DichiarazioniFormula 1

Zhou: “Odio sui social? Non aiuta a progredire”

Il pilota cinese è stato vittima dell’odio e di commenti negativi arrivati tramite i social network, riuscendo però a trovare il modo per concentrarsi sul proprio lavoro

Per il pilota cinese è stato un debutto soddisfacente, nonostante le difficoltà incontrate nel rapportarsi con l’odio proveniente dai social

L’approdo in Formula 1 di Guanyu Zhou ha generato clamore e interesse fin dal suo ingaggio con Alfa Romeo. Il ventitreenne ha infatti portato la Cina all’interno del paddock, diventando di fatto il quarto pilota a rappresentare la nazione in Formula 1. Accanto a un veterano come Valtteri Bottas, Guanyu Zhou ha avuto modo di imparare molto e di entrare sempre più in confidenza con la monoposto.

Nonostante i problemi di affidabilità della vettura, il pilota cinese è andato a punti in ben tre gare, sicuramente un risultato al di là delle aspettative, considerando che per lui si trattava della prima stagione da rookie. Tuttavia, le difficoltà principali Guanyu Zhou ha dovuto affrontarle fuori dalla pista. Come diversi piloti hanno già sperimentato nel corso degli anni precedenti (da Lewis Hamilton a Nicholas Latifi), Zhou si è dovuto scontrare con l’imprevedibile mondo dell’online e l’odio dei social.

Lo scetticismo dei social

Come dicevamo, il suo debutto in Formula 1 è stato fin da subito oggetto di diverse discussioni. Molti utenti lo hanno additato come non sufficientemente pronto per entrare a far parte della categoria regina, basandosi sui risultati ottenuti fino a quel momento in Formula 2. Nonostante il suo terzo posto alla fine del mondiale, Guanyu Zhou è stato accusato di essere solamente un pilota pagante e di non meritarsi l’opportunità offerta da Alfa Romeo.

Non era qualcosa che mi aspettavo“, ha dichiarato il pilota cinese. “Quando arrivi a conquistare il tuo sogno e ti scontri con tutto questo odio, per nessun motivo. È stato bello però poter usare la stagione 2022 per dipingere la mia immagine e far cambiare la percezione che si aveva di me, facendo in modo che le persone mi potessero conoscere meglio“.

Del resto, come ormai (purtroppo) la Formula 1 ci ha insegnato, il mondo dei social è ricco di leoni da tastiera pronti a sputare giudizi da un momento all’altro, senza conoscere il passato della persona a cui si rivolgono o la sua personalità. È stato così per Lewis Hamilton, da anni impegnato contro il razzismo, ma lo stesso è successo anche a Nicholas Latifi, arrivato a ricevere anche minacce di morte dopo l’incidente causato alla fine del mondiale 2021. Ma è successo anche a Sergio Perez, che ha recentemente dichiarato di non essersi sentito rispettato in qualità di unico pilota messicano.

[…] Se sei un pilota cinese, è addirittura peggio, probabilmente il doppio rispetto all’essere un pilota messicano! Ho vissuto questa situazione diverse volte nel corso della mia carriera. Sono riuscito a farmi scivolare le cose addosso, concentrandomi solamente sul mio lavoro. Quando succede, l’unica cosa che cerco di fare è stare tranquillo. Voglio solo correre in pista, fare il mio lavoro nel modo più efficiente. Ma è comunque brutto e ingiusto vedere come le persone si comportano e come giudicano qualsiasi nazionalità. Non è sicuramente il modo per andare avanti“.

Anna Vialetto

Anna è sinonimo di determinazione, concentrazione e curiosità. Ho sempre studiato e lavorato per rincorrere e realizzare i miei sogni, con l'obiettivo di concretizzarli in quella che è la mia più grande passione: l'automotive. La Formula 1 per me è parte integrante della mia personalità: il rombo dei motori, i sorpassi all’ultimo centimetro, la velocità delle monoposto. Ma soprattutto, tutto il mondo che sta dietro allo spettacolo in pista: l'organizzazione, la comunicazione, il marketing, l'energia...la stessa che, fin da quand'ero bambina, mi ha portata a coltivare questo grande amore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button