dichiarato Lewis Hamilton, secondo l’olandese Formule 1.
Perdono, pace interiore, zero rancore: questi gli insegnamenti che il numero 44 di casa Mercedes ha tratto da una delle sue più grandi fonti di ispirazione, Nelson Mandela. “Dietro quello che facciamo e diciamo c’è un’altra dimensione: il rispetto che hai o non hai per il resto. Nelson Mandela mi ha sempre ispirato. Ha passato 28 anni in prigione, ma quando è stato rilasciato è andato a prendere una tazza di tè con l’uomo che lo ha messo dietro le sbarre“, ha poi concluso.

Insomma, se con la tuta da pilota Lewis non è disposto a farsi da parte, nella vita ha capito che i rancori non portano a nulla di buono. Sarà questa filosofia a guidarlo per il resto del campionato?

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, ho una Laurea Triennale in Lingue Straniere e una Laurea Magistrale in Linguistica, entrambe conseguite nella Capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, spazio, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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