DichiarazioniFormula 1

Brundle: “La Mercedes è un completo mistero”

Altalenanti le prestazioni della W13 in America, il che porta molte domande: anche per il commentatore di Sky Sport Martin Brundle la monoposto è un mistero

Martin Brundle ha descritto come un “mistero” la vettura che Mercedes ha proposto per la stagione 2022, soprattutto visto il weekend da montagne russe di Miami

Le frecce d’argento avevano iniziato alla grande il fine settimana statunitense: portati aggiornamenti (come sull’ala anteriore) e provati nelle libere, insieme a diversi set up, sembrava andare tutto per il verso giusto. Si sono infatti portati a casa le FP2 grazie al miglior tempo realizzato da Russell, con Hamilton non lontano col quarto crono. Tutto risolto dunque? Non proprio. È vero, il team di Stoccarda è risultata la terza scuderia migliore in gara, ma nelle qualifiche ha faticato, tanto da avere il pilota numero 63 escluso dal Q3. L’ex pilota, nonché commentatore Martin Brundle ha descritto questa situazione della Mercedes semplicemente come un mistero.

Le parole di Brundle esprimono tutta la sua preoccupazione rispetto allo stato dei vincitori del campionato costruttori dello scorso anno. “La Mercedes è stata ancora una volta il terzo miglior team, ma per molti versi penso che sia stato il loro weekend più preoccupante. George Russell è stato il più veloce il venerdì e ha faticato a mantenere il passo in seguito, e la squadra semplicemente non sapeva perché. Hanno parlato di auto ‘diva’, ma tutto ciò è solo un semplice mistero insieme ad una finestra di set-up sul filo del rasoio. C’è una buona macchina lì dentro da qualche parte… è solo ben nascosta“. Dunque Brundle non è disfattista e crede nel potenziale della monoposto W13.

Russell e il quinto posto: “Si è costruito la sua fortuna”

Nel Gran Premio di Miami vi sono state due grandi rimonte, quelle di Ocon e Russell. Il britannico era infatti partito dalla dodicesima piazza, giungendo però dietro alle sole Red Bull e Ferrari, superando perfino il compagno di squadra. Fortunato? Sicuramente, ma la strategia aveva previsto tutto. In un circuito cittadino come quello di Miami, nel corso delle varie sessioni, si sono visti incidenti di tutti i tipi. Una Safety Car o una VSC avevano quotazione minima in quanto molto probabili.

L’incidente tra Gasly e Norris, che ha portato all’ingresso in pista della macchina di sicurezza, non era di certo tra i più prevedibili, ma Russell lo aveva chiesto al team via radio “Perché non continuiamo?”, proprio nella speranza di una Safety Car. Il giovane era infatti partito con le mescole più dure, il che gli ha consentito di allungare molto il suo stint. Brundle parla anche di questo: “È facile dire che Russell è stato fortunato con la Safety Car. Ha dovuto gestire le gomme a mescola dura fin dall’inizio, mantenere la testa quando si trovava un po’ più indietro, costruirsi un ritmo da tenere a lungo mentre gli altri iniziavano a svanire, e poi chiamare il colpo sul rimanere fuori e sperare in una Safety Car”.

L’ex pilota racconta, sempre riguardo Russell e la Mercedes, il suo punto di vista rispetto alla situazione che vede il ventiquattrenne ottenere risultati migliori di un 7 volte campione del mondo come Hamilton. “Lewis non è stato di nuovo fortunato con la Safety Car, e dalla sua parte del garage c’è stata indecisione piuttosto che la solita strategia magistrale a cui ci siamo abituati negli ultimi anni. È un momento difficile e George, il quale è desideroso e con la maggior parte della sua carriera ancora davanti a sé, sta affrontando la situazione meglio di Lewis a giudicare dalle trasmissioni radio”.

Carlotta Ramaciotti

Da 20 anni appassionata di sport. L'amore per i motori nasce dal papà e cresce insieme alla mamma e a questo si lega la passione per la scrittura. Obiettivo: fare della mia passione il mio lavoro.

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