Analisi della redazioneFormula 1

Super Max Verstappen: fenomenologia di un Campione

In Giappone si è deciso il campionato del mondo. Il venticinquenne olandese si aggiudica così il secondo titolo mondiale con diverse gare di vantaggio

Max Verstappen è un Campione. La nuova era si apre con il dominio Red Bull, nonostante tutte le accuse, e l’olandese è pronto ad esserne il nuovo leader

Il piccolo di casa Red Bull è diventato Grande. Max Verstappen si laurea Campione per la seconda volta consecutiva, ruggisce di nuovo alla guida della sua monoposto ed è pronto ad occupare il suo sedile nella storia. Il venticinquenne olandese si potrebbe definire il “bambino” dei record: pilota più giovane a tagliare diversi traguardi, dalla prima corsa a 17 anni, al primo podio a 18, ha sempre trovato il modo di far parlare di sè. In positivo e in negativo.

Destinato alle corse fin da piccolo, famosa è infatti la foto che lo ritrae insieme a Michael Schumacher, storico amico e collega di suo papà Jos, Max Verstappen ha la velocità nel sangue. Il padre ha cercato infatti di crescerlo nel segno della vittoria, non sapendo che avrebbe fatto accrescere in suo figlio la voglia di arrivare in alto, e sempre più in alto, fino a diventare (per ora) due volte Campione del mondo.

LA STORIA DI UN BELLICOSO

La carriera di Verstappen non è sempre stata piena di sfarzi e di vittorie. Anzi. Il piccolo della Red Bull ne ha fatta di strada da quando collideva anche con i suoi compagni di squadra, o da quando ha quasi preso a pugni Ocon. Ora Max si aggira tra il paddock e tra i colleghi come un vero gentiluomo, nonostante non si esenti mai dal criticare o dall’essere pungente con i suoi giudizi. La fortuna centra poco con la carriera dell’olandese, certo il malocchio che la Ferrari sembra portarsi dietro ha aiutato Super Max in più occasioni. Ma quello è un altro muretto.

L’olandese furioso, che ha vinto il secondo mondiale in stile Donnarumma agli europei, ha aperto le porte alla nuova era della Formula 1. I giovani piloti si stanno facendo strada da soli tra i campioni più anziani come Alonso, Hamilton o Vettel, in maniera eccelsa. Max Verstappen però ha fatto da apripista alla nuova ondata di Fenomeni. Sin da subito è spiccato per le sue doti, tra cui quella di fare fuori un compagno di squadra dopo l’altro. Da Sainz, a Ricciardo. Poi il russo Kvyat, a cui non ha sottratto solo la fama ma anche l’amore. Da far oscurare Pierre Gasly, fino a perdere Albon. Ora sembra aver trovato la sua stabilità con Sergio Perez, il messicano che sembra prevedere anche i pensieri di Verstappen.

Macina vittorie e polemiche come fossero il suo pane quotidiano. Vince il mondiale a quattro gare dalla fine del campionato con una dominazione assoluta della classifica. Dopo Vettel, Verstappen sembra coniato di proposito per favorire una nuova era Red Bull dopo il tragico declino in seguito al 2013.

IL MISTERO DEL BUDGET CAP

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati soprattutto dalle varie querele fra team. A partire dal DAS, all’ala posteriore flessibile, al motore Ferrari nel 2019, senza dimenticare le vetture Aston Martin copia delle Mercedes, le polemiche non sono mancate. Neanche questa stagione è immune, nè dal Coronavirus nè dalle dita puntate addosso. Secondo le recenti indagini la Red Bull avrebbe sforato il budget cap entro un 5%, dunque sono previste alcune sanzioni.

La polemica ora riguarda il merito di un pilota che si è fatto spazio all’interno del circus sia con il suo carattere contestatore, ma anche, e soprattutto, per la sua bravura. Il titolo nel 2021 è andato a Verstappen solo perchè la scuderia ha, probabilmente, infranto il budget? La regola che prevede il tetto massimo è entrata in vigore a marzo del 2021 e, come asserito da Horner, quelle modifiche erano state inserite nel progetto precedentemente alla decisione di applicare un margine ai costi.

Tutto questo sarà deleterio per la carriera di Max Verstappen? No. Se anche non lo fosse la splendida vittoria di Leclerc a Monza nel 2019. Nonostante il motore fosse illegale tutti i Tifosi si scorderanno della marea che ha travolto la pista sulle note di Fratelli d’Italia? O forse il popolo italiano non è pronto ad ammettere che alla Ferrari manca quella grinta alla Super Max per far sentire la propria voce?

Maria Sole Caporro

Sono Maria Sole, romana e romanista, laureata in lingue e letterature. Sono da sempre appassionata di motori da quando fin dalla tenera età non potevo andare al mare la domenica perché i miei genitori dovevano vedere il GP. Cresciuta a pane e formula 1 con contorno di letteratura, sono qui per coniugare la mia voglia ed esigenza di scrivere e la passione per le monoposto.

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