2019Formula 1Gran Premio Monaco

Formula 1 | Alcuni team principal si sono scagliati contro il diritto di veto detenuto dalla Scuderia Ferrari

Quattro team principal si sono esposti contro il diritto di veto sui nuovi regolamenti detenuto dalla Scuderia Ferrari

Come parte di un accordo per essere la squadra più vincente e rappresentativa della Formula 1, la Scuderia Ferrari ha ottenuto il diritto di veto sui nuovi regolamenti da diversi decenni. Il boss del team italiano, Mattia Binotto, ha affermato che il veto è positivo per tutte le squadre coinvolte in questo sport, poichè la scuderia potrebbe fungere da “protettore” contro cambiamenti potenzialmente dannosi.

Tuttavia, durante la tradizionale conferenza stampa tenuta dalla FIA in occasione del Gran Premio di Monaco, alcuni team principal non sembrano concordare con le parole di Binotto. Ad aprire la discussione ci ha pensato Claire Williams, team principal della Williams.

“Se posso essere onesta, mi sembra semplicemente sciocco e anti democratico. Davvero, credo che nessun team debba avere un diritto decisionale. Non ha alcun senso per me, la Formula 1 e la FIA dovrebbero assumersi più titolarità dei propri regolamenti. Gestiamo tutto in maniera troppo colleggiale, il che è dannoso per i nostri programmi. Abbiamo bisogno di proteggere la sostenibilità e il vero DNA di questo sport.”

Christian Horner, capo della Red Bull, è intervenuto per appoggiare quanto riferito dalla collega: “Il veto della Ferrari è abbastanza obsoleto. È stato messo in atto durante gli anni sessanta per fermare alcune normative derivate dall’ingresso in Formula 1 di tutti quei team garagisti britannici. Le cose, però, sono andate avanti. Potremmo pensare che questa sia una sorta di rete di sicurezza ma alla fine loro sono lì per rappresentare unicamente le veci della Ferrari. Come dice Claire, stesse regole per tutti.”

Anche Cyril Abiteboul, team principal della Renault, ha condiviso le parole della Williams e di Horner. “Concordo. Questo sport deve essere progressivo e non difensivo. La possibilità di bloccare questo processo non è positivo. Detto questo, riconosco il valore specifico della Ferrari in Formula 1 ma esso deve riflettersi a livello commericale e non governativo.”

Presente alla conferenza stampa anche il CEO della McLaren, Zak Brown. “Penso che l’offerta di Binotto di rappresentare gli interessi delle squadre sia molto gentile. Penso, però, che, come è stato già detto, abbiamo tutti interessi diversi. Dovrebbe essere un dovere della stessa Formula 1 lavorare nell’interesse di tutti noi. Se ci dovessero essere dei negoziati individuali, sapremmo cavarcela da soli. La Scuderia Ferrari è fondamentale per questo sport ma può essere riconosciuta in altri modi.”

La parola, infine, è passata al direttore tecnico della Racing Point, Andrew Green, il quale, però, ha preferito non esprimersi su questo argomento. Non voglio essere coinvolto nella politica della Formula 1.”

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Alberto Lanzidei

Mi chiamo Alberto, ho 23 anni e seguo la Formula 1 sin dalla tenera età. Grandissimo tifoso Ferrari, sono cresciuto seguendo, in compagnia di mio padre, il dominio di Michael Schumacher. In seguito ho sviluppato una fortissima passione per Fernando Alonso e ho gioito e sofferto per le sue vittorie in rosso. Oltre la Formula 1, cerco di seguire tutti gli altri motorsport, in particolare WRC, MotoGP e SBK. Quando non seguo gare mi dedico al bodybuilding e ai videogames

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