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Force Racing: il futuro è già qui

Ogni generazione in Formula 1 ha il suo punto, il suo cavillo che spiega il perché del cambiamento

Negli anni ’80 abbiamo avuto l’era del turbo, negli anni ’90 c’è stata la rivoluzione in termini di sicurezza, e negli anni ‘10 quella dei motori ibridi e dei biocarburanti.

I tanti cambiamenti, tutt’ora in svolgimento, sono papabili, ma forse solo uno e stato davvero il punto di svolta nel decennio appena trascorso. Sto parlando del nuovo modo di guidare dei piloti più giovani, il nuovo modo di intendere la Formula 1, il nuovo modo per apprendere le basi del motorsport.

Parlo dei simulatori di guida, in particolare e del maestro di questa nuova “disciplina”: Max Verstappen.
Siamo tutti rimasti colpiti, impressionati, stupiti dalle gesta del pilota olandese che cerca i sorpassi da ogni parte del circuito. Sorpassi che nemmeno pensavamo fossero possibili, e ci ha fatto divertire in gare noiose, senza di lui.

Ma per altri di noi, questa non sembra una novità. Vediamo questa “ferocia” quasi quotidianamente nel mondo del Sim Racing. Spieghiamo prima di tutto che cosa è.
La definizione dice che è l’uso di software atti alla simulazione di competizione motoristiche, che simulano di fatto tutti gli aspetti di queste competizioni, dal consumo delle gomme agli incidenti, dalla scia alle rotture meccaniche.
Possiamo considerare questo come il raggiungimento del sogno che molti non possono nemmeno toccare, e questo è il modo per poter vivere un’esperienza pressoché simile.

Tornando a noi, il mondo del Sim Racing apre le prospettive di poter guidare in centinaia di tracciati sparsi nel mondo, con le macchine più desiderate al mondo e contro milioni di piloti virtuali al mondo. Ed è normale che ogni pilota, passatemi il termine, abbia un proprio stile di guida, un proprio modo d’imporsi in gara.

Ci sono quelli che si allenano per settimane cercando di capire come consumare meno le gomme e il carburante, per fare una gara d’attesa e poter sferrare l’attacco al momento giusto. Ci sono quelli che si allenano fase per fase, cercando di dare il meglio da ogni situazione. Ci sono quelli che amano la lotta, e si allenano in vista di quello. Ed è proprio qua che troviamo lo stile di Verstappen.

Tirando fuori un po’ di storia, Verstappen ha corso, e corre tutt’ora, su diversi portali di Sim Racing, raccattando sempre vittorie o ottimi piazzamenti. Ed è lì che già si parlava dello stile aggressivo, pazzo e scatenato del pilota olandese.
Ma questo per la Formula 1 è una cosa nuova, fino a qualche anno fa. Nel 2017 la McLaren ha inaugurato il suo programma esportivo istituendo la competizione “World Fastest Gamer”, un’enorme selezione di piloti virtuali aperta praticamente a chiunque, con la finalità di arrivare a una collaborazione “fisica” alla sua conclusione.
Penso che gli esport siano destinati a diventare una realtà sempre più importante. Ed è in primo luogo una cosa positiva per lo sport, visto che stanno diventando la nuova porta di ingresso al mondo dell’automobilismo“. Queste le parole di Zak Brown.

La F1 non è rimasta a guardare: nello stesso anno la FIA ha introdotto la Formula 1 Esports Series, un campionato aperto a tutti basato sul videogioco ufficiale targato Codemasters (ora EA). Nel 2018, i team ufficiali di Formula 1 si uniscono per la prima volta al programma per creare le proprie squadre esports, offrendo a persone comuni l’incredibile opportunità di guadagnare un posto nella loro formazione ufficiale.

Ed è qui che questo potrebbe essere il punto di svolta della Formula 1, perché oramai il poter avere un PC (o una console) con un volante e una pedaliera è una cosa normale, che oramai è alla portata di tutti e difatti molti piloti attuali usano i simulatori per prepararsi alle gare.

I piloti più giovani, delle classi minori, devono un bel po’ della propria formazione all’uso di simulatori, da rFactor ad Assetto Corsa, da iRacing a GTR2, ognuno ha la propria base impostata da questi software.
Proprio come ha fatto un altro giovane tra le file ufficiali, Lando Norris. L’inglese è un videogiocatore accanito, in particolare di simulatori di guida, tale da avere un suo account su Twitch dove si diletta di tanto in tanto anche con altri titoli di tendenza.

Utilizzo principalmente iRacing e rFactor per prepararmi su un circuito o a guidare una nuova auto“, la replica di Lando «Grazie a iRacing ci sono tante cose che puoi imparare, che sono praticamente uguali alla vita reale.

La pressione per un giro di qualifica o in seguito a un errore sono tutte cose che restituiscono le stesse situazioni che si hanno sul circuito».

E questo è quindi ben visibile nello stile di guida, sia di Norris che di Verstappen, sempre molto aggressivi e al limite, nato dalla fiducia riposta nel software, che anche se sbagli e fai incidente non hai danni fisici.
Ovviamente poi questa caratteristica viene limitata col tempo, e con la visione che se fai incidente puoi lasciarci la pelle, mantenendo però la decisione e la grinta che distingue molti piloti del Sim Racing e altrettanti piloti delle serie minori che si stanno avvicinando al mondo della F1.

Ma come si comincia dal basso? Ci sono vari siti che offrono, sia gratuitamente che no, l’accesso a campionati virtuali, basta solo cercare su Google è il gioco è fatto. Un esempio è questo portale, Force Racing, che noi consigliamo.
Scritto in collaborazione con Gianmarco Dessalvi

FACT CHECKING
motorsport.com
PHOTO CREDITS
forceracing.it

Redazione

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