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GP Arabia Saudita, è polemica per il codice di abbigliamento

Membri dei team, addetti ai lavori, giornalisti, durante la loro permanenza a Jeddah per il Gran Premio, dovranno attenersi al codice di abbigliamento: solo mani, collo e viso possono essere mostrati

Paese che vai usanza che trovi. Ecco il codice di abbigliamento inviato dagli organizzatori del GP Arabia Saudita, ai team e addetti ai lavori della F1

Manca sempre meno al primo GP Arabia Saudita, in programma dal 03 al 05 dicembre sul circuito che sta nascendo a Jeddah. Un appuntamento atteso, ma allo stesso tempo contestato fin dall’annuncio ufficiale, per questioni legate ai diritti umani e l’incoerenza della Formula 1 nel decidere di andare a correre in quel paese, viste le battaglie tipo “We race as one”, iniziate nella stagione 2020 e tuttora in corso. Nelle ultime ore, tanto per buttare altra benzina sul fuoco, gli organizzatori del gran premio, hanno inviato ai team e ai loro membri, ai giornalisti e addetti ai lavori, un codice di abbigliamento da rispettare durante la loro permanenza a Jeddah a dicembre.

In questo codice, sia gli uomini sia le donne hanno una serie di divieti, per quanto riguarda il vestiario. Al genere maschile, è proibito andare nel paddock o passeggiare per la città in canotta, pantaloni corti, pantaloni rotti. Ovviamente, allo stesso tempo non può mostrarsi con la parte superiore del corpo nuda.

Per quanto riguardano le donne, fortunatamente non c’è l’obbligo di usare il tradizionale niqab (il velo islamico indossato dalle donne arabe/musulmane). Come per gli uomini, è assolutamente vietato indossare pantaloni corti, pantaloni strappati, e nemmeno gonne e minigonne. Sono altresì vietati, abiti senza maniche, abiti corti e bikini.

Gli abiti consentiti sono quelli tradizionali del paese, l’impermeabile o giacca, abiti che coprono le ginocchia, oltre a camicie e magliette a maniche lunghe, giacche, giubbotti. Per la parte inferiore, sono consentiti pantaloni lunghi.

CAPIETTO: “LA FORMULA 1 CONTINUA AD ANDARE IN QUESTI PAESI”

Il direttore sportivo di Prema, Guillaume Capietto, ha reso pubblico il tipo di abbigliamento consentito durante la sua permanenza in Arabia Saudita a inizio di dicembre. L’italiano ha commentato ironicamente attraverso i suoi profili social, ma allo stesso tempo ringrazia per il fatto, che le donne non sono obbligate a indossare il niqab.

Oggi abbiamo ricevuto il codice di abbigliamento per Jeddah. Come uomo capisco il fatto di non poter indossare pantaloni corti, magari andrò a comprare dei kilts, dato che alle donne sono vietate. La Formula 1 continua ad andare in questi paesi controversi, e portare coloro che tentano l’evoluzione. D’altra parte è certo, che le donne non debbano indossare il niqab,” ha commentato Capietto, sul suo profilo Twitter.

Questo tipo di codice di abbigliamento, è già stato sperimentato dalla Dakar al suo arrivo in Arabia Saudita. Il GP Arabia Saudita, si disputerà il prossimo 05 dicembre a Jeddah. Si tratterà della penultima tappa della stagione di Formula 1 e della Formula 2 2021. La Formula 2 sarà l’unica categoria di supporto durante il weekend.

Giorgia Meneghetti

Mi chiamo Giorgia, nata nel 1986, e residente a Fermo nelle Marche. Diplomata in Perito del Turismo, e con ottime conoscenze di lingue straniere: Inglese, Francese, Spagnolo. La Formula 1 è una delle mie più grandi passioni, che seguo dal 1998. I suoi protagonisti: piloti, monoposto, team mi hanno letteralmente stregata, tanto da spingermi a scrivere, raccontarla e viverla attivamente, sognando e sperando di poter un giorno incontrarli, e diventarne parte, e magari un lavoro.

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