DichiarazioniFormula 1

Symonds: “La reazione FIA contro il porpoising? Esagerata”

Pat Symonds riflette sul problema del saltellamento che ha caratterizzato la prima parte della stagione 2022

Per il capo tecnico della Formula 1, le direttive antiporpoising sono state causate da una squadra che ha provato qualcosa “che non ha funzionato”

Ricorderemo tutti le difficoltà iniziali che, con il nuovo regolamento tecnico, un po’ tutte le squadre hanno affrontato in pista. Fin dai test invernali, il porpoising il saltellamento della monoposto, derivato dal nuovo effetto suolo – ha attaccato le vetture, facendole rimbalzare sui rettilinei ad alta velocità. La situazione è precipitata in Azerbaijan, quando per le eccessive vibrazioni Lewis Hamilton ha avuto difficoltà a scendere dalla monoposto al termine della gara. Da allora, la FIA ha cercato il modo per eliminare il problema porpoising: una reazione che Pat Symonds ha giudicato spropositata.

Al termine della pausa estiva, infatti, la direttiva tecnica 39 è entrata in vigore: la FIA ha aumentato l’altezza del fondo della monoposto, e in seguito ha introdotto una metrica di oscillazione aerodinamica. Quest’ultima rappresenta un valore massimo di sicurezza: se fosse stato superato, sarebbe stato obbligatorio cambiare l’assetto della monoposto, per portare la vettura in linea con il valore massimo. Per il 2023 sono state introdotte modifiche più permanenti.

SYMONDS: “IL PORPOISING NON ERA PREVISTO”

Eppure, il capo tecnico della Formula 1, Pat Symonds, ritiene che la reazione al porpoising sia stata esagerata da parte della FIA, a causa di una squadra che ha fatto qualcosa che “non ha funzionato“. Ha rivelato così ad Auto Motor und Sport: “Penso che la FIA abbia reagito in modo eccessivo dopo Baku. In Azerbaijan abbiamo visto effetti peggiori perché una squadra ha provato qualcosa che non ha funzionato, e poi è diventata pubblica a gran voce. Se le persone non fossero intervenute, anche i problemi sarebbero stati risolti. La maggior parte dei team ora sa come controllare il porpoising“.

Symonds ha anche ammesso che l’effetto porpoising lo ha colto di sorpresa e che non era apparso nelle simulazioni preparatorie: “Devo ammettere che non era sui nostri radar. Avremmo dovuto averlo, però. Avevamo i mezzi per scoprirlo in anticipo, perché stavamo lavorando con simulazioni dinamiche. Le abbiamo usate, ad esempio, per verificare cosa succede quando una monoposto va in testacoda e gli pneumatici si sgonfiano. Quindi il tipo di incidente che Mark Webber ha avuto una volta a Valencia. Hai bisogno di un software speciale per farlo, e avremmo potuto usarlo per anticipare e capire il porpoising“.

Avrei dovuto saperlo anch’io, perché stavo ancora lavorando sulle auto a effetto suolo. Me ne ero semplicemente dimenticato. Senza dubbio, il porpoising ha cambiato le cose. I team hanno dovuto risolvere questo problema prima di poter lavorare sulla loro aerodinamica. Ma il porpoising non è un problema puramente aerodinamico. Sono coinvolti anche molti meccanismi, ad esempio la rigidità delle sospensioni“.

UNA STAGIONE MENO AVVINCENTE DEL PREVISTO

Il porpoising nasce come effetto collaterale di un cambio di regolamento radicale, volto a rendere più competitiva l’azione in pista. Eppure, la stagione appena trascorsa non è stata altro che la conferma del dominio Red Bull che ha visto il suo sorgere nel 2021. Symonds ha però affermato che la Formula 1 è ancora fiduciosa del fatto che, mano a mano che le regole matureranno, si avranno corse sempre più emozionanti.

Abbiamo sottovalutato il fatto che alcuni team abbiano ancora grandi reparti di aerodinamica, che hanno reso più delle nuove regole.” afferma. “Ma siamo fiduciosi che il divario dalla parte anteriore a quella posteriore della griglia si ridurrà rapidamente. Potremmo già vederlo in piccola parte durante la prossima stagione“.

Alessia Verde

Di Napoli, classe 2002. Studentessa di Lettere Classiche all'Università Federico II. Innamorata follemente della Rossa. Con la Formula 1 è stato amore a prima vista, e nulla riesce a emozionarmi come fa lei. Ma ciò che mi emoziona di più è potervela raccontare.

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