DichiarazioniPopolo Alonsista

Alonso in Dakar: “Mix di casualità e ambizione”

Il pilota spagnolo ha parlato della sua nuova esperienza in una delle competizioni più dure e affascinanti del Motorsport

Intervistato dalla rivista GQ, Fernando Alonso ha raccontato di come sia nata l’idea di correre per Toyota nella Dakar. Per lui, un sogno che coltivava da tempo.

Come riporta caranddriver.com, l’asturiano ha ufficializzato la sua partecipazione al campionato di Dakar sul sedile della Toyota, a partire dal 2020, al fianco di Marc Coma. Nonostante l’ormai celebre amore incondizionato dello stesso Fernando Alonso per tutto ciò che abbia quattro ruote, molti appassionati sembrano scettici rispetto a questo nuovo capitolo sportivo dell’ex campione del mondo di F1.

A chi gli chiede come sia arrivato a questo, Alonso risponde senza esitare: “È stato un mix di casualità e ambizione, che ho per il mondo dei motori” – ha affermato lo spagnolo. “Dopo aver vinto le 24 ore di Le Mans con la Toyota, quello stesso anno, nel 2018, la Toyota ha vinto il mondiale costruttori di rally con la Toyota Yaris e la Dakar con Nasser. Le tre Toyota Gazoo Racing con gli stessi colori. Avevo in mente di non continuare nel Campionato del mondo endurance, vincerlo e vincere poi le 24 ore di Le Mans, ma comunque non continuare; e un sfida drastica e diversa che poteva andare di pari passo con la Toyota e con questa nuova fase della mia vita sportiva era provare la Dakar, seguire alcuni mesi di preparazione come stessi iniziando qualcosa da zero. E da lì è nata l’idea “.

QUANDO HO PROPOSTO A TOYOTA DI CORRERE IN DAKAR, HANNO SPALANCATO GLI OCCHI” 

Fernando Alonso racconta inoltre di quando ha informato Toyota della sua volontà di correre con loro In Dakar: “Mi dissero: ‘Tu, la Dakar?’ E ho detto ‘Sì, proviamo almeno’. Abbiamo fatto un test ed è andato molto bene, quindi abbiamo continuato l’avventura” – ha proseguito.
Nonostante il grande entusiasmo, Alonso non nasconde di conoscere molto bene le difficoltà che questa categoria comporta. Si tratta di uno sport molto impegnativo dal punto di vista fisico, estremamente complesso. L’asturiano però non sembra farsi spaventare dalla grande sfida che lo attende: “È sicuramente la sfida più difficile che io abbia affrontato nella mia carriera sportiva. Questo per la difficoltà del Rally in sé, che è considerato uno dei più difficili del pianeta, e per la differenza di guida che per me implica, perché penso che non ci siano cose più diverse che la F1 e la Dakar” – ha sottolineato.

È una sfida interessante, sicuramente impossibile sulla carta, ma voglio affrontarla, imparare. Tutta la preparazione che sto affrontando mi sta arricchendo come pilota. Una delle mie priorità nel far fronte a questo tipo di sfide è quella di essere migliore alla fine. Naturalmente, non ho pensato a nessun obiettivo specifico; vado con l’idea di viverlo e finirlo. Quello sarebbe il primo obiettivo: vivere i dodici giorni di manifestazione. Non vorrei che il secondo o il terzo giorno io debba lasciare a causa di uno sciocco errore. Cioè, devo prendermela con un po’ di calma“.

ALONSO HA MOLTO DA IMPARARE

Oltre ad audacia e volontà di ferro, l’ex ferrarista sfoggia anche un lato alquanto autocritico e, per questo, è conscio della posizione di svantaggio che occupa al momento. Si è detto ancora non perfettamente in grado di leggere la pista, la sua natura e le sue insidie, e di essere molto stupito della facilità con cui i grandi di questo sport sembrino guidare.

Per essere competitivo, mi manca l’intuizione che hanno i grandi di questo sport. Hanno un occhio per il terreno che non possiedo ancora. Sanno dove ci sarà un fossato, una piccola buca. Quando domando come lo sappiano, ti parlano del taglio dell’erba, delle ombre delle dune. Sanno cose che forse potrebbero succedere a me” – ha ammesso Alonso.

E, a proposito delle grandi divergenze tra F1 e Dakar, un’altra grande novità per Fernando sarà l’essere affiancato da un altro uomo durante la guida. Per lui non è stato affatto facile adattarsi a questo cambiamento, ma ciò lo abitua a spingere ancora di più: “Non so come facciano i copiloti. Sono salito con Giniel de Villiers qualche volta per sapere cosa possa offrire la macchina e per un pilota è un posto molto scomodo in cui stare. Marc non si è lamentato con me al momento. Inoltre, a volte mi sciolgo un po’, facendo attenzione, mi dice ‘Dai, dai, dai’. Ha la velocità nelle vene” – ha proseguito.

Cosa dobbiamo aspettarci dunque? Con Fernando, lo sappiamo, è complicato fare pronostici. Forse, però, ancora più complicato è indovinarli.
Quel che è certo è che darà per l’ennesima volta prova del suo cristallino talento, offrendo ad appassionati e fan grandi ed emozionanti spettacoli.

Topics
Pubblicità

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close