DichiarazioniFormula 1

Briatore sul 2007: “Avvertii Alonso di non andare in McLaren…”

Il manager dell’asturiano non vide di buon occhio l’approdo del bi-campione alla corte di Woking, dove rimase un solo anno complice un clima divenuto ben presto avvelenato

La convivenza tra Alonso e Hamilton potè durare un solo anno, in quello che rimane uno dei campionati più tormentati della storia

A 13 anni di distanza, fa ancora discutere la controversa stagione 2007 della McLaren, che vide in azione tra le sue fila una delle coppie più esplosive degli ultimi due decenni. Con il fresco bi-campione Fernando Alonso e il debuttante Lewis Hamilton, iridato GP2 nel 2006, per il team di Woking andò in scena una delle annate più ricche di screzi e controversie, dato che alla rivalità tra i due piloti fece da corollario pure la spy story ai danni della Ferrari, che gettò la McLaren nella bufera facendole perdere tutti i punti del campionato costruttori.

Secondo Flavio Briatore, manager del pilota asturiano, che l’anno prima aveva piegato la Ferrari di Schumacher assicurandosi il secondo titolo, la mossa di Alonso di approdare a Woking fu un errore. Lo spagnolo dovette infatti misurarsi con un team che a fine stagione indirizzò i favoritismi verso il deb britannico, pupillo di Ron Dennis. Il risultato della guerra fratricida portò la McLaren a perdere il campionato piloti (con Hamilton e Alonso a un punto dall’iridato Raikkonen) e a dover salutare il pilota spagnolo in vista del 2008, rimpiazzato da Heikki Kovalainen. 

PRESAGI

“Non fui contento quando seppi che Fernando ci avrebbe lasciati per la McLaren – ha commentato Briatore al podcast della F1 Beyond the GridNon fu la scelta giusta, anche perché la McLaren non era nei suoi sogni. Quella mossa fu ben diversa rispetto a quella di Schumacher di andare alla Ferrari. Lo dissi chiaramente a Fernando: era come entrare nella tana del lupo. Andava a confrontarsi con un compagno di squadra che era il protetto di Ron Dennis.

Alonso, però, a detta di Briatore, alla vigilia del 2007 era confidente di poter tenere testa al rookie Hamilton: “Fernando insisteva che sarebbe stato più veloce di Lewis, ma il punto è che nessuno, nemmeno Ron, aveva compreso il valore di Hamilton. Perché altrimenti la McLaren non avrebbe mai speso quella cifra per assicurarsi Alonso. Se so di avere un campione a casa mia, perché mai ne devo cercare un altro?! La politica della McLaren mi dette poi ragione: già alla terza gara cambiavano le gomme prima a Hamilton, poi a Fernando. Mi bastò quello per capire come sarebbe andata la stagione.

 

 

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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