Formula 1Regolamento

Hamilton respira: la FIA concede una tregua

Wittich e Freitas hanno deciso di ascoltare, almeno per il momento, le richieste del sette volte campione del mondo

Gli scontri tra Hamilton e la FIA continuano, ma i direttori di gara concedono una tregua riguardo il divieto di indossare gioielli

Hamilton può tirare un respiro di sollievo: per le prossime tre gare potrà continuare a indossare i suoi piercing, grazie alla tregua sancita dalla FIA. La nuova regola dei direttori di gara Niels Wittich e Eduardo Freitas, che prevede il divieto di indossare gioielli all’interno della monoposto, ha infatti generato una reazione polemica da parte di Hamilton. La decisione è stata presa per motivi di sicurezza. Tuttavia, Hamilton ha dichiarato più volte che non si piegherà a questa norma e che continuerà a indossare i suoi piercing.

La direzione di gara aveva così deciso di prolungare il permesso di indossare gioielli fino al weekend di Monaco. Ma oggi la FIA ha scelto di concedere ancora un mese di tempo. Comprendendo, dunque, anche gli appuntamenti di Baku e Canada, oltre quello nel Principato. Questa decisione è stata presa per concedere alla FIA e allo staff medico più tempo per trovare alternative sicure per i piloti che vogliono indossare gioielli nelle monoposto. Ma, finora, non hanno trovato una soluzione praticabile.

La decisione definitiva, quindi, per il momento è prevista proprio per il Gran Premio di casa di Lewis Hamilton, a Silverstone, nel weekend fra l’1 e il 3 luglio. Lo scorso fine settimana, a Barcellona, i direttori di gara hanno tenuto un incontro con i piloti riguardo l’importanza di questa regola. Tuttavia, Hamilton continua a criticarla aspramente, definendola un passo indietro e qualcosa di superfluo.

 

Alessia Verde

Di Napoli, classe 2002. Studentessa di Lettere Classiche all'Università Federico II. Innamorata follemente della Rossa. Con la Formula 1 è stato amore a prima vista, e nulla riesce a emozionarmi come fa lei. Ma ciò che mi emoziona di più è potervela raccontare.

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