DichiarazioniFormula 1

Vettel nel mirino di Renault e McLaren

Le due scuderie del midfield sembrano interessate ad assicurarsi il quattro volte iridato, il cui contratto con Maranello è in scadenza. Ma la Ferrari è intenzionata a tenere Seb

McLaren e Renault si sfregano le mani di fronte all’opportunità di assicurarsi il quattro volte iridato

Il mercato 2021 si sta sviluppando molto più velocemente e in modo decisamente più monotono rispetto alle previsioni. In inverno sono arrivate le conferme di Charles Leclerc, in rosso fino al 2024, e di Max Verstappen, legato alla Red Bull fino al 2023. Nel futuro prossimo, toccherà alla Mercedes confermare Lewis Hamilton, mentre rimarrebbe in bilico la situazione di Sebastian Vettel. Il tedesco ha diversi estimatori nel paddock, anche tra le scuderie del midfield. Due, in particolare, gli hanno puntato gli occhi addosso, considerando che il contratto del driver di Heppenheim con Maranello scade a fine 2020. Si tratta della Renault e della McLaren, i due team che nel biennio 2018-’19 hanno monopolizzato il centro gruppo.

SEB FA GOLA

Cyril Abiteboul, team principal del team della Losanga, non ha lesinato elogi al quattro volte iridato, definendolo “un grande pilota e un grande campione”. E, alla domanda se fosse disposto ad averlo nel team, ha risposto in modo chiaro:Non direi di no, anche se la priorità per noi rimane Ricciardo”. Fonti interne al paddock parlano anche di una McLaren interessata a seguire gli sviluppi del rapporto tra Seb e Maranello, dal momento che il team principal Andreas Seidl conosce Vettel dai tempi della BMW e farebbe carte false per poterselo assicurare a Woking.

OPZIONI

Ma anche la Ferrari ha precisato di avere avviato i colloqui col quattro volte iridato per il rinnovo contrattuale, che presumibilmente sarà di durata biennale. Lo stesso Vettel, nell’intervista concessa a Motorsport.com la scorsa settimana in Australia, si è aperto a un confronto tra le diverse opzioni. Rimanere in Ferrari significherebbe misurarsi con l’inarrestabile ascesa di Leclerc, che ha i numeri per configurarsi come il numero uno di Maranello. D’altro canto, abbracciare un team di seconda fascia significa rischiare di ripercorrere la parabola involutiva di Ricciardo, trovatosi a battagliare a centro gruppo dopo diversi anni di lotta al vertice.

“Non so cosa dire, non posso fornire una risposta precisa in questo momento – ha commentato a proposito Vettel – Ho lottato a centro gruppo a inizio carriera, prima in Toro Rosso e poi nelle primissime gare con la Red Bull. In Toro Rosso l’obiettivo all’inizio oscillava dal 17esimo al 15esimo posto, poi siamo passati a lottare per la 12esima posizione e, infine, nel 2008 eravamo costantemente in top 10.

“Non si può fare nulla al riguardo: se hai vinto in passato, vuoi vincere tanto ancora. Al contrario, se hai lottato tutta la carriera per un 15esimo posto e poi rientri nella top 10, sei entusiasta. Ma se hai sempre combattuto in top 5 e poi ti ritrovi 15esimo, le sensazioni non possono essere le stesse. Kimi è un esempio lampante: ha sempre lottato per la vittoria e ora non può farlo. Ma, se potesse scegliere, tornerebbe di sicuro alla situazione di prima

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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