Analisi della redazioneDichiarazioniFormula 1Gran Premio Australia

Formula 1 che figuraccia!

L’emergenza Coronavirus ha colpito duramente anche il Circus della Classe Regina, che non esce pulita dal discutibile teatrino cui abbiamo assistito ieri

Chase Carey ha la coscienza pulita: per lui, la FIA ha agito nel migliore dei modi. Gli appassionati di tutto il mondo però la pensano in maniera decisamente diversa, e non hanno tutti i torti

L’attesa per questo inizio di stagione di Formula 1 era tanta. 3 mesi e mezzo sono stati infiniti e quasi non sembrava vero si trattasse delle ultime ore senza il rombo dei motori. Ci eravamo dati appuntamento in Australia, dall’altra parte del mondo, pronti a svegliarci nel cuore della notte per seguire le prime prove libere di questo 2020, che purtroppo però ha deciso di riservarci una qualche spiacevole sorpresa. Il GP d’Australia non si correrrà, e così i successivi, fino ad arrivare probabilmente fino a fine maggio. Il Coronavirus ha dunque sconvolto tutti i piani.

Un’emergenza di questo tipo è qualcosa che deve essere affrontato in fretta, senza dietrofront o ambiguità di sorta, soprattutto quando in ballo ci sono la sicurezza e la salute di centinaia di migliaia di tifosi e addetti ai lavori. Invece la Federazione se l’è presa comoda, aspettando minuti preziosi, intere ore. I fan di tutto il mondo non hanno potuto chiudere gli occhi di fronte alla pessima gestione della FIA, e questo capita quando chi ha la responsabilità di quasi 300.000 spettatori distribuiti in 3 giorni di evento aspetta fino a due ore dall’inizio delle prime prove libere per annunciare l’annullamento dell’intero weekend di gara.

IL RESOCONTO DI UNA GIORNATA DA DIMENTICARE

Ieri, nella mattinata italiana, McLaren ha annunciato il suo ritiro dal GP d’Australia per la positività di un membro della squadra al Covid-19. Nel Circus ha cominciato a diffondersi incertezza e smarrimento, ma nessuno pensava di poter davvero annullare tutto a poche ore dall’inizio, con migliaia di tifosi che già si mettevano in coda davanti alle entrate del circuito.
Ma qualcuno era già sulle spine, preoccupato dalla rapida e incerta evoluzione degli eventi. Mercedes ha infatti inviato una lettera alla Federazione chiedendo esplicitamente l’annullamento della gara. “Il Team Mercedes-AMG Petronas F1 ha inviato oggi una lettera alla FIA e alla Formula 1, chiedendo la cancellazione del Gran Premio d’Australia 2020. Condividiamo la delusione dei fan dello sport per il fatto che questa gara non possa proseguire come previsto. Tuttavia, la salute fisica e mentale e il benessere dei membri del nostro Team e della più ampia comunità di Formula 1 sono la nostra priorità assoluta. Il nostro Team inizierà quindi i preparativi per il confezionamento del materiale sul circuito questa mattina” – diceva il comunicato delle Frecce d’Argento.

Nel frattempo, numerose voci davano Sebastian Vettel, Kimi Raikkonen e Max Verstappen in viaggio verso l’Europa, di ritorno a casa. Hanno quindi quasi forzato Liberty Media e la stessa FIA  a mettere un punto a quel teatrino di discussioni e confronti, che dovevano essere affrontati molto prima di arrivare in terra australiana, visto la precaria e difficile situazione in cui versano numerosi Stati di tutto il mondo. E’ stato un grosso azzardo permettere a centinaia di migliaia di tifosi di riunirsi insieme, ignorando le norme igienico-sanitarie ora imposte per arginare la rapida diffusione del Coronavirus.

FORMULA 1: IN NOME DEL BUSINESS

Pesanti frecciatine arrivano anche da planetf1.com, che ha voluto ricordare come, durante le fervide discussioni sul da farsi, il Presidente Jean Todt stesse passando piacevoli momenti a un pranzo elegante con l’Hainaut Business Club, disinteressandosi completamente di ciò che stava accadendo.
Le parole di uno scettico Lewis Hamilton riescono perfettamente a riassumere una pagina alquanto triste di questo Sport: Qui il re è il denaro.

FAN: “NOI ‘DERUBATI’ DALLA FORMULA 1

Questa è la sensazione prevalente tra i tifosi volati da ogni parte del mondo fino in Australia. “Il modo in cui ci hanno parlato all’ingresso è stato terribile; non c’erano informazioni” – ha raccontato al The Guardian Shane Hyland, fan gallese. “Abbiamo dovuto scoprirlo da un’app sul mio telefono. Siamo rimasti lì per un’ora e mezza, fino a quando un ragazzo con la maglia Ferrari passandoci davanti ci ha detto: ‘L’evento è cancellato, ragazzi’“.

Iniziano le procedure per il rimborso dei biglietti, ma la frustrazione e il dispiacere nel vedersi respinti a poche ore dall’inizio di un evento tanto atteso non ha prezzo: “Avrebbero dovuto cancellarlo più di una settimana fa, non appena hanno saputo fino a che punto si stava diffondendo il Coronavirus. Avrebbero dovuto dire: ‘Guardate, il GP  di Melbourne è cancellato’. Probabilmente mi verrà restituito il prezzo del biglietto, mi è stato detto, e questo è tutto. È un fine settimana difficile. Molte persone dicono che siamo stati derubati“- ha testimoniato la donna.

Prima di potersi far perdonare, la Formula 1 dovrà però aspettare probabilmente fino a fine maggio. Il posticipato inizio di questa stagione dovrebbe infatti aver luogo in piena primavera, sulla pista del circuito olandese di Zandvoort, con un calendario forse ridotto, salvo nuove disposizioni.

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Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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