Formula 1Gran Premio Brasile

GP Brasile, Russell: “Ho dato tutto, ma…”

Il meteo la fa da padrone a Interlagos e causa incidente il giovane britannico della Mercedes deve accontentarsi della terza piazza. Si prospetta una Sprint al cardiopalma?

Il meteo la fa da padrone e mescola le carte a Interlagos, relegando così Russell alla terza piazza in qualifica per il GP del Brasile, a causa di un incidente

Le condizioni climatiche ballerine hanno reso il tutto imprevedibile e George Russell si è dovuto accontentare della terza posizione nella qualifica per il GP del Brasile. Si prospetta una Sprint Race arrembante domani? Il meteo sarà nuovamente protagonista indiscusso e mescolerà le carte? Già oggi ci ha regalato un risultato clamoroso con la prima pole della carriera per Kevin Magnussen, quindi si prospetta una Sprint Race al cardiopalma.

Nella qualifica che ha decretato la griglia di partenza della Sprint Race del GP del Brasile, George Russell ha provocato la bandiera rossa, mettendo di fatto fine alla sessione, a causa di un’uscita di pista che l’ha inchiodato sulla ghiaia. Ma sin dall’inizio della sessione è stata una qualifica matta e condizionata dalla pioggia, che ha avuto un epilogo quasi surreale e inaspettato. Non sono mancati gli elogi per il grande lavoro svolto dalla Haas e da Kevin Magnussen nelle dichiarazioni post qualifica rilasciate da Mister Consistenza, il giovane britannico del team di Brackley.

Mercedes pronta a dar spettacolo, ma il meteo sarà dalla sua?

“Innanzitutto sono contento di essere terzo. Congratulazioni a Kevin e alla Haas che hanno davvero meritato di ottenere la pole, per tutto l’impegno che ci hanno messo. La terza posizione non è esattamente quella che volevamo, però in ottica della Sprint è un’ottima posizione di partenza. Ho dato tutto quello che potevo per provare a stare davanti a Max e Red Bull. Siamo pronti sia per la Sprint che per la gara e spero che nonostante le condizioni meteo ballerine, il pubblico possa godersi lo spettacolo. Noi faremo di tutto per farlo divertire” ha così concluso George Russell.

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