DichiarazioniFormula 1

Brawn: “Hamilton e Schumacher hanno un talento speciale”

Il britannico ha voluto celebrare due dei più grandi talenti della Formula 1, mettendo a confronto epoche ben distinte di questo sport

Quando un solo ostacolo separa un pilota dall’eguagliare il record di titoli mondiali di uno degli sportivi più amati e acclamati di sempre, i confronti nascono quasi spontanei. Ross Brawn ha voluto celebrare la figura di Michael e, allo stesso tempo, rendere omaggio a un suo probabile successore

Quello che fino a poco tempo fa sembrava un numero irraggiungibile, o per lo meno non avvicinabile in breve tempo, ha finito per trasformarsi nell’ultimo passo che Lewis Hamilton dovrà compiere per poter dire di aver eguagliato il numero di titoli iridati del grande Michael Schumacher. 7 mondiali conquistati in carriera per entrare definitivamente nella storia del Motorsport e condividere la vetta delle classifiche con uno de nomi più imponenti e ammirati del mondo a quattro ruote.
Il numero 44 di Stevenage ha già battuto diversi record, dimostrando di non lasciare niente al caso. Il suo duro lavoro, così come la voglia di mettersi in gioco, lo rendono forse il pilota più completo e determinato della sua generazione.

Se ne è accorto lo stesso Ross Brawn, che, intervistato dal The Guardian, è stato autore di un interessante paragone tra il 35enne e Schumacher: “Entrambi hanno un enorme talento in ciò che fanno in macchina e nei momenti in cui tirano fuori qualcosa dal nulla“.
L’asso nella manica, quella magia che nessuno si aspetterebbe sono riassumibili negli entusiasmanti giri di qualifica di Lewis e Michael; e forse è questo che li lega maggiormente: l’effetto sorpresa: “Alcuni dei giri di qualifica che Lewis ha fatto hanno lasciato la squadra senza parole. Michael era lo stesso; a volte, sono in pochi quelli  che possono farlo” – ha sottolineato Brawn.

UNO SGUARDO AL PASSATO

Ma, se viene quasi naturale farsi trasportare da quel pizzico di nostalgia per i tempi andati e dalla necessità di non perdere di vista i punti di riferimento che hanno segnato un intero decennio in Formula 1, non bisogna però dimenticare  che si tratta di due piloti appartenenti a ere completamente diverse tra loro: Schumacher simbolo degli anni in cui la tecnologia odierna era cosa ancora ben lontana; Hamilton figlio di un nuovo capitolo di questo sport, in cui il rapporto tra uomo e monoposto è forse meno diretto, fisico, ma che ha saputo anche ridisegnare i confini dell’essere pilota e, in parte, anche ingegnere.

“Erano macchine diverse, epoche diverse, competizioni distinte. Lewis è incredibilmente professionale, dedito; si impegna molto, ma Michael ha avuto un’attenzione per i dettagli dell’auto di cui Lewis non ha bisogno. Michael è nato in un’era in cui non c’era la tecnologia che esiste adesso. L’analisi dei dati era piuttosto rozza. Ora un pilota esce dall’auto e l’ingegnere ha un’analisi del comportamento della sua vettura in ogni curva” – ha raccontato Ross Brawn.
Come riporta planetf1.com, Brawn ha anche ricordato come era solito lavorare con Michael, quando dovevano trascrivere i dati alla vecchia maniera, usando carta e penna: “Quando ho lavorato per la prima volta con Michael, avevamo un foglio con i numeri  delle curve e lui doveva spiegare dove avvertiva sottosterzo o sovrasterzo e poi lo analizzavamo“.

SE HAMILTON VINCE E’ SOLO MERITO DELLA FORTUNA?

Tuttavia, non sono pochi a sostenere che le conquiste e i traguardi raggiunti  dall’anglo-caraibico siano esclusivo merito dello strapotere Mercedes, che gli ha sempre assicurato una macchina affidabile e nettamente superiore alla concorrenza.
La scuderia di Stoccarda ha iniziato la sua corsa vincente nel 2014, anno in cui la Formula 1 è passata all’ibrido, ottenendo poi ben sei titoli consecutivi in entrambi i campionati, costruttori e piloti.
A dispetto di chi è convinto del contrario, Brawn crede fermamente che il britannico meriti ogni istante del suo successo: “Lewis se lo è meritato; ha meritato ogni campionato che ha vinto” – ha insistito.

Il segreto di Hamilton? Non commettere errori ed essersi trovato nel posto giusto al momento giusto: “Si è trovato nella squadra giusta al momento giusto ed è al massimo delle prestazioni. Non fa errori ed è un pilota fantastico; le sue prestazioni sono eccezionali “.
E a chi ancora pensa che la fortuna abbia poggiato la propria mano sulla spalla di Lewis Brawn risponde: “Non è che Lewis stia vincendo per fortuna. Sta vincendo perché sta facendo un lavoro fantastico e bisogna dargliene il merito” .

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Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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