Formula 1

Formula 1: gli effetti del coronavirus affliggono il motorsport

Anche il Circus sta incassando i colpi dovuto alla sospensione delle attività in seguito all’espandersi dell’epidemia, riducendo gli stipendi e sospendendo i contratti dei lavoratori

Sulla scia delle scuderie che stanno temporaneamente congedando i propri dipendenti, anche il Circus si è visto costretto ad attuare politiche simili all’interno del proprio staff

Il diffondersi inesorabile dell’epidemia di coronavirus sta iniziando a mietere vittime anche dal punto di vista economico. La gravità della situazione era già nell’aria nel momento alla sospensione di alcune date, ma nelle ultime ore le cose sono diventate sempre più concrete. Proprio per questo motivo, anche la Formula 1 è stata costretta a sospendere i contratti all’interno del proprio personale. Il Circus conta attualmente circa 500 dipendenti. Metà di questi si trovano ora in una situazione di congedo temporaneo. L’idea è quella di attuare una politica volta il più possibile alla riduzione dei costi.

A tal proposito, anche i protagonisti di Liberty Media hanno messo subito in pratica delle misure specifiche. Chase Carey e Ross Brawn, in particolare, hanno ridotto del 20% il proprio stipendio. Secondo quanto riportato dal Daily Mail, anche il Circus non è più così estraneo alla crisi che si sta diffondendo in tutto il mondo e queste misure sono state necessarie per evitare tracolli più drastici.

OBIETTIVO LA SOPRAVVIVENZA A LUNGO TERMINE

Per quanto possa sembrare surreale, tutte le misure decise dalla Formula 1 fanno parte di un più ampio programma di salvaguardia. Del resto, nonostante il grosso ammontare di denaro a cui il Circus può fare riferimento, lo stop forzato delle attività ha messo a rischio la gestione dell’intera carovana.

Proprio nei giorni scorsi, McLaren, Williams e Racing Point sono state costrette ad adottare le stesse precauzioni. I tre team britannici hanno temporaneamente sospeso il contratto di decine di dipendenti all’interno dei loro stabilimenti, in modo da ridurre i costi. Misure che possono sembrare drastiche, ma che puntano soprattutto alla sopravvivenza dello sport e dei team maggiormente in difficoltà in questo momento.

In generale, nel Regno Unito, i lavoratori soggetti a queste modifiche del contratto possono contare su alcuni appoggi. Possono infatti fare riferimento a un sussidio per riscuotere l’80% del loro stipendio, con un massimo di 2.500 sterline al mese. Questo vale quindi anche per tutti coloro che sono attualmente coinvolti nel mondo del motorsport.

Anche se sembra una situazioni assurda, in realtà va ricordato che l’agenzia di qualificazione del rischio Moody’s aveva previsto un indebolimento dei guadagni della Formula 1. L’avanzare del coronavirus, secondo l’agenzia, avrebbe minacciato la generazione di flussi di cassa e avrebbe ridotto di molto le liquidità. Una situazione che sta coinvolgendo diverse realtà e da cui nemmeno il Circus è riuscito a salvarsi. Tuttavia, per quando riguarda il mondo delle monoposto, Moody’s è convinta che le misure che si stanno mettendo in pratica possano aiutare lo sport a sopravvivere anche nel caso di un’ipotetica cancellazione dell’intera stagione 2020.

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Anna Vialetto

Anna è sinonimo di determinazione, concentrazione e curiosità. Ho sempre studiato e lavorato per rincorrere e realizzare i miei sogni, con l'obiettivo di concretizzarli in quella che è la mia più grande passione: l'automotive. La Formula 1 per me è parte integrante della mia personalità: il rombo dei motori, i sorpassi all’ultimo centimetro, la velocità delle monoposto. Ma soprattutto, tutto il mondo che sta dietro allo spettacolo in pista: l'organizzazione, la comunicazione, il marketing, l'energia...la stessa che, fin da quand'ero bambina, mi ha portata a coltivare questo grande amore.

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