DichiarazioniFormula 1

Alpine, Alonso sarà il “padrino” della scuderia francese

La dirigenza transalpina è convinta che l’apporto dell’asturiano sarà fondamentale per la crescita, sotto ogni punto di vista, del team

Nonostante la carta d’identità non sia a suo favore, la grande esperienza rappresenta la forza di Alonso. Basterà per rinvigorire i francesi?

Fernando Alonso detto il “padrino”. No, non si tratta di un riferimento alla criminalità organizzata. Piuttosto, è il termine che Luca De Meo, milanese e CEO di Renault, ha indicato per descrivere il ruolo che l’asturiano avrà in Alpine. Sì, avete capito bene. Alonso dovrà essere il padrino della scuderia francese.

Come riporta il vocabolario della Treccani, il padrino è colui che assume “l’impegno di collaborare con i genitori nell’educazione spirituale del figlioccio”. Ecco, l’ex portacolori di McLaren e Ferrari dovrà aiutare i francesi nella ricostruzione della scuderia, partendo dalle basi dell’ottimo lavoro portato avanti dalla Renault. Un po’, in fondo, la stessa funzione che Sebastian Vettel si è guadagnato in Aston Martin.

IL RUOLO DI ALONSO NEL PROGETTO ALPINE

Se Alonso avesse dieci anni in più, Alpine lo avrebbe probabilmente assunto come consulente. La fortuna dei francesi è che l’asturiano, a 39 anni, è ancora in grado di essere veloce in una monoposto di Formula 1. Ecco perché è stato assunto come pilota. Questo motivo, come hanno più volte sottolineato i vertici della casa automobilistica francese, lo rende il pezzo perfetto per gettare le basi per una ricostruzione completa della squadra. In Renault, infatti, hanno scommesso sul campione del mondo proprio per questo motivo.

“La Renault è la casa di Fernando e io voglio usare la sua esperienza per aiutare tutti noi a crescere. Naturalmente, ha un ruolo diverso rispetto a 15 anni fa. È il “padrino” di tutti noi. Tutto quello che gli chiedo è di aiutarci a diventare un top team perché si tratta solamente di possedere l’atteggiamento giusto e la mentalità corretta. E lui ha tutto”, ha detto De Meo a Top Gear prima del Gran Premio del Bahrain.

Amedeo Barbagallo

Catania, 2001. Studio Filosofia e curo un Blog. Collaboro con F1world. Sono l'autore del libro "I ragazzi che salvarono il mondo", Santelli Editore.

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