DichiarazioniFormula 1

Todt: “La situazione della Ferrari è migliore di quella del ’93”

Il francese afferma che la sua vita sarebbe stata semplice con l’attuale situazione che sta caratterizzando la storia della Rossa di Maranello

Jean Todt, presidente della FIA ed ex direttore Ferrari, assicura che la situazione vissuta dalla Scuderia nel 1993 era peggiore di quella attuale

Jean Todt riconosce che sarebbe stato meglio per lui affrontare la crisi attuale, dato che l’organizzazione è molto più forte di allora. Il francese è arrivato alla Ferrari nel luglio del 1993 con l’obiettivo di riportare la squadra al vertice dopo 14 anni. Todt prese le redini di una situazione critica in casa Ferrari. Finalmente, dopo sei lunghi anni, nel 1999 riuscì a riportare la Rossa a vincere il Mondiale Costruttori. Un anno dopo il Mondiale Piloti sarebbe arrivato con Michael Schumacher.

Come nel 1993, la Rossa non sta vivendo un momento di massimo splendore. Le prestazioni della SF1000 2020 sono diminuite drasticamente rispetto alle vetture degli anni precedenti. Tuttavia, Todt si trova in disaccordo con le molteplici voci che ritengono che la situazione del 1993 e del 2020 in casa Ferrari siano molto simili. Infatti il francese nega categoricamente tutto ciò e sostiene che affrontare la situazione attuale è più facile.

ORGANIZZAZIONE FORTE MA NON BEN STRUTTURATA

“Capisco bene la situazione della Ferrari attuale. Ho già visto alcune notizie in cui vengono paragonate le due annate. Ma questa situazione è molto diversa da quella che ho vissuto quando sono entrato nel team a luglio del 1993. A essere sincero, avrei voluto affrontare in quel momento la situazione attuale, la mia vita sarebbe stata più semplicedichiara Todt, presidente della FIA al portale web RaceFans.net.

Todt aggiunge che la Scuderia attualmente ha una forte organizzazione, ma spiega che non è del tutto ben strutturata. Ecco spiegato il motivo per cui non hanno ancora trovato la quadra per raggiungere il successo. “L’organizzazione odierna è ben strutturata. Probabilmente alcune parti del puzzle non sono allineate come dovrebbero essere, o come si aspettavano che dovessero essere per ottenere il quadro vincente afferma l’ex direttore della Ferrari per concludere.

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