DichiarazioniFormula 1

Formula 1 a rischio se i commissari non verranno tutelati a sufficienza

Il British Motorsport Marshals Club ha recentemente ammonito il Circus, che potrebbe trovarsi nei guai se tenterà di sfoltire il personale

In vista di un auspicato ritorno alle corse all’inizio di luglio, la Formula 1 sta comprensibilmente cercando di ridurre al minimo il numero di persone sul posto, sia all’interno dei team che attraverso tutto lo staff di supporto necessario per organizzare una gara in sicurezza.

Dave Smithson, responsabile della BMMC ed egli stesso un marshall della Formula 1, ha rivelato di essere a conoscenza che un certo numero di parlamentari del governo britannico stanno abbozzando una norma volta alla riduzione del numero minimo di commissari a bordo pista:

” Ci stanno convincendo che è solamente necessaria qualche accortezza in più oltre ad una rivisitazione dell’abbigliamento lavorativo, ma non è così” –  ha esclamato. “La comunicazione è la chiave per svolgere tale mestiere. Il recupero di un veicolo, con un’attrezzatura extra potrebbe causare più problemi di quanti ne risolva” – dice Smithson

Sicurezza dei marshall

il marshall anglosassone ha voluto ricordare un episodio molto recente: “Si pensi ad Abu Dhabi, quando Hulkenberg si ribaltò con la sua Renault. Questa è probabilmente la situazione più impegnativa che un qualsiasi marshall debba affrontare in Formula 1. Evitare il contatto fisico tra noi commissari e limitare la comunicazione, può rendere una situazione di soccorso più difficile. Anche aumentando la pericolosità di un banale incidente”

IL CIRCUS STA ANCHE ESAMINANDO QUALI MISURE DI DISTANZIAMENTO SOCIALE DOVREBBERO ESSERE RICHIESTE PER TUTELARE LA SALUTE DEI COMMISSARI

Smithson afferma che tale pratica è impossibile da rispettare, poiché il loro è un mestiere che necessita di organizzazione, e per averla, è inevitabile in contatto: “Ci sono determinati ruoli ed alcune situazioni laddove non vi è la possibilità di mantenere il distanziamento sociale per alcune persone, anzi è impossibile.” Il commissario britannico cita alcuni esempi dove è purtroppo indispensabile il contatto fra il personale sul tracciato:“Le persone che lavorano in pit lane, le squadre di pompieri o le ambulanze e via dicendo.”

Infine conclude la sopracitata lista con l’esempio più drammatico: “Se ci dovesse essere un incidente in pista ed una monoposto dovesse prendere fuoco col pilota al suo interno sicuramente non verrebbe spontaneo preoccuparsi delle distanze da mantenere, quando sei costretto a trascinare qualcuno fuori dall’abitacolo.”

I rumours che circolano riguardanti l’avvio del campionato a Luglio, in Austria, coinvolgono anche gli addetti ai lavori di secondo piano, come appunto, i commissari.“Per il Gran Premio d’Austria, ci è stato suggerito un periodo di quarantena di due settimane prima della disputa del weekend di gara. Alcuni di noi sono volontari.”

“Risulterebbe difficoltosa una reclusione domiciliare, poiché implicherebbe l’assenza dal posto di lavoro principale. In molti sono coinvolti nel servizio sanitario nazionale o in altri ruoli che sono di fondamentale importanza in questo momento. Sarebbe assurdo sottrarli da tali posti per un business volto al divertimento.”

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Redazione

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