Analisi della redazioneFormula 1

Hamilton non rinnova: speculazioni o realtà?

Dopo le disavventure monegasche del team Mercedes, alcune voci dalla Germania vorrebbero un Lewis Hamilton indeciso sul proprio futuro. Ma sarà vero?

A Monaco, Mercedes perde la leadership della classifica costruttori e piloti. Un passo falso che avrà ripercussioni sul rinnovo di Hamilton?

Una gara andata male ed ecco che la voce della speculazione torna a risuonare più forte che mai. Dopo il disastro firmato Mercedes lo scorso weekend a Monaco (sì, negli ultimi giorni è d’obbligo specificare come elogiare i campioni del mondo non sia sempre la regola incisa su pietra), dalla Germania è arrivata voce che il passo indietro dell’ultimo GP abbia fatto rimettere in discussione la posizione di Lewis Hamilton all’interno del team di Stoccarda.

Ricordiamo tutti le lunghissime, estenuanti trattative per l’ultimo rinnovo del pilota inglese, tanto attese che i dirigenti della scuderia di Stoccarda, all’inizio della stagione, hanno dichiarato di voler chiudere il prossimo eventuale contratto prima della pausa estiva di agosto; così, per andare in vacanza sereni e spensierati. Ed è per questo che alcuni si sono chiesti se la retrocessione in seconda posizione in entrambe le classifiche iridate, quella piloti e quella costruttori, a favore della Red Bull sia la causa di un rallentamento della procedura di rinnovo di Hamilton o proprio di un suo arresto forzato.

HAMILTON NON RINNOVA CON MERCEDES: SOLO SPECULAZIONI?

Come riporta Soymotor.com, che si è messo in contatto con Mercedes per avere una conferma o una smentita a riguardo, il team non si è pronunciato, ribadendo di non discutere di trattative interne con terze persone e che tutto ciò è solo frutto di una speculazione. Nient’altro. D’altronde, siamo abituati a non ricevere particolari aggiornamenti sullo stato dei contratti dei due piloti del team.
Credere che Hamilton decida di mettere in discussione tutto il suo futuro solo per un weekend andato male, dopo 3 gare vinte su 4 e la conquista del record di 100 pole in carriera, è fare il passo più lungo della gamba.

Sta di fatto che, forse, la polemica sulla volontà dell’inglese di continuare per la sua strada o, a sorpresa, rivoluzionarla totalmente, sono state anche un po’ alimentate dall’atteggiamento dello stesso Lewis, che non ha fatto nulla per nascondere il suo disappunto per gli errori commessi dal suo team, sia in qualifica che in gara. Il sabato, Toto Wolff ha infatti ammesso che la squadra non ha seguito i consigli di Hamilton sul giusto setup della monoposto e che, per questo, l’inglese non è riuscito a fare meglio del settimo tempo in griglia. Come se non bastasse, la domenica, la strategia del pit stop suicida (troppo) anticipato che ha condannato Lewis a subire un clamoroso undercut da parte di coloro sui quali invece avrebbe dovuto guadagnare del tempo. Insomma, una gara da cancellare: stop, rifare!

LE PAROLE PUNGENTI DI HAMILTON DOPO IL GP DI MONACO

Oltre alla rabbia e alla frustrazione espresse da un Lewis imbestialito in radio che chiedeva spiegazioni al suo muretto box durante la gara, abbiamo anche assistito a due minuti di totale silenzio tra il numero 44 e il suo ingegnere subito dopo la bandiera a scacchi.

E non è finita qui: durante le consuete interviste post GP, ai microfoni dell’emittente olandese Ziggo Sport che gli chiedeva cosa avessero da imparare da questa lezione, Hamilton non l’ha mandata a dire e ha dichiarato che, nel caso, sarebbe stato il team a dover trarre qualche insegnamento dal weekend.
Parole che non sono affatto piaciute ai telespettatori e a molti utenti sui social, che lo hanno duramente accusato di irriconoscenza verso Mercedes.

Le sue non sono certamente state parole troppo nobili, il contrario; soprattutto pensando al suo famoso motto “We win and lose together”, “Vinciamo e perdiamo insieme”. Ma, se possibile, vediamola anche in questo modo: in effetti, Lewis non ha commesso errori durante il weekend, cosa che invece non può dire il suo team. Il concetto espresso racconta una realtà oggettiva, che forse avrebbe pensato chiunque, ma che, in quel contesto, si poteva evitare o narrare in altri termini, magari con un pizzico di diplomazia in più. A volte, la verità nuda e cruda paga poco e fa più danni che bene.

 

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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