DichiarazioniFormula 1

Clear: “Sono fiducioso per il 2022”

Il driver coach della Scuderia è soddisfatto di come procedono i lavori a Maranello

Non si sa che livello ragiungeranno i rivali, ma intanto, secondo l’ingegnere inglese, la Ferrari sta lavorando bene in ottica 2022

Quando si tocca il fondo, non si può far altro che rimboccarsi le maniche e risalire la china. E’ quello che sta facendo la Ferrari che dopo le tenebre del 2020 sta lentamente risalendo verso posizioni più nobili. Non è un segreto che tutti gli sforzi però siano dirottati verso il 2022, l’anno della rivoluzione regolamentare e del ritorno dell’effetto suolo.

Jock Clear, driver coach della Scuderia, ha però sottolineato che è impossibile prevedere il livello degli altri team. “È impossibile prevedere dove saranno gli altri”, ha detto quando gli è stato chiesto come la Ferrari sta preparando il 2022 nel podcast Beyond the Grid. “Mi stai chiedendo di uscire dalla mia zona di comfort. Passo molto del mio tempo a parlare con i piloti, i piloti di Formula 1 e i nostri piloti dell’Accademia di aspettative oggettive”.

“Non puoi sapere cosa stanno facendo i rivali. Non hai idea di cosa sia capace l’altro pilota. Sai solo di cosa sei capace tu. E ovviamente tu puoi influenzare solo il tuo lavoro. Quindi se mi chiedi il mio livello di fiducia sul 2022, direi che è relativamente alto perché vedo che stanno succedendo cose buone. Vedo molti sviluppi nelle aree giuste. Vedo molta onestà e opinioni obiettive su dove siamo e dove abbiamo sbagliato”.

IL GRUPPO COMPATTO E’ UN’INCOGNITA

“Stiamo spuntando tutte le caselle che dicono ‘Questo è il modo in cui dovresti affrontare i problemi che hai avuto e questo è il modo in cui dovresti svilupparti’. Dove tutto ciò ci piazza nell’ordine gerarchico dipende davvero da ciò che tecnicamente escogitano le altre squadre e da cosa elaboriamo noi”.

La Ferrari è un marchio iconico in Formula 1 dall’alto dei 16 titoli Costruttori, dei 15 Campionati Piloti e delle 237 vittorie in gare. Clear, però, ha spiegato che questo non dà loro il diritto di aspettarsi il successo. In una nuova era della Formula 1 in cui l’obiettivo è la competizione, l’ingegnere inglese sospetta che due decimi possano fare la differenza tra un’auto vincente e una da quinto posto.

“Penso che stiamo tutti imparando ora guardando il livello a cui sono arrivati tutti i team, spesso separati solo da un decimo. Se guardi le qualifiche del GP d’Ungheria è stato semplicemente pazzesco. Le squadre non sono più separate da secondi, non è che i ragazzi in P20 siano indietro di cinque secondi, le persone in P20 sono ad 1,4 secondi dalla pole e tutti sono nel mezzo”.

 

Gabriele Gramigna

Mi chiamo Gabriele, sono un ragazzo molisano e studio chimica all'università di Padova. Dal 2018 scrivo per F1World, cercando di trasmettere la mia passione per la Formula 1 in tutti i miei articoli.

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