Formula 1Gran Premio Messico

Ferrari deludente in Messico, l’analisi di Filisetti

Dopo le prestazioni deludenti della Rossa nel GP del Messico, il giornalista ed esperto tecnico della Massima Serie ci aiuta a comprenderne i fattori scatenanti

L’esperto tecnico di RacingNews365, Filisetti, ci aiuta a comprendere il declino prestazionale della Ferrari in Messico

Secondo l’analisi elaborata da Filisetti per il sito racingnews365.com, la caratteristica dell’autodromo Hermanos Rodríguez è sicuramente uno dei punti chiavi sulle difficoltà della Ferrari. Difatti con la sua altitudine di ben 2240 metri ha generato grosse difficoltà ai team, soprattutto alla F1-75. La scelta da parte degli ingegneri di Maranello di adottare a favore dell’affidabilità una modalità turbo più conservativa, ha creato ulteriori complicanze sulla vettura, generando una riduzione di velocità.

La velocità massima di rotazione è stata ridotta di quasi ventimila giri al minuto, passando dal massimo consentito di 125.000 RPM a 103.000 RPM.  Il risultato è una riduzione sulla potenza di motore di oltre 30 CV. Questo non è stato però questo l’unico errore che ha generato una delle prestazioni più scadenti della Ferrari in Messico.

Il grande grattacapo della Rossa

Tra le tante, un’ulteriore causa scatenante delle deludenti prestazioni della F1-75 è stata l’alto e rapido degrado delle mescole. La configurazione aerodinamica della Ferrari tende infatti a essere più efficace in termini di carico aerodinamico, alla minima altezza di marcia. La riduzione delle oscillazioni verticali ha comportato un ulteriore irrigidimento dell’assetto delle sospensioni, che in Messico è avvenuto nei cordoli dove la vettura era visivamente la più instabile di tutto il weekend, con evidenti scivolamenti laterali, indotti dalla scarsa aderenza.

Sebbene la Direttiva Tecnica 39 non abbia avuto un impatto diretto sulle prestazioni della F1-75, la limitazione imposta sulle oscillazioni verticali unita all’esigenza di adottare cambiamenti aereodinamici alla vettura, sono stati i fattori scatenanti del degrado dei pneumatici da parte della Ferrari, durante questa seconda parte di stagione.

Città del Messico è riuscita, dunque, a evidenziare tutti i lati negativi della F1-75 in un colpo solo. Aspetti che, in vista del 2023, dovranno essere sicuramente dei punti di partenza per la squadra di Maranello e degli indicatori su dove indirizzare il lavoro in fabbrica per creare una vettura che possa adattarsi ogni tracciato. Ci riuscirà?

Valeria Caravella

Redazione

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