DichiarazioniFormula 1

Bianchi come Verstappen per abilità e talento? Un paragone…

Alexander Rossi spiega i motivi per cui ritiene che, lo sfortunato francese avesse tutte le carte in regola per essere al livello dell’attuale campione del mondo in carica

Per Rossi è spontaneo fare un paragone tra Bianchi e Verstappen. Secondo l’americano, lo sfortunato francese aveva la stessa abilità e talento dell’olandese

Jules Bianchi è stato uno dei pochi ad aver ottenuto vittorie in ogni categoria minore a cui ha preso parte. Ciò ha catalizzato l’attenzione della Ferrari. Alexander Rossi non ha mai gareggiato contro Jules Bianchi nelle categorie minori. Ma si sono incontrati nel 2010, quando erano piloti ART, uno in GP2 e l’altro in GP3. Per l’americano, Jules Bianchi era uno dei prescelti e ritiene che fosse al livello dell’attuale campione del mondo, Max Verstappen. Tuttavia, il nefasto GP del Giappone del 2014 spezzò il brillante futuro del promettente francese.

Ad Alexander Rossi viene naturale fare il paragone tra Jules Bianchi e Max Verstappen. L’americano sostiene che il francese sia stato uno dei migliori giovani piloti del suo tempo. Oltre che a essere uno dei pochi ad aver ottenuto vittorie in ogni categoria minore, cosa che ha attirato l’attenzione della Ferrari. “Nelle categorie minori lo vedevo come uno dei prescelti. Pensando ai piloti attuali, per bravura e talento mi viene spontaneo effettuare un paragone tra Jules Bianchi e Max Verstappen. Jules ha vinto gare in tutti i campionati in cui ha gareggiato. Solo pochi sono in grado di fare ciò, perciò in casa Ferrari avevano gli occhi puntati su di lui”.

“Durante la mia permanenza alla Manor non sono mai stato al suo livello in termini di talento o di prestazioni. Jules non vedeva l’ora di cogliere la sua opportunità. E’ stato davvero orribile per me partecipare a quel fine settimana a Suzuka. Dopo quella tragedia sono stati tempi molto complicati per l’intero team, ha proseguito l’americano nelle dichiarazioni rilasciate durante il podcast ufficiale del Circus, Beyond The Grid. Rossi è stato terzo pilota alla Manor nel 2014 e dopo l’incidente di Bianchi in Giappone, doveva prendere il suo posto la settimana successiva in Russia.

IL NON DEBUTTO DI ROSSI

Prima di arrivare a Sochi, l’americano avrebbe dovuto debuttare in Formula 1, ma la squadra ha fatto marcia indietro per rispetto della famiglia e dello stesso Jules. L’americano ha capito i motivi di tale decisione, anche perché non voleva debuttare in quel modo. “Per Sochi ero il terzo pilota e avevo l’obbligo di salire sulla monoposto, nonostante tutto. Durante quel fine settimana ho parlato con Joe Saward e Tracy Novak e ho detto loro che quella spiacevole situazione non mi piaceva per niente. Non volevo fare il mio debutto in quel modo, piangevamo ancora per quello che era accaduto” ha così proseguito.

“Il team aveva la necessità di gareggiare e quindi sarei dovuto essere pronto a ogni costo. Dopo giorni di discussioni a riguardo, abbiamo deciso per rispetto della sua famiglia di non correre con quella monoposto. Era troppo presto e per me, questa decisione è stata una grande liberazione. Non volevo guidare la monoposto dopo un fine settimana del genere e ciò è stato l’inizio di un grande rapporto con la Manor”, ha così concluso Rossi.

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