Analisi della redazioneFormula 1

Banco di prova Ferrari tra Paul Ricard e Red Bull Ring

Una domenica, quella in Francia, che non deve assolutamente ripetersi per il team di Maranello. Perché è in questa fase che si crea la solidità di un team che riesce ad arrivare fino alla fine

Le tre gare consecutive di queste settimane costituiscono un’occasione preziosa per consolidare punti di forza e strategie di ogni squadra

Diciamocelo: sulla carta tutto giocava contro la Ferrari al Paul Ricard. Forse qualche tifoso fin troppo speranzoso aspettava un nuovo “miracolo Leclerc”, l’intervento della pioggia o di qualche Safety Car per poter mescolare un po’ le carte in tavola. E invece non è andata così: la domenica francese si è presentata fin da subito come una gara complicata. Nella quale allo spettacolo non è stato aggiunto nulla di più e nulla di meno.

Insomma, abbiamo pur sempre avuto (immancabile anche qui) lo straordinario duello per la lotta al titolo. Qualche bel sorpasso nella gara a centro griglia, i soliti tormenti di Valtteri Bottas. Ma alla fine il Paul Ricard ci ha dato proprio quello che c’era da aspettarsi dal Paul Ricard. E a Le Castellet neanche il più speranzoso dei tifosi poteva credere che il motore Ferrari potesse qualcosa contro i minacciosi rettilinei del circuito transalpino. O che i problemi alle gomme, eredità della monoposto dello scorso anno, potessero restare sopiti a lungo.

AL PAUL RICARD AFFIORANO RICORDI LONTANI

Ma il circuito francese è stato teatro di una tragedia Rossa che ha raggiunto livelli che nessuno poteva aspettarsi. Se al sabato c’era ancora qualcosa di cui rallegrarsi dopo una qualifica che vedeva la Ferrari davanti alla rivale McLaren, la domenica pomeriggio le immagini dei piloti sofferenti all’interno dell’abitacolo delle proprie monoposto ha quasi fatto tornare alla mente brutti ricordi targati 2020.

Se a questo uniamo una strategia Ferrari che ha relegato il loro monegasco in fondo al gruppo, la ricetta per una gara fuori dai punti al Paul Ricard è pronta. Unica nota di merito a Sainz, che tra le tante difficoltà ha cercato di trattenere con le unghie e con i denti anche quell’unico punto del decimo posto, che però poi ha dovuto cedere all’Aston Martin. Insomma, avranno molto a cui pensare gli ingegneri Ferrari mentre impacchettano le loro cose e si presentano in Austria per la doppia gara al Red Bull Ring.

Un’occasione d’oro quest’ultima, sia per Ferrari sia per McLaren. Perché se è vero che per essere Campioni del Mondo non bisogna commettere alcun errore, neanche per la lotta al terzo posto è ammesso abbassare la guardia. Soprattutto con una competizione così fitta. Le prossime gare saranno estremamente critiche per i due team. Specialmente in un campionato in cui Ferrari e McLaren, almeno fino a ora, hanno sostanzialmente ottenuto gli stessi risultati.

ANALOGIE E DIFFERENZE DELLE DUE RIVALI

Ai due podi di Norris fanno da contraltare infatti le prime basse prestazioni di Ricciardo. Alle iniziali difficoltà di Sainz fanno da contrappeso gli stabili risultati di Leclerc. Così come per il ritiro del monegasco nel suo Gran Premio di casa, Sainz ha trovato la soluzione con il suo bellissimo secondo posto. Due team che hanno molto in comune, a cominciare proprio dalla loro line-up. Un pilota ancora piuttosto giovane, ai primi anni in Formula 1, che però ha già una buona conoscenza della macchina e del team.

Affiancato invece da un nuovo pilota più esperto (ma neanche troppo), con qualche prima difficoltà nell’adattamento alla nuova squadra ma con un bagaglio di saperi, derivati proprio dalla sua più lunga permanenza nella massima categoria, che possono portare nuove conoscenze alla squadra e al proprio compagno. Entrambi i team reduci da anni complicati, in cui la loro gloria del passato è stata messa costantemente in discussione. Ma che adesso hanno la possibilità di redimersi e di riportare in pista la vecchia rivalità Ferrari-McLaren. Con la speranza che con il 2022 quest’ultima possa porsi obiettivi sempre più alti.

LE PREZIOSE TRE SETTIMANE INIZIATE AL PAUL RICARD

McLaren, dal canto suo, è invece spinta dal potentissimo motore Mercedes. Il quale nei rettilinei le dà la potenza necessaria per attaccare o difendere la propria posizione, cosa che invece manca alla Ferrari. E se questo le dà un incredibile vantaggio su circuiti come quello appena visto del Paul Ricard, la SF21 sembra avere la meglio su piste come quelle cittadine di Monaco e Baku. A eccezione, per quest’ultimo caso, sempre del lunghissimo rettilineo finale dove la Ferrari è preda inerme delle altre monoposto.

E se questa discrepanza tra le due squadre non potrà essere eliminata del tutto nel corso di questa stagione, la chiave sarà proprio l’abilità dei tue team nelle strategie di gara.  Lo stesso dicasi per i piloti: Sainz e Ricciardo potranno utilizzare le due gare  per consolidare la propria conoscenza della macchina. Al di là dei risultati della classifica, tra la gara di domenica al Paul Ricard e il GP di Austria programmato per il 4 luglio, la Ferrari e McLaren hanno un’opportunità d’oro per perfezionare gli ultimi dettagli. Chi non lo fa, rischia di restare seriamente indietro e compromettere la propria stagione.

Alessia Verde

Alessia Verde

Di Napoli, classe 2002. Sono appassionata di letteratura e di teatro, e studio per poter specializzarmi in questi due campi. Con la Formula 1 e i motori è stato amore a prima vista. Tifosa della Rossa nonostante tutto, la Formula 1 è tra le cose che più mi emozionano al mondo. Ma ciò che mi emoziona di più è potervela raccontare.

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