Formula 1Gran Premio Vietnam

GP Vietnam: si va verso il rinvio certo della gara

A causa dell’epidemia di Coronavirus, con grandi probabilità potrebbe saltare il quarto appuntamento del mondiale

Il GP del Vietnam potrebbe essere rinviato a causa del contagio da Covid-19, ed il paese asiatico chiude le frontiere agli stranieri

Una stagione non ancora iniziata ma che stenta a decollare: il Coronavirus sta letteralmente bloccando tutto il mondo. Dopo le diverse cancellazioni e i rinvii delle gare del mondiale di MotoGP, anche la Formula 1 potrebbe subire la stessa sorte. Nonostante il Gran Premio di Australia sia alle porte, il GP del Vietnam è già pronto per un eventuale annullamento o rinvio. 

L’evento potrebbe essere rinviato in base ad un messaggio trapelato ieri. L’ambasciata spagnola in Vietnam ha recentemente annunciato inoltre che è vietato l’ingresso in particolare degli spagnoli nel paese asiatico a causa dell’epidemia. Ciò causerebbe non pochi problemi a Carlos Sainz, unico pilota spagnolo nel paddock, ma anche agli altri iberici presenti nel paddock, tra ingegneri e meccanici. 

UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA

Nell’incontro di oggi del presidente della Formula 1, con le autorità dalla città di Hanoi, è stato confermato che il GP del Vietnam subirà un rinvio. Tuttavia, secondo il protocollo con questo problema del Covid-19, lo annunceremo a partire dal 15 marzo”, sono le notizie riportate dal quotidiano spagnolo Marca. 

Non tutto è perduto per il GP del Vietnam: una soluzione potrebbe essere il rinvio al weekend del 3-5 aprile in Bahrein. Ciò significherebbe tenere due diverse gare sul circuito di Sakhir. Tra il 20 e il 22 marzo si svolgerà il GP del Bahrain, anche se senza la presenza di fan, e tra il 3 e il 5 aprile si svolgerà una seconda gara per sostituire il GP del Vietnam.

Una notizia che, se da un lato può essere confortante, di fatto vanifica lo sforzo economico, e non solo, del paese. Nazione che in tempi record aveva anche ultimato la costruzione del paddock. C’è da sperare che l’epidemia non si diffonda ulteriormente e, che in futuro, si possa tornare a correre normalmente, a far divertire il pubblico e a dare spettacolo senza la paura di un contagio di massa. 

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