Formula 1

Formula 1: si torna a parlare di budget cap e motori

Durante la pausa forzata, i team del Circus sono tornati a parlare di budget cap, ponendo l’accendo sulle ingenti spese motoristiche

I team di Formula 1 tornano a discutere del badget cap, ponendo l’accento anche sui costi dei motori.

In questo periodo, la riduzione del budget cap è uno dei temi maggiormente discussi nel Circus.
La pandemia da Covid19 ha causato numerosi problemi per la Formula 1, soprattutto dal punto di vista economico. Se da un lato, i vertici stanno facendo il possibile per far ripartire lo sport, dall’altro è importante cercare soluzioni per preservare i team che più soffrono in questa situazione. La questione budget cap dovrebbe essere discussa dai team questo lunedì o martedì, per cercare di trovare un accordo che possa soddisfare e aiutare tutte le scuderie presenti. Inizialmente, il baget cap era stato fissato a 175 milioni di dollari l’anno, tuttavia questa riduzione potrebbe non bastare. Infatti, circolano già voci su un possibile ridimensionamento a 145 milioni.

BUDGET CAP E MOTORI

In particolare Cyril Abiteboul, team principal della Renault, ha chiesto che gli stipendi dei piloti rientrino nel tetto delle spese prefissato, mentre Zak Brown ha posto l’accento sui motori.
Ufficialmente, i team pagano 15 milioni di euro per ogni singolo motore, ovvero 150 milioni di euro minimo a stagione. Tuttavia, il costo dei propulsori è molto più elevato, superando i 900 milioni. Ciò significa che ogni reparto motore spende dai 150 ai 200 milioni in ricerca, sviluppo e marketing. I grandi marchi come Ferrari, Mercedes e Red Bull possono sopportarne il peso, ma per i piccoli team è troppo costoso.

Nonostante ci sia una limitazione ad utilizzare tre motori termici per auto a stagione, quelli che poi vengono effettivamente usati sono molti di più. Vengono prodotti motori non solo per correre le gare, ma anche per i test pre-stagionali e per distribuirli ai clienti. Si possono calcolare circa 40 motori per Mercedes (dal 2021), 30 per Ferrari, 20 per Honda e 10 per Renault, senza tener conto di quelli che si rompono e devono essere sostituiti. Si tratta dunque di una spesa onerosa per tutti i team in griglia e di una questione importante di cui discutere.

FORMULA 1: AVVIARE UN CAMBIAMENTO PER SOPRAVVIVERE

Jean Todt non è ignaro della situazione e crede che qualcosa debba essere fatto in questa direzione. Sa bene che in questo momento la priorità dei produttori non è quella di continuare in Formula 1 e che potrebbe perderli. Per cercare di contenere le perdite economiche e aiutare i team a sopravvivere, il Circus ha preso delle decisioni mirate a ridurre i costi. Infatti, i vertici hanno infatti confermato che le vetture esistenti e i motori 2020 verranno riutilizzati l’anno successivo, ma solo questo non basta.

La pandemia da Covid19 non ha cambiato solo le nostre abitudini e il nostro modo di vivere. In un momento in cui tutto il mondo cambia per adattarsi alla situazione difficile che stiamo vivendo, anche la Formula 1 dovrà attuare dei cambiamenti. Infatti, sembra essere sempre più evidente la necessità di riscrivere alcuni regolamenti con l’obiettivo di cercare di mantenere e proteggere il DNA dello sport che più amiamo.

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Chiara De Bastiani

Sono Chiara, ho 20 anni e studio scienze e tecniche psicologiche. Sono appassionata di motori e il mio amore per la Formula 1 è cresciuto piano piano insieme a me. Infatti, la seguo sin da quando ero piccolina, grazie a mio papà. Ho molte altre passioni e interessi che coltivo tra cui la danza, i viaggi, la montagna, la musica e l'arte. Sono un'inguaribile sognatrice che spera un giorno di poter lavorare in questo mondo fatto di passione, motori ed emozioni.

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