Curiosità dalla F1Formula 1

Hamilton e le monoposto che non è riuscito a dominare

Il pilota inglese si lamenta delle prestazioni della W14, ma in passato si è già ritrovato in questa situazione con altre monoposto

Un deluso Lewis Hamilton afferma che la W14 sia una monoposto difficile da dominare, ma dichiara anche di aver già avuto altre vetture problematiche in passato, quali sono?

I rapporti tra il sette volte campione del mondo e il team Mercedes non sono mai stati tesi come in questo momento. Troppi problemi sulla W14 che avrebbe dovuto invece permettere al pilota inglese di ritornare a caccia di uno storico ottavo campionato del mondo. Le prestazioni mostrate in gara evidenziano invece un distacco abissale con i campioni della Red Bull. Hamilton ha affermato però che di monoposto così difficili da dominare ne abbia già guidate in passato, lasciando sottintendere di aver avuto altre vetture con problemi nel corso delle sue stagioni in Formula 1. È dunque opportuno esaminare quali siano effettivamente queste monoposto.

McLaren MP4-24, 2009

Ogni volta che un giovane atleta prodigiosamente dotato vince il suo primo titolo mondiale, la reazione dei media è sempre la stessa: questo pilota dominerà lo sport per gli anni a venire. Hamilton alla fine ha dimostrato che avevano ragione a parlare in quei termini. Il momento idilliaco vissuto dopo la vittoria del campionato, ci mise ben poco a trasformarsi in un incubo. L’impegno della Ferrari e della McLaren per la conquista del titolo 2008 porto entrambe le scuderie a non saper affrontare le modifiche regolamentari del 2009. La McLaren si presentò ai test pre-stagionali con un ritardo di ben tre secondi sulle migliori.

Il 2009 è stato l’anno in cui la Formula 1 ha abbracciato per la prima volta la tecnologia ibrida. Il difficile compromesso tra aumento di potenza e peso ha fatto sì che la prima iterazione del nuovo sistema KERS non si rivelasse all’altezza delle aspettative. Un inizio di stagione davvero difficile, con solo 10 punti raccolti nelle prime nove gare. Gli sviluppi vincenti sarebbero arrivati a metà stagione e avrebbero permesso all’inglese di vincere in Ungheria e a Singapore. Hamilton sembro tornare in corsa per il campionato ma Button riuscì a dominare, con la sua monoposto, la stagione.

Il successo di fine stagione, tuttavia, non è bastato alla vettura per recuperare un posto nei ricordi più felici di Hamilton. Durante il terribile 2022 della Mercedes, la sua principale fonte di consolazione è stato il fatto che la vettura fosse ancora migliore della sciagurata McLaren del 2009.

McLaren MP4-25, 2010

Un mondiale controverso, questo è poco ma sicuro. In fin dei conti la McLaren del 2010 tanto male non lo è stata, in quanto ha mantenuto Hamilton in lotta per il campionato. La vettura di quella stagione è stata la prima di una serie di monoposto “a cui mancava un centesimo per fare un’euro” che alla fine ha portato Hamilton ad allontanarsi dalla squadra. Quest’ultimo, e il suo compagno di squadra Jenson Button, hanno conquistato cinque vittorie. È giusto sottolineare però come tre di queste siano arrivate in gare interrotte dalla pioggia.

Le vittorie di Lewis arrivarono in Turchia (teatro del famigerato scontro tra Vettel e Webber) e a Montreal (gara diventata modello per l’era delle Pirelli alte). Dal punto di vista della McLaren, il ricordo indelebile di quella stagione rimarrà per sempre il duello diretto tra i due campioni del mondo britannici nelle fasi finali sul circuito bagnato della Cina. Alla sua quarta apparizione con la squadra, e contro un pilota del calibro di Hamilton, sotto la pioggia, Button si impose.

McLaren MP4-26, 2011

Molto prima dell’entrata in scena del mostro saltellante del 2022, Hamilton aveva già avuto un’esperienza con la McLaren del 2011 dotata di funky sidepods. Le pance latterali a forma di U erano la caratteristica più evidente di una vettura con la quale Hamilton si è ritrovato a vivere una sorta di crisi di metà carriera. Le sue prestazioni dipendevano dal suo stato di salute nel weekend di gara e per la prima volta è stato superato in un’intera campagna dal suo compagno di squadra. Nonostante la vittoria dopo una storica bagarre a tre tra Hamilton, Webber e Alonso al Nurburgring e la caccia a Vettel per vincere in Cina, il pilota inglese chiuse la stagione con 43 punti di svantaggio nei confronti di Button.

McLaren mp4-27, 2012

Monoposto giusta al momento sbagliato: questo è quello che ha rappresentato la vettura del 2012 per Hamilton. Un Lewis ancora troppo incompleto per sfruttarla appieno e una McLaren sempre più confusa nella gestione delle gare. Troppi gli errori commessi dal team come le soste lente in Bahrain e Valencia, oltre a un errore di valutazione del livello di carburante a Barcellona che ha portato all’esclusione di Hamilton dalle qualifiche dopo la pole ottenuta.

A spingere Hamilton ad un punto di non ritorno è stata però l’inaffidabilità continua: un guasto al cambio mentre era in testa al GP di Singapore (e con due punti di vantaggio sul campione Vettel in classifica) è riconosciuto come il momento in cui Lewis ha deciso di abbandonare la McLaren in un weekend in cui ha accolto il presidente non esecutivo della Mercedes, Niki Lauda, nella sua stanza d’albergo. Un altro ritiro dalla testa della corsa sei settimane dopo ad Abu Dhabi è stato la conferma definitiva dell’abbandono del team.

Mercedes W04, 2013

Il passaggio di Hamilton alla Mercedes, con nuove persone, nuovi modi di fare e diversi approcci è andato meglio di quanto si potesse sperare. La striscia di quattro pole consecutive nei mesi estivi e quella conquistata nel gran premio della Cina hanno aiutato Hamilton ad integrarsi nel suo nuovo team. L’impietoso record però di conversione pole-vittoria ha messo in luce una debolezza fondamentale della W04: la gestione degli pneumatici in gara.

Nonostante i buoni risultati portati a casa nel corso della stagione, un cambio di regolamento accorso a metà campionato ha fatto affievolire la Mercedes come un po’ tutti gli altri team presenti sulla griglia. Anche con migliori risultati e meno problemi difficilmente avrebbero potuto impensierire Vettel e la Red Bull. Il tedesco riuscì a dominare alla guida della monoposto austriaca.

Mercedes w07, 2016

2016: quello che è sfuggito. Sembra il titolo di una pellicola di Hollywood, invece sono semplici parole che ben riassumono quello che è stato per Hamilton il campionato del mondo di Formula 1 del 2016. La monoposto di quella stagione era nata come evoluzione di quella passata, quella con cui Hamilton aveva vinto il campionato del mondo. Cosa è cambiato quindi? Cosa non ha funzionato?

Per certi versi il 2016 non è stato un grande cambiamento, visto che Hamilton ha concluso la stagione con più pole (12-8) e più vittorie (10-9) di Rosberg. E’ stato il pilota Mercedes più veloce in quasi tutte le qualifiche della stagione. A fermare la cavalcata vittoriosa di Hamilton sono stati i problemi di affidabilità, troppi per una monoposto in lotta per il titolo mondiale. Il colpo di grazia che lo ha escluso definitivamente dalla lotta per il titolo di campione del mondo è arrivato in Malesia. Avrebbe vinto il campionato se non avesse subito il famigerato cedimento del cuscinetto del big-end, mentre si trovava comodamente in testa alla corsa.

Mercedes W08, 2017

Di tutte le monoposto che hanno portato Lewis alla vittoria, la vettura del 2017, è quella che a Hamilton è piaciuta di meno. Come dominatrice incontrastata dell’era dei V6 ibridi, la Mercedes aveva un bersaglio sulla schiena quando nel 2017 viene introdotto il nuovo regolamento. Nella la storia della F1, i grandi cambiamenti regolamentari hanno portato intere stagioni a una fine sconvolgente, questo cambio di regole preoccupava e non poco. All’inizio della stagione Mercedes si trovò in grande difficoltà contro una Ferrari che sembrò più pronta.

Toto Wolff descrisse la monoposto come “una diva difficile da gestire“. Lewis tenne duro e riuscì a ritrovare l’equilibrio con la vettura. Ben presto emerse chiaramente come la Ferrari fosse più forte nei circuiti compatti e lenti e come invece la Mercedes, grazie al proprio motore, andasse forte sui tracciati più veloci ed estesi . Nel momento in cui la Ferrari ha capito di poter vincere il mondiale, ci penso Hamilton a spezzare i sogni di gloria del cavallino rampante, riuscendo a dominare grazie alla monoposto 2017.

Mercedes w13, 2022

Il cambiamento del regolamento del 2017 non fece crollare Hamilton e la Mercedes, quello del 2022 sì. Dopo la bruciante sconfitta ad Abu Dhabi contro Verstappen, Hamilton sicuramente penso che con la monoposto del 2022 sarebbe tornato a dominare. Deve essere stato dunque un brutto risveglio quando scopri  che la W13 era piena di difetti. Mentre Verstappen e Red Bull avevano migliorato ulteriormente la monoposto, Hamilton si è ritrovato in balia del porpoising.

La monoposto  più colpita dall’effetto del porpoising. In poche parole, all’interno del team Mercedes non c’era nessuno che avesse esperienza della precedente era dell’effetto suolo in Formula 1. Sebbene la W13 sia stata resa vittoriosa da Russell in Brasile, il pilota inglese sembra non esser riuscito a codificare la monoposto 2022. A fine stagione per Hamilton sarà solo sesto posto, risultato deludente per il sette volte campione del mondo.

Margherita Ascè

Margherita Ascè

Mi chiamo Margherita, ho 20 anni e studio Comunicazione, Innovazione e Multimedialità all’Università di Pavia. Sono da sempre una grande appassionata di sport con un debole per i motori. Sogno di diventare pit lane reporter della Formula 1 per raccontare e vivere in prima persona le emozioni che solo questo sport sa regalare.

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