DichiarazioniFormula 1

Giovinazzi sogna in grande: vuole la Ferrari

Il pilota italiano ha dichiarato tutto il suo amore per il Cavallino Rampante e spera in un 2020 eccezionale per meritarselo

Il giovane pilota dell’Alfa Romeo ha recentemente rilasciato un’intervista parlando di un sogno che ha sin da quando era bambino: guidare la Rossa di Maranello. Sa che per salire su quel sedile tanto ambito lo attende un 2020 impegnativo

Poche settimane fa, la Ferrari aveva precisato di aver iniziato le prime trattative con Sebastian Vettel in vista di un rinnovo, prima che la pandemia di Coronavirus mettesse in standby l’intera Formula 1 fino a nuove disposizioni. Ma, nonostante siano ormai chiare le intenzioni della Rossa di confermare il tedesco al fianco del monegasco Charles Leclerc, Antonio Giovinazzi pare ancora essere convinto che il 2020 porterà con sé la grande chance di correre con il Team storico italiano: “L’anno in Formula 2 è stato davvero importante per me, ma quest’anno potrebbe davvero essere la chiave della mia carriera” – ha detto in un’intervista ai microfoni di Sky Sport 24 Italia.

Il sogno di Antonio è lo stesso di tanti piloti, dai più giovani ai più maturi, ed è quello che lo vede indossare una tuta rossa e afferrare le redini del Cavallino più famoso della storia: “Lo so e non mi nascondo: guidare la Ferrari è sempre stato il mio sogno. Se guardo indietro a quando ero  più giovane, ho sempre indossato una tuta rossa ed è bello essere in gioco per un posto in Ferrari. Ora dipende tutto da me. Se faccio una buona stagione, posso davvero realizzare il mio sogno e finalmente guidare una Ferrari“.

I COMMENTI DI GIOVINAZZI SUL GP D’AUSTRALIA

La lentezza decisionale della FIA di fronte alla gestione del weekend di gara non ha sorpreso solo tifosi e appassionati; anche i piloti si sono detti piuttosto scettici della mancata tempestività d’intervento della Federazione. Lo stesso Giovinazzi ha voluto commentare l’accaduto, sottolineando come, fino a un’ora prima dall’inizio delle prove libere, i piloti credessero di dover scendere in pista regolarmente.

Le prime serie incertezze hanno iniziato a insinuarsi nella notte tra giovedì e venerdì del weekend di gara, ma la mattina dopo non si era ancora arrivati a una decisione definitiva: “Sono rimasto fino alle 10.30 di sera in pista per controllare il sedile e gli ultimi dati, ero sicuro di correre” – ha raccontato Giovinazzi- “Sono andato a letto, poi al risveglio ho visto 45 messaggi e allora ho capito che ci fosse qualche problema. Ma a un’ora dalle prime prove libere la situazione era ancora incerta, è rimasto tutto in bilico fino al comunicato ufficiale. Un peccato annullarlo, anche se credo sia stata la scelta più giusta“- ha poi concluso.

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Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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