DichiarazioniFormula 1

FIA, chi sbaglia impara… o forse no?

L’ultima settimana colma di decisioni opinabili ha gettato un grosso punto interrogativo sulla Federazione

Non è la prima volta questa stagione che assisitiamo ad errori della FIA, che però nell’ultima settimana ha oltrepassato il limite, scaturendo il dissenso di molti

Zero rispetto per la morte di mio figlio“. Queste le parole di Phillipe Bianchi, padre di Jules, dopo aver visto dalla Tv le raccapriccianti immagini di Gasly che sfreccia a 200 km/h a pochi metri da una gru, giunta in pista per recuperare la vettura incidentata di Sainz. L’incubo vissuto nel 2014 è per un attimo riaffiorato nella mente di Philippe e di tanti appassionati, che non hanno esitato ad esprimere il loro malcontento via social, per l’ennesima scelta sbagliata da parte della FIA.

Ma qui, parlare di scelta sbagliata, è dire poco. Ne evade la vita dei piloti in pista, dei marshall e di tutte quelle persone, come papà Jules, che ogni domenica soffrono a vedere il proprio figlio, compagno, amico salire su una monoposto non sapendo se ne potrà effettivamente uscire. Abbiamo assistito ad un atto troppo grave per poter passare inosservato, e vi dovranno essere delle conseguenze.

Brundle: “Incredibile, la FIA sembra non imparare del passato”

Uno degli aspetti che più ha fatto inorridire gli addetti ai lavori è stato proprio il precedente che vi è stato, tra l’altro proprio nel medesimo circuito, che pare non essere stato di alcun insegnamento per la Federazione. Condizioni di visibilità pessime, pioggia cadente e rischio di perdere la vettura altissimo, anche semplicemente andando dritto – vedi Carlo Sainz ad esempio. Eppure, tutto l’insieme di queste condizioni, ha comunque portato al verificarsi, nuovamente, di una situazione che in passato è costata la vita ad un giovanissimo pilota. FIA, perché? Perché, nonostante un precedente così eclatante, hai commesso di nuovo lo stesso errore? Come hai potuto permettere che ciò accadesse?

Tra l’altro, a voler essere puntigliosi, la situazione verificatasi quest’anno, seppur – per fortuna – con esito diverso, è apparsa persino più grave del 2014. La gru era a pochi centimetri dalla pista, il che avrebbe potuto significare un impatto ancora peggiore con un eventuale monoposto. La condizione di visibilità così pessime avrebbero potuto portare Gasly ad un qualsiasi minimo errore di guida, che sarebbe potuto rivelarsi fatale.

Martin Brundle, ex pilota F1, ricorda di come Suzuka 2014, non sia l’unico precedente, rincarando così ancora di più la dose di critiche alla FIA: “Nel 1994, proprio qui, ebbi un incidente, con condizioni meteo simili. Stavo pregando affinché mettessero la bandiera rossa, quando perdo il controllo della mia monoposto e colpisco un maschall fuori pista. Ricordo le sue gambe spezzate con l’osso che gli usciva dalla tuta. Una scena terrificante.

Lo dissi anche mentre commentavo una gara nel 1998. Quando piove e vi sono veicoli di soccorso e marshall in pista, nessun vettura di formula 1 deve circolare. Mai. Puoi perdere il controllo o avere un problema alla monoposto in qualsiasi momento, è troppo pericoloso.

Per me doveva essere bandiera rossa fin da subito. Il direttore di gara ha il potere per far partire tutti i piloti con gomme full wet, e così doveva fare. Fermare la gara e farla ripartire alle condizioni giuste. La FIA non ha imparato nessuna lezione dal passato. Avrebbe dovuto fermare la corsa all’ingresso del mezzo di soccorso. Immediatamente, senza dubbio. La safety car in queste situazioni non può nulla.” – ha così concluso il suo commento Brundle, anche lui molto dispiaciuto e arrabbiato per quanto visto in pista a Suzuka.

Gabriele Bonciani

Fiorentino, laureato in Economia e Turismo, grandissimo amante delle quattro ruote. Mi sono innamorato della Ferrari grazie a Vettel, che mi faceva urlare ed emozionare davanti allo schermo. Poter scrivere del mio sport preferito mi rende orgoglioso e voglio coltivare sempre più questa passione. Nella speranza di tornare a gioire al più presto... #essereFerrari

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